Xena Tango
Xena Tango Digipack
IL PROGETTO
Il progetto "Xena Tango", prodotto da Paolo Dossena (CNI), vuole raccontare e sottolineare il contributo della cultura genovese nella Storia del Tango argentino.

Protagonisti e arrangiatori del lavoro sono due grandi musicisti di origine argentina: Luis Bacalov (pianista, compositore e direttore d’orchestra, Premio Oscar 1995 per il film “Il Postino”) e Walter Ríos, (bandoneonista di fama internazionale, considerato l’erede di Astor Piazzolla). L’interprete è Roberta Alloisio (cantante e attrice genovese, Targa Tenco 2011).

Le registrazioni del disco sono state effettuate tra Roma e Buenos Aires. Il progetto vede inoltre il coinvolgimento in veste di autori e compositori di Vittorio De Scalzi (New Trolls), Carlo Marrale (Matia Bazar), Giorgio Calabrese, Gian Piero Alloisio, Stephane Casalta (dalla Corsica) e Pablo Banchero (da Buenos Aires, cantore ufficiale de La Boca).

Il disco include inoltre un inedito del Maestro Umberto Bindi e l’inno dei Liguri nel Mondo “Italiani d’Argentina” di Ivano Fossati. Oltre ad un elegante booklet ricco di foto e corredato dai testi delle canzoni e dalle informazioni sulla genesi dell’opera, il cd sarà anche veicolato con un libro di 200 pagine curato da Giampiero Vigorito, ricco di immagini e documentazioni d’epoca che attraverso una serie di racconti evocano l’epopea degli emigranti genovesi arrivati in Argentina.

I testi e le foto contenuti nel libro che sarà disponibile anche separatamente dal disco, rappresentano un’integrazione al disco stesso, approfondendo il progetto e ricostruendo le fasi più note ma anche le storie meno conosciute dei nostri connazionali in Sud America che, facendo leva sui suoni della loro terra d’origine e quelli dei luoghi che li stavano adottando, hanno esercitato una chiara influenza sull’evoluzione del tango.

Il libro ospita anche le interviste e le testimonianze in prima persona dei protagonisti dell’operazione discografica, su tutti Luis Bacalov, Giorgio Calabrese e Roberta Alloisio, curate in collaborazione con Ida Guglielmotti.
Luis Bacalov - Roberta Alloisio - Walter Rìos
XENA TANGO - TRACKLIST

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Luis Bacalov - Roberta Alloisio - Walter Rìos
Luis Bacalov e Roberta Alloisio
  • Quando la loro nave si allontanava dal porto, salutavano con le lacrime agli occhi madri e padri che avevano anche loro le lacrime agli occhi. Sapevano che non si sarebbero mai più abbracciati: era come morire restando vivi. È da qui che nasce l'essenza malinconica del tango.
    Ernesto Sábato
  • Non appena giungete alla Boca del Riachuelo i vostri cinque sensi vi grideranno all'orecchio, come un capostazione: Genova! Le parole, gli odori, i sapori, insomma tutto vi produrrà l'impressione di trovarvi a Genova. Una manciata di casette variopinte, il porticciolo gremito di imbarcazioni, la parlata genovese che risuona nelle strade e ovunque il profumo inconfondibile della farinata e della focaccia calda.
    J. J. De Souza Reilly
  • Ancor oggi il tango conserva quel qualcosa di proibito che stimola il desiderio di scoprirlo sempre un po' di più e quel qualcosa di misterioso che ci ricorda quel che siamo stati o, forse, quel che avremmo voluto essere.
    Jorge Luis Borges
VIDEO
  • Roberta Alloisio, Pablo Banchero, Walter Ríos
    Milonga do Magon XT Remix (Video version)
  • Roberta Alloisio & Luis Bacalov
    Barbon
  • Roberta Alloisio, Pablo Banchero, Walter Ríos
    Genova
RASSEGNA STAMPA
Tango: nato in Argentina da genitori genovesi

Tango: nato in Argentina da genitori genovesi

Quando nel febbraio del 1851 arriva nel quartiere di La Boca, alla periferia di Buenos Aires, il viceconsole sabaudo Carlo Belloc si accorge che Genova e l'Argentina non sono poi così lontane. «Chi si fosse trasportato al suburbio di Buenos Aires denominato Boca - scrive il diplomatico nel suo resoconto - vi avrebbe visto con senso d'amor patrio profondamente sodisfatto, una piccola città di duemila anime esclusivamente popolata da liguri, e si sarebbe, per incantesimo, illuso, udendo il dialetto genovese, di vivere sul litorale della solerte Liguria». Se Belloc fosse approdato tra quelle case circa un secolo dopo, avrebbe scoperto che il dialetto genovese non si parlava solo nelle strade, ma anche nei tanghi ballati e cantati nei locali della zona, chiamati con termine ligure peringundines.

«Se il Tango avesse una carta d'identità, probabilmente ci sarebbe scritto: nato in Argentina da genitori genovesi». A sostenerlo è la giornalista Ida Guglielmotti, curatrice di Xena Tango, un libro e un cd in uscita a fine settembre (CNI, pp. 100, euro 20, oppure 12 senza cd), che raccontano il contributo della cultura ligure nella storia del Tango. «Fino alla prima metà del '900» spiega la Guglielmotti «migliaia di genovesi si insediarono a La Boca, portandosi dietro degli strumenti musicali, che suonavano la sera, dopo una giornata di lavoro, per ricordare la patria lontana e gli amori perduti». A forza di intonare i loro brani pieni di nostalgia, questi zeneizi mischiarono, senza accorgersene, il dialetto genovese con la lingua spagnola, alimentando così il lunfardo, gergo della malavita locale di cui spesso si sono nutriti i testi delle canzoni tanghere.

«Ho sempre avuto l'impressione che, prima ancora che il Tango nascesse, i genovesi pensassero in tanghese, come se avessero i suoi ritmi nell'anima»: Giorgio calabrese, paroliere per Mina e grande divulgatore della musica sudamericana, lo dice in una delle interviste raccolte nel libro per riallacciare i tanti legami - non solo musicali - tra la città ligure e l'Argentina. L'autore firma anche Milonga do Magon, uno degli inediti del disco, arrangiato dal premio Oscar Luis Bacalov con il bandoneonista Walter Rí os, che propone dodici tracce cantate dalla genovese Roberta Alloisio insieme con i conterranei Vittorio De Scalzi dei New Trolls, Carlo Marrale dei Matia Bazar e il fratello Gian Piero Alloisio.

«Questo album nasce all'insegna di una colpa» ironizza Roberta Alloisio. «In Evaristo Carriego Borges scrive infatti che il Tango è degenerato a causa dei liguri. Ovviamente era una provocazione. Ma è servita a noi genovesi per tornare sul luogo del delitto e offrire tanghi inediti, ricordare pezzi storici come El día que me quieras di Gardel e dare nuova vita a Caminito, caposaldo della genovesità nel Tango. A comporlo fu un argentino con sangue ligure: Juan de Dios Filiberto, passato alla storia come il Mozart de La Boca».

di Emiliano Coraretti

Il Venerdì di Repubblica, 29 agosto 2014

Con quella faccia un po' così il tango dei genovesi d'Argentina

Con quella faccia un po' così il tango dei genovesi d'Argentina

In fondo, nasce tutto dalla voglia di rispondere ad una provocazione di Jorge Luis Borges, dice la cantautrice genovese Roberta Alloisio con la sua voce ridente. «In "Evaristo Carriego" scrive che il tango è degenerato per colpa dei genovesi, bene, capisco che lui fosse legato alla radice storica del tango, ma sicuramente i genovesi hanno portato in Argentina delle storie come tutti i migranti, la nostalgia, la mamma, la donna santa o puttana, avendo nelle orecchie l'opera così come i canti popolari. Certo che lo hanno stravolto, ma per fortuna».

E per ridare ai genovesi quel che è loro, in un bilico continuo tra due continenti che nemmeno "dagli Appennini alle Ande", nasce "Xena Tango - le strade del tango da Genova a Buenos Aires", progetto complessivo (un cd, spettacoli, un libro) con le firme di Luis Bacalov, Roberta Alloisio e Walter Ríos, con l'affettuosa partecipazione - prima durante l'elaborazione, via skype e mail, e poi durante la registrazione - di un musicista italo-argentino come Pablo Banchero.

«Mi piaceva l'idea che, non paghi di averlo rovinato, i miei concittadini tornassero sul luogo del delitto con una serie di prove - scrive Roberta - così ho caricato le mie valigie piene di studi, appunti e musiche e mi sono imbarcata nel progetto xena Tango». Xena come Zena. «Perchè gli abitanti della Boca e i tifosi del Boca junior sono sempre i xeneizi - spiega l'autrice - ed è stato molto bello lavorare a Buenos Aires: sono stata accolta da genovese, quindi una di casa. Però loro sono più aperti, più disponibili da subito. Scoprendo insieme che una canzone genovese come "Canson da Cheullia" nel ritornello ha un tango di Carlos Gardel; ma a ben ascoltare anche la canzone dei Trilli parte da un tempo di tango...».

Genovesi impastati di tango senza saperlo, e porteños - gli abitanti di Buenos Aires - che, piaccia loro o meno, quando intonano Caminito non possono derogare da quell'aria genovese che circondava la storica strada della Boca, il quartiere appunto degli immigrati liguri. Xena Tango è un cd di grande rispetto, dove ci sono brani originali composti da Roberta e dal fratello Gian Piero Alloisio, ma anche una stupefacente "Genova" vista al di là dell'Oceano da banchero re Alan Xavier Gazzano; e tra una rispettosa incursione in casa Gardel e una versione tanguera («mica è stato facile», ride Roberta) di Italiani d'Argentina di Ivano Fossati, la musica scorre in attesa dell'appuntamento del prossimo febbraio all'Auditorium di Roma con Luis Bacalov e Walter Ríos, numi tutelari dell'idea; pronti a esibirsi insieme a Roberta, nell'agosto del prossimo anno, come ospiti al Festival Internazionale di Tango di Buenos Aires, il più importante tra gli innumerevoli che si svolgono in tutto il mondo. Insomma, con buona pace di Borges e delle sue critiche; il resto della storia lo si può leggere in un libro che sta per uscire (presentazione il 5 dicembre da Feltrinelli a Genova) e che completerà il cofanetto. «io direi che è soprattutto musica bella» sospira Roberta Alloisio. La parola alle milonghe, i luoghi d'incontro dei tangueros, che la balleranno.

di Donatella Alfonso

la Repubblica - ed. Genova, 2 novembre 2014

Le strade del tango da Buenos Aires riportano a «Xena»

Le strade del tango da Buenos Aires riportano a «Xena»

Tango. «Nato in Argentina da genitori genovesi», secondo la carta identitaria di Ida Guglielmotti. Argentino, italiano, francese, per via di Carlos Gardel. Uruguagio prima, a Montevideo, che zeneize alla Boca, secondo altre fonti avvelenate. «Xena Tango», Le strade del tango da Genova a Buenos Aires, vuol raccontare tutto questo, con Luis Bacalov, pianoforte (Oscar per «Il postino»), Roberta Alloisio, voce (Targa Tenco 2011), e Walter Ríos, bandoneon (l'erede di Piazzolla), e grande orchestra. repertorio contemporaneo di tanghi e milonghe genovesi, firmate da Vittorio De Scalzi, Umberto Bindi, Carlo Marrale, Gian Piero Alloisio, Ivano Fossati. I classici «El dias que me quieras» di Alfredo Le Pera e Carlos Gardel, «Caminito» di Filiberto, «El Choclo» di Villoldo. Pablo Banchero, ultimo cantore de La Boca, firma due brani insieme a Roberta Alloisio. Un album, un libro di Giampiero Vigorito che racconta l'epopea degli emigranti liguri, dalla metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra, verso Argentina, Uruguay e Brasile. Il fascino, i suoni e gli odori della Boca del Riachuelo, il porticciolo alla periferia di Buenos Aires. La parlata dialettale che diventa lingua, la serata nelle bettole a cantare e imbastardire la nostalgia, le parole del «cocoliche», il padre del lunfardo. Lingua franca fra la buona e la mala vita.

Inglese era il Genoa, zeneize il Boca Juniors, il calcio un passo di tango. Testimonianze. Jorge Luis Borges: «I vecchi criollos che inventarono il tango si chiamavano Bevilacqua, Greco, De Bassi...». Ernesto Sabato. «Quando la loro nave si allontanava dal porto, salutavano con le lacrime agli occhi madri e padri che avevano anche loro le lacrime agli occhi. Sapevano che non si sasrebbero mai più abbracciati: era come morire restando vivi. È da qui che nasce l'essenza malinconica del tango». A La Boca vengono codificate le prime regole, per la prima volta lo si balla fra quegli «Italiani di Argentina» (Fossati), che «ricordano le barche ormeggiate sui moli» (Borges). Aníbal Troilo, Juan D'Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, Enrique Delfino, nostri figli lontani che ne hanno scritto la gloria.

di Marco Mangiarotti

Il Giorno, 23 ottobre 2014

Buenos Aires-Genova sulle vie del tango

Buenos Aires-Genova sulle vie del tango

Il tango, per i genovesi, viene anche prima della canzone d'autore. Sentimentalmente, intendo. Siamo andati in Argentina, in un'altra epoca, e abbiamo partecipato alla costruzione di un ballo che è filosofia, seduzione, bilico fra vita e morte.

E sin qui non c'è nulla di nuovo rispetto ai ricordi di famiglia. Ma tutto cambia se una cantautrice coraggiosa come Roberta Alloisio anima un progetto musicale e letterario, "Xena Tango", che poggia su un album firmato con Luis Bacalov e Walter Ríos, e un libro curato da Giampiero Vigorito. Quest'ultimo sarà presentato oggi, alle 18, alla Feltrinelli di Genova.

Il livello generale è ammirevole, e ovviamente non solo perchè Bacalov è un artista integro e risoluto. La Alloisio ci mette un'energia e una capacità di vedere lontano che esula da molta canzone d'autore. Vigorito, poi, non riscrive il viaggio dei migranti verso la Boca e le successive sorprese del destino, il tango appunto. Piuttosto dà alle testimonianze e agli artifici, come i ricordi immaginati per dare un senso drammatico più contemporaneo a quei giorni, la velocità che oggi pretendiamo da qualsiasi prposta culturale. Per non dire commerciale. Ma l'intero progetto vive di luce propria, di una musica suonata con cura e passione, di parole chieste ai testimoni eccellenti, da Bacalov a Ivano Fossati, che sono messe in fila senza cercare né scoop né rigore storiografico. Questo e quello ch'è successo, intendono gli autori, questo è quello che ci appartiene. Non è affatto poco. La Alloisio è matura per altre avventure, ma difficilmente lascerà presto il mondo del tango. Sarebbe imperdonabile, almeno sino a quando questo progetto non avrà avuto i riconoscimenti che merita. Il libro di Vigorito è tutt'altra storia: tiene le fila, mantiene ordine. Ricorda quello che Emir Kusturica dice in un memorabile film su Maradona: «Vedevo la gente riunita fuori dai bar di Buenos Aires all'alba che ascoltava il tango e gridava. Il tango ha origini lontane, nasce nel 1883 in un bordello. Borges lo chiama "il ballo dei mariti afflitti"...»

Ecco, il concetto dell'ibrido. Della fusione fredda fra incompatibilità, che diventano febbre di comprendersi. Ancora Borges: "Nel tango c'è qualcosa di provocante... sensuale e, allo stesso tempo, tremendamente emotivo. È un linguaggio in cui convivono tragedia, malinconia, ironia, amore, gelosia, ricordi, il barrio amato, la madre, pene e allegria, odori di bordelli e di attaccabrighe". Come scrive Fossati, autore di "Italiani d'Argentina": «...nel tratto di costa ligure dove vivo non è raro incontrare persone dal nome ispanico e dal cognome di antica appartenenza locale o addirittura genovese. Un bel connubio fantasioso, quasi letterario, che fa simpatia, sa di lontano, di tempo e di spazi. Sono i ritornati: figli, nipoti, spose e mariti, insomma nuclei o frammenti di famiglie emigrate in un anno più o meno lontano per fare "la fortuna" in America latina». Buon tango.

di Renato Tortarolo

Il Secolo XIX, 2014

Tango, Alloisio canta la strada che unisce Genova a "Baires"

Tango, Alloisio canta la strada che unisce Genova a "Baires"

Al tango, lo scrittore argentino Jorge Luis Borge aveva dedicato parole straordinarie. lo aveva definito «un linguaggio in cui convivono tragedia, malinconia, ironia, amore, gelosia, ricordi, il barrio amato, la madre, pene e allegrie, odori di bordelli e di attaccabrighe». E ancora oggi il tango conserva quel qualcosa di proibito che stimola il desiderio di conoscerlo un po' più a fondo e di penetrare, scriveva ancora Borges «quell'aura di mistero che ci ricorda quel che siamo stati o, forse, quel che avremmo voluto essere». Peccato che poi si lamentasse anche che fossero stati proprio i genovesi a rovinarne la purezza. Il nuovo cd di Roberta Alloisio, "Xena Tango. Le strade del tango da Genova a Buenos Aires", arrangiato da due mostri sacri come Luis Bacalov, pianista, compositore e direttore d'orchestra e premio Oscar per la colonna sonora del film "Il postino" e come Walter Ríos, bandoneonista di fama internazionale considerato l'erede di Piazzolla, è proprio una risposta alla provocazione di Borges. Oltre che, naturalmente, un affettuoso omaggio alle radici "zeneizi" del tango.

Alloisio, cantante e attrice genovese, Targa Tenco nel 2011, lo presenterà stasera alle 21 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, evento di chiusura del talent per autori di canzoni "Genova per voi" organizzato dal fratello Gian Piero e da Franco Zanetti. «Che la cultura argentina sia intrisa di genovesità lo sanno tutti. Un po' meno noto ai non addetti ai lavori è il fatto che anche il tango sia stato molto influenzato dai migranti nostrani» spiega. E aggiunge «Mi piaceva l'idea che i genovesi, non paghi di avere rovinato il tango, secondo quello che diceva Borges, tornassero sul luogo del delitto e producessero addirittura nuove canzoni». Il cd, registrato fra Roma e Buenos Aires, è un viaggio nel tango fra passato e presente e contiene 12 tracce. Tre sono grandi classici: "El dia que me queras", "Caminito" e la "Canson da Cheullia" di Mario Cappello, il cantore della nostalgia che aveva firmato anche "Ma se ghe penso". Poi "Barbon" di Vittorio de Scalzi e "Italiani d'Argentina" di Ivano Fossati, inno degli italiani all'estero che è anche l'unica canzone in italiano dell'album, le altre sono tutte in genovese o spagnolo. E infine ben sette tanghi inediti firmati da Gian Piero Alloisio, Pablo Banchero e Umberto Bindi, presente con una canzone ritrovata dopo la sua morte, più il corso Stephane Casalta e Carlo Marrale dei New Trolls.

Alloisio stasera proporrà tutte le canzoni, accompagnata da Fabio Vernizzi al pianoforte, Armando Corsi alla chitarra, Giampaolo Costantini al bandoneon, Pietro Martinelli al contrabbasso e Roberto Piga al violino. Duettando anche con il fratello, Banchero, Casalta e Marrale.

Il cd è prodotto da Paolo Dossena ed è appena uscito per Compagnia Nuove Indye. Il 30 ottobre sarà disponibile anche in cofanetto, accompagnato da un libro sulla storia del tango con foto d'epoca. Durante la serata, verrà proiettato il video della canzone "Sposa", girato con il contributo di Comune e Municipio Centro Est. A chiudere la serata, un'esibizione dei ballerini di tango Alessandra Costa e Massimiliano Fontanini della Milonga Buenos Aires.

di Lucia Compagnino

Il Secolo XIX, 4 ottobre 2014

"Xena Tango" musica e danza degli emigrati

"Xena Tango" musica e danza degli emigrati

Il Salone del Maggior Consiglio diventa una milonga e un angolo della Boca si apre dentro Palazzo Ducale. Stasera (ore 219 si tiene la presentazione del libro e del cd "Xena Tango. Le strade del tango da Genova a Buenos Aires" di Luis Bacalov, Roberta Alloisio e Walter Ríos. Insieme hanno studiato l'influenza che la nostra città ha avuto nella nascita e nella trasformazione del tango per farlo diventare uno dei balli di coppia più famosi del mondo. Per la prima volta brani celebri della tradizione argentina vanno a mescolarsi ai nuovi scritti da autori della scuola genovese e da giovani compositori di Buenos Aires. Fra gli autori che si sono misurati con questa creazione, saranno presenti Gian Piero Alloisio, Pablo Banchero, Giorgio Calabrese, Stephane Casalta, Carlo Marrale. Roberta Alloisio li canta, accompagnata da Fabio Vernizzi al pianoforte, Armando Corsi alla chitarra, Giampaolo Costantini al bandoneon, Pietro Martinelli al contrabbasso e Roberto Piga al violino. Sui marmi del salone si esibiranno i danzatori Alessandra Costa e Massimiliano Fontanini di Milonga Buenos Aires. Durante la serata, organizzata da Atid, sarà proiettato il video della canzone "Sposa", girato con il Patrocinio e la partecipazione finanziaria del Comune di Genova - Municipio I Genova Centro Est.

Protagonisti e arrangiatori dell'album sono due grandi musicisti di origine argentina: Luis Bacalov (pianista, compositore e direttore d'orchestra, Premio Oscar 1995 per il film "Il Postino") e Walter Ríos (bandoneonista di fama internazionale, considerato l'erede di Astor Piazzolla). L'interprete è Roberta Alloisio (cantante e attrice genovese, Targa Tenco 2011). Le registrazioni sono state effettuate tra Roma e Buenos Aires.

Per circa un secolo, fino alla metà del 900, un flusso quasi costante di emigranti si è spostato verso Stati Uniti e America Latina e, tra i primissimi, sono i liguri a spingersi verso Argentina, Brasile e Uruguay. È soprattutto nel quartiere di La Boca, alla periferia di Buenos Aires, che i genovesi si insediarono massicciamente, portando con sé tradizioni, usi, costumi e anche strumenti musicali, coi quali, trovandosi insieme la sera, evocavano la nostalgia per la patria lontana e gli amori perduti. Ma soprattutto si portavano dietro la lingua delle radici, il dialetto, che per molti decenni è stato la lingua ufficiale, anche se non istituzionale, della comunità genovese a La Boca. Gli abitanti di La Boca si chiamavano e si chiamano tuttora "zeneizi" e zeneizi si definiscono ancora i tifosi della principale squadra di calcio argentina, il Boca Juniors. Ma è molto probabile che la maggioranza di questi ignori che zeneize significa genovese.


Il Corriere Mercantile, 4 ottobre 2014
Walter Rìos
Xena Tango
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