
Gli Agricantus, maestri della contaminazione tra
i generi musicali e i linguaggi artistici, considerati una delle pił sensibili formazioni
internazionali di world music, presentano il loro nuovo progetto discografico dal titolo
"Ethnosphere", composto di due CD.
In tutto il lavoro si respirano la poesia e la spiritualitą del Tibet:
un'atmosfera calda e avvolgente che ci permea sin dal primo ascolto.
Anche questa volta (come nel precedente "Tuareg"; di cui ricordiamo la
persistente presenza nelle classifiche statunitensi e di mezzo mondo) si tratta di un
viaggio, non pił verso il deserto del Mali, ma verso Oriente, tra i templi buddhisti
dimenticati sulle montagne di Lhasa.
Il primo volume di questo CD č maggiormente incentrato su tematiche trance e
spirituali; non c'č alcuna traccia di facili concessioni a una moda estemporanea e il
risultato sono musiche e parole profondamente sentite e meditate, che nascono da
esperienze dirette, profondamente umane e, soprattutto, vere: studi, letture, amicizie,
insegnamenti spirituali. Il secondo volume, invece, ritorna su esperienze pił
terrene e corporee. I due CD, quindi, sembrano voler rappresentare, da un lato, l'anima,
dall'altro, la fisicitą; e, insieme, la sintesi (cercata e trovata), un cerchio
perfettamente chiuso.

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