
Canti di Lotta
raccolti da Giovanna Marini
Arrangiati per banda e coro da Silverio Cortesi
Il Coro di Inni e Canti di Lotta e la
Banda della Scuola Popolare di Musica di
Testaccio
"Credo di interpretare i sentimenti di noi
partigiani dicendo che i brani qui incisi ci riportano ai momenti della nostra passione,
tanti anni fa, quando combattendo sui monti, nelle zone collinari, nelle città,
conquistavamo la nostra dignità facendone partecipi tutti, anche il nemico, con la
coscienza che il martellare dei passi cadenzati dei rastrellatori, degli aguzzini, dei
carnefici sarebbe stato un giorno soverchiato dalle voci di uomini e donne finalmente
tornate persone e degli strumenti musicali che avrebbero accompagnato il canto del dolore
vincendolo con l'inno alla libertà. E questo accade ad ogni ascolto di questa raccolta
come un rito: musica è la parola patria, musica è pace, musica è rimpianto per coloro
che allora non l'hanno udita, ma solo sognata"
Massimo Rendina
"Verba volant, si sa, e scripta manent. Ma
da quando esiste la stampa, nella cultura popolare, anche i fogli scritti hanno cominciato
a volare. Fin dall'inizio, nei fogli volanti si incontrano la comunicazione orale dei
cantastorie, dei poeti a braccio, degli agitatori politici, con il desiderio popolare di
impadronirsi della scrittura.
Stampate sui fogli volanti, le canzoni diventano permanenti, attraversano il tempo,
arrivano fino a noi. Ma non si congelano, non restano immobili, perchè i fogli volanti
non sono una scrittura autoritaria e definitiva, ma solo un promemoria di chi le canzoni
le impara per restituirlòe al volo effimero e inestinguibile della voce.
Sullo stesso confine fra oralità e scrittura si assestano gli inni proletari. In
gran parte di questo repertorio, il canto popolare dà voce e movimento a testi e
musiche che sembrano aspirare ai linguaggi della cultura scritta - la poesia romantica, il
melodramma - ma passando attraverso le voci e i corpi di generazioni di cantori proletari
finiscono per creare forme ibride, sincretiche - la banda, la corale operaia - che sono il
contrario di ogni purezza populista.
Anche qusto cd è a suo modo la forma odierna di un foglio volante. Fissa le
canzoni, ci permette di ascoltarle e riascoltarle, cantate con la vera passione degli
ideali, e con la giusta ironia del tempo che è trascorso dall'origine dei canti - di
riascoltarle, appunto, finchè le impariamo, le faciamo nostre, e continuiamo a farle
volare pr le stesse ragioni per cui furono composte".
Alessandro Portelli
IL CD |