10 anni in una
notte. Il nuovo lavoro discografico dei Novalia ripercorre dieci anni di intensa
attività dal vivo e, soprattutto, riproduce quel clima di festa popolare
concentrato di energia, carica, sudore che caratterizza i loro concerti.
"Voi suonate col cuore, ci mettete la tigna", dice
spesso il pubblico alla fine dei concerti, quando si avvicina dietro il palco per saperne
di più su quello strumento, su come rintracciare i CD, su come poterli riascoltare.
Eccoli, allora, dieci anni di tigna, su tanti palchi, non
soltanto italiani. Ecco la scommessa di portare in tour la musica popolare e di
riuscire a comunicare, coinvolgere, far volare la mente e il corpo.
Allinterno anche due brani inediti: "Rama e
rosa" (con cui nel 95 vinsero il Festival della canzone dautore di
Recanati) e "Lu figliu pazzu" (il primo brano in dialetto del
gruppo). Insieme a questi, "Ebla", "Zighela", "Les
enfants de Giza", "Amans amantis", "La banda viola",
"Canti e briganti", "Stella splendens"
tutti
riproposti e riarrangiati in versioni molto particolari. Dodici brani di grosso impatto
espressivo eseguiti dal vivo durante la recente tournée estiva. Dodici brani che sono una
summa del lavoro fatto negli anni Novanta dalla formazione reatina, che in questo
decennio si è caratterizzata come uno dei gruppi più originali del panorama etnico e world.
"Come ogni live qualcosa è stato rivisto in studio, si è
corretto un solo, si è ricantata una strofa, ma resta il calore dellattimo di
tensione catturato sul nastro. E la felicità di poterlo riascoltare
".