20 Gen

Il 26 gennaio Alina a Genova

Giovedì 26 gennaio al Tiger Spot di Genova (V. San Vincenzo 53) si concluderà “Le avventure di Alina in Mostra” con un laboratorio gratuito per tutti i bambini fino a 10 anni, che si svolgerà dalle ore 16.00 alle 18.00 insieme a Marina Rivera, ideatrice del progetto. Per partecipare è necessario prenotarsi via mail scr...

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18 Gen

FEDERICA ZAMMARCHI “ON THE ROCK’S”

Venerdì 27 gennaio vi aspettiamo al “Charity Cafè” di Roma (Via Panisperna 68) con “On The Rock’S”: l’incontro tra la cantante/compositrice Federica Zammarchi con il giovanissimo e talentuoso pianista Gianluca Massetti, dà vita a questo duo “sopra le righe” la cui forza è l’int...

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16 Gen

Dal 17 gennaio “Alina in mostra” a Roma

Dal 17 gennaio al 7 febbraio alla Biblioteca Valle Aurelia di Roma (Viale di Valle Aurelia 129), in occasione della pubblicazione del libro “Alina.La Macchia”, si svolgerà una mostra per osservare da vicino le tavole illustrate di Marina Rivera. Martedì 17 gennaio alle 17.00 verrà inaugurata la mostra personale di Marina Rive...

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16 Gen

PRESENTAZIONE DEL CD “FREAK-OUT”

Alessandra Mostacci, pianista di Freak Antoni, presenterà il CD “Freak-Out” insieme a vari ospiti, in una serie di eventi a partire da fine gennaio:27 gennaio al “Caffè Retrò” di Lamezia Terme (Cz), ore 22.00 con Simona Barba Castagnaro4 febbraio al “SAMO” di Torino ore 19,00 con Beppe Grumbi, Fabrizio...

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Altre News

Il diario di viaggio dei Khaossia...

Mara Maselli su Blogfoolk ci racconta "Magellano", il tour europeo dei Khaossia che rientra nella Programmazione Puglia Sounds Export 2016, realizzato in collaborazione con CNI e Look Studio:Si è conclusa a fine novembre la tournée europea dei Khaossia, l’ethno ensemble salentina dalla pluriennale esperienza concertistica internazionale, vincitrice del bando di Puglia Sounds Export 2016 – Programme Puglia Sounds Export 2016 – Regione Puglia, in collaborazione con CNI e LOOK Studio. A rappresentarli c’erano Luca Congedo, leader e flautista, Fabio Turchetti, alla voce e all’organetto, Vincenzo Urso, alla voce e al bouzuki, Giancarlo Picci, attore, ed Hermes Mangialardo, visuals. Un tour che questa volta ha visto il gruppo salentino affrontare teatri e platee di Madrid, Parigi, Londra e Ioannina, portando in scena la nuova produzione teatrale Magellano, un’opera originale, ispirata liberamente alla Relazione del primo viaggio intorno al mondo del vicentino Antonio Pigafetta. Questo nuovo progetto dei Khaossia nasce dall’interesse per l’esplorazione e per la contaminazione con il nuovo e il diverso, e vede dialogare tre diversi linguaggi artistici: musica, prosa e videoarte, che si rincorrono e si mescolano, offrendo un’originale interpretazione del primo viaggio intorno al mondo. I Khaossia hanno dato avvio alla tournée il 20 novembre a Madrid. Due giorni intensi hanno caratterizzato la tappa spagnola durante i quali il gruppo è stato coinvolto in numerose manifestazioni per promuovere il nuovo spettacolo, grazie al supporto indispensabile dell’Associazione En Madrid otra Italia, diretta da Elisabeth Donatello. Continua a leggere su BlogFoolk: http://bit.ly/2hZhueE

BloogFolk recensisce “Cumannanti Giulianu”...

Su Blogfoolk potete leggere la recensione del CD dei Velut Luna di Salvo Nigro "Cumannanti Giulianu", scritta da Daniele Cestellini:“Concept album raffinato e pregno di ricognizioni storiche, “Cumannanti Giulianu” del trio Velut Luna è come composto da una serie di pagine da sfogliare, guardare e leggere, ascoltare e ripassare. Tutto si incastra dentro un’idea progettuale coerente e definita in dettaglio. In primo piano c’è ovviamente Salvatore Giuliano – il bandito siciliano più famoso e controverso – e poi c’è la serie di trame riflessive sulla Sicilia, l’Italia, l’America. Ma anche il punto di vista di chi guarda indietro a certe dinamiche, non solo storiche, ma soprattutto sociali e politiche. E lo fa in riferimento a una visione musicale volta a rappresentare quelle dinamiche (per quanto possibile), attraverso non tanto un ambito sonoro “locale” e riconoscibile, quanto piuttosto una narrazione (che definirei) partecipata, che evita cioè la prospettiva descrittiva a vantaggio di un linguaggio e di una serie di codici “mobili”, dinamici, vivi. Questi codici sono assorbiti innanzitutto nel dialetto – pieno e inclusivo, portato stabilmente in primo piano come scelta consapevole e soprattutto inevitabile, come strato irriducibile sull’involucro dei contenuti, come contenuto stesso – e poi nella selezione e messa in ordine delle storie. D’altronde se è vero che non ci devono essere limiti alla creatività e che ogni storia può essere riletta e raccontata in mille modi plausibili, è altrettanto vero che l’efficacia dialogica si configura tutta dentro le scelte, le esclusioni, il programma attraverso cui si forma la storia stessa. Continua a leggere su BlogFoolk: http://bit.ly/2hVwhbL

Il M° Rendine intervistato da Ida Guglielmot...

Il 22 dicembre alle ore 21.30 su RadioinBlu, nella trasmissione “Cosa succede in città” andrà in onda la prima parte dell’intervista al M° Sergio Rendine realizzata da Ida Guglielmotti. La seconda parte dell’intervista andrà in onda il 30 dicembre. Potete ascoltare RadioinBlu anche in streaming:  http://www.radioinblu.it/live

Il 31 Dicembre i Tarantolati di Tricarico in...

Il 31 dicembre in diretta televisiva su Rai1 i Tarantolati di Tricarico saranno ospiti nella trasmissione "L'anno che verrà" in Piazza M. Pagano a Potenza con Nek , Alex Britti e tanti altri artisti.

Blogfoolk recensisce “Terra che trema”...

Un nuovo album dei Tarantolati di Tricarico vale sempre la pena ascoltarlo. Perché tra le migliaia di parole che riescono ad articolare in una canzone, oppure tra gli incastri sempre lineari e cadenzati delle percussioni (loro dicono “strumenti arcaici”), si trova sempre qualcosa che vale la pena riascoltare. Si tratti di un passaggio, di un asciugatura del suono da cui emergono le voci in modo più netto e “libero”, di qualche strumento piacevole, come il mandoloncello, l’ukulele o il bouzouki. “Terra che trema”, recentemente pubblicato da uno tra gli ensemble musicali più longevi del nostro paese, non tradisce queste aspettative: è particolarmente articolato sul piano degli arrangiamenti, il suono e il timbro generale dei dieci brani (più tre bonus tracks) è curato e organizzato con coerenza, il ritmo (manco a dirlo) è forte e deciso. Inutile soffermarci sugli elementi che meglio si conoscono dei Tarantolati, a eccezione di una nota sull’uso delle percussioni che, senza volere per forza fare retorica, è uno degli aspetti più entusiasmanti del programma in questione. È vero che non è una novità, ma questo nuovo album lascia emergere una forma di appropriazione del suono, che diviene nel suo insieme e in particolare dentro l’incedere dei cupa cupa una grande onomatopeica. Che si sviluppa senza sosta e permeando ogni parola e ogni passaggio, come l’elemento più significante della narrazione. Come la soluzione più necessaria e inevitabile.