
1 - Santu Paulu mia di Galatina (tradizionale) 18"
2 - Pizzica Tarantata - Teresa De Sio - (T. De Sio)
6'53"
3 - Maarja - Agricantus - (Agricantus) 6'56"
4 - Salta Salta - Teresa De Sio - (T. De Sio) 4'23"
5 - Canto dell'Aquila - Xicrò - (Ricci,Cercato,Vacca)
5'52"
6 - Ritmicamente - Pantarei - (Vulpitta,Cesare) 6'00"
7 - Ballo senza piedi - Il Parto delle Nuvole Pesanti -
(Voltarelli,De
Siena,Crudo,Mellace,Garofalo) 6'18"
8 - Ronde Noe - Nidi d'Arac - (A. Coppola) 4'18"
9 - Pizzica Pizzica -Ambrogio Sparagna-(A.Sparagna)
3'02"
10 - RestArtarant - RestArt - (Donti,Colliva) 4'23"
11 - Pisca Pisca Piscatò - Addosso Agli Scalini -
(Sada,Addosso agli Scalini) 4'40"
12 - Il Ballo di S.Vito-Vinicio Capossela-(V.Capossela)
3'25"
13 - Tarantella Calabrese - Daniele Sepe
- (D.Sepe) 4'43"
14 - Pizzica tarantata (tradizionale)
LA NOTTE DEL DIO CHE BALLA è andata in
scena per la prima volta la sera del 25 luglio scorso (1998) a Cosenza nel corso del
festival "Invasioni". Il primo gruppo è salito sul palco alle nove e trenta e
l'ultimo all'incirca verso le tre del mattino. Quella sera hanno suonato: XICRO', il
gruppo guidato da Antonello Ricci (etnomusicologo, grande interprete del folk e virtuoso
della chitarra battente), NIDI D'ARAC (gruppo leccese che parte da un impianto musicale
tipicamente trip hop, jungle e su cui opera una serie di innesti stilistici legati ai
"terzinati" ed alle "pizziche" della tradizione salentina), PANTAREI
(il gruppo che ha elaborato un suono "etno-dub", e che,
quella sera, lavorò sugli effetti della decelerazione del ritmo), SUD SOUND SYSTEM (già
molto popolari, non solo a Cosenza, che per primi negli ultimi anni, hanno mischiato rap,
impegno e dialetto), MADASKI (grande manipolatore di suoni e costruttore di ritmi tecno),
e naturalmente, verso la metà del concerto, io stessa.
Quella sera cercai di creare un "meltin'-sound" durante il mio set,
portando
contemporaneamente sul palco, parte del mio gruppo abituale, Sasà Flauto alla chitarra e
Flavio Zanon al basso, e poi Antonello Ricci alla chitarra battente e voce, Alessandro
Coppola e Ermanno Castriota dei Nidi d'Arac, rispettivamente tamburello e violino,
Pantarei Leon, Gianni Pierabella, Cesare Allah e Davide Grottelli dei Pantarei, alle
percussioni, batteria, system e fiati.
Ormai la musica (e il concerto in particolare) non è più vissuta come l'esperienza alta
del singolo artista che si offre agli altri, ma sempre di più come un rito collettivo
durante il quale i musicisti sono attori e sciamani di un forte spostamento
psichico:"saltano", cioè, e fanno "saltare" chi ascolta, in uno stato
emozionale fuori dell'ordinario. Anche quella sera fu così, ancora una volta la musica
svegliò "il Dio che balla". La funzione della danza è quella di "agire la
musica, di tradurla in un nuovo linguaggio. Chi balla mostra di non subire passivamente la
musica, ma attraverso i movimenti del corpo, ne certifica il potere e aggiunge nuovi
significati. Quella sera fu così, le oltre duemila persone presenti ballarono fino a
notte fonda, forse non del tutto ignari del fatto che, grazie al potere della musica, si
stavano con entusiasmo lasciando posseder da forze misteriose e liberatorie, che la vita
di tutti i giorni tende a mantenere sopite, ma che lamusica sveglia e che,
per un tempo difficile da misurare con gli strumenti della ragione,
trasforma il corpo di ognnuno nel "cavallo degli dei"
Teresa De Sio |