
"Un occhio a Nino Rota e un altro ai Balcani, i bolognesi Amarcord in Il
viaggiatore degli astri celebrano tra epica e grottesco, le vite ai margini con sax,
fisarmoniche, clarinetti e violini".
"Io Donna" del
"Corriere della Sera"
"Si scrive Amarcord, si legge Piccola Orchestra
Amarcord. facendo proprio quello sguardo in bianco e nero di Capossela, la banda bolognese
sigla il suo debutto. Profondamente segnato dall'ottimo lavoro della sezione fiati, Il
viaggiatore degli astri sprizza quella nostalgia stilizzata, citazionista, piena
di fumositą provinciale, jazzata, anni Venti-Trenta. La tromba, la fisarmonica, le
modulazioni ritmiche: si parte subito con un 7/4 klezmer, in Alla stazione, che
poi si adagia su un pił comodo tempo in quattro. L'album dą quasi l'ida di un concept,
di un collage sonoro...."
Gianluca Veltri - "L'Isola che
non c'era" |