
Eccolo di nuovo, il gruppo che la rivista ROLLING STONE ha definito i
"Godfathers of World Beat" torna a travolgere i nostri sensi con un disco
seducente e sensuale come "INSTINCTIVE TRAVELER".
I DISSIDENTEN da 17 anni viaggiano zigzagando per il mondo. Dal Nord America al Brasile,
dalla Spagna all'Italia, milioni di persone si sono alzate in piedi ad applaudirli. Al
concerto del "New Music Seminar di New York, dalla cui registrazione nasce "Live
in New York, hanno incantato David Byrne e Brian Eno. Quattro anni fa trasformarono il
"Libro della Giungla di Kipling" senza sottoporre la fonte della loro
ispirazione ad un processo di "Disneyland-izzazione". E il loro "Libro
della Giungla" attizzo, il "Papā della Techno-trance, Sven Vath, e la sua
legione di "remissatoriinsolenti".
E adesso "INSTINCTIVE TRAVELER", l'esplorazione di una calda ed umida terra
sconosciuta.
In questo viaggio Friedo Josch, Marlon Klein e Uve Mullrich, sono accompagnati da tanti
nuovi compagni; il caravan-serraglio comprende voci indiane, tamil, degli indiani
d'America, arabe, hawaiiane, sonoritā blues, esplosioni vocali (stile Ojibwa e Islam),
ritmi funk, canti Hindu e Musulmani. Una combinazione unica ed affascinante.
Su tutto svetta la voce di Bajka, la figlia diciottenne di Uve Mullrich, bassista del
gruppo. Bajka, in pieno stile "dissidente", č nata in dissidenza, nel Palazzo
di un Maharajah (Maharajah Bhalkrishna Bharti), cresciuta in India, Marocco e Sud Africo,
canta nella sua madrelingua, l'inglese.
Aldilā delle influenze multiculturali, "INSTINCTIVE TRAVELER" č un album di
musica popolare nel vero senso della parola. Nell'unire culture e tradizioni diverse,
quello che ne emerge č una musica che ha come bersaglio il mondo.
"I berlinesi Dissidenten, tra i primi gruppi ad aver avvistato nella musica
tradizionale nordafricana un repertorio enorme da utilizzare per spunti di fusione
artistica non dimenticano di aver segnato la storia delle musica con la pių intelligente
ethno-dance elettronica che si sia mai ascoltata, non dimenticano i tempi della loro
collaborazione con il flautista Mogammed Zain, i loro album con Lem Chaheb che portavano
senza traumi la musica marocchina dentro un contesto rock e decisamente elettronico. Ma
ora allargano lo sguardo infrangendo altri confini e spesso si sofffermano su una proposta
pop che puō piacere a tutte le latitudini, mettendone il destino nelle corde vocali di
Bajka, la figlia del bassista Uve Mullrich cresciuta tra India, Marocco e Sudafrica. ..Ma
pop č infine il genio che ispira la loro musica, quella capacitā di mettere assieme
generi, linguaggi e culture diverse per far parlare l'anima all'anima, come in modo
esemplare succede in Shine on Me"
Carlo Moretti - "Musica" di "Repubblica"
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