Agricantus

Dopo l’interruzione avvenuta qualche anno fa, gli Agricantus - la band che rappresenta la World Music italiana nel mondo - sono tornati nel 2014 con il progetto "Turnari" e nel 2016 hanno realizzato la colonna sonora del Film TV “Felicia Impastato” andato in onda su RAI 1.

Il gruppo guidato da Mario Crispi e Mario Rivera insieme a Federica Zammarchi, la nuova voce protagonista degli Agricantus, si è arricchito del talento di Giovanni Lo Cascio (percussioni) e Giuseppe Grassi (mandoloncello e mandola). Al progetto si sono aggiunti in qualità di ospiti e collaboratoriMassimoLaguardia, Giuseppe Panzeca, Enzo Rao, Nello Mastroeni (Nemas, Kunsertu) e Pivio & Aldo De Scalzi dei Trancendental.

Con la supervisione affidata ancora una volta al loro produttore Paolo Dossena, gli Agricantus hanno scelto Turnari (presentato in anteprima al Concertone del 1°Maggio) per ritrovarsi nel cuore di un’avventura senza tempo che si è rafforzata grazie al contributo dei nuovi compagni di viaggio.
Come si è potuto pregustare con il primo singolo “Nsunnai”, uscito il giorno dell’equinozio di primavera, il nucleo che si è venuto a formare ha ritrovato intatto lo spirito degli inizi che è parte di questa storia targata da sempre CNI, l’etichetta che ha pubblicato in Italia e nel mondo tutti i loro successi. Una storia affascinante, nata molti anni fa a Palermo: l’incontro di giovani amici che condividevano la stesse passioni per la musica ha dato vita a un progetto che ha saputo rapidamente confermarsi in una grande avventura artistica, capace di proiettarsi con successo oltre i confini italiani.

Gli Agricantus si formano a Palermo nel 1979 e si dedicano nei primi anni di vita alla riscoperta delle culture sud-americane, con particolare attenzione allaNueva Cancion Chilena. Questa esperienza è il banco di prova per i componenti per poi volgere lo sguardo alle tradizioni etniche dell'Italia meridionale, riproposte, scomposte e reinventate, utilizzando tecniche esecutive e strumenti arcaici in ambientazioni moderne. Nascono così lavori sperimentali, tra cui ricordiamo Nachitabumma (1989), Gnanzù! (1993) e Viaggiari (1995). Il gruppo s'impone soprattutto a partire dai primi anni Novanta: con l'arrivo della cantante svizzera Rosie Wiederkerhr, dando vita a un ensemble che comprende anche Tony Acquaviva (voci maschili, percussioni, strumenti tradizionali, tastiere, campionatori), Giuseppe Panzeca (mandolino, sitar, voce), Mario Crispi (strumenti a fiato etnici e tradizionali) e Mario Rivera (basso, voce, programmazione). Questa formazione dà vita all'ambizioso Tuareg, registrato con strumenti e musicisti nel deserto del Mali. L'album, una raffinata miscela di sonorità trasversali ed esotiche, si aggiudica il Premio Tenco e raggiunge il 6° posto della classifica di World Music Charts Europe. Sull'onda del successo, gli Agricantus vincono anche il Premio Nomadi per il tributo ad Augusto Daolio e il Premio Italiano della Musica come miglior gruppo, categoria Frontiera. Dopo altri lavori e un’incessante attività live esce Kaleidos (1998),un  suggestivo esperimento di contaminazione con la musica classica, in cui gli Agricantus si accostano a grandi compositori, come Grieg, Paganini, Brahms, Albinoni, Bartok e Berio. Nel 1999 con Best of Agricantus, in licenza per l'etichetta World Class, la band approda oltre che negli Usa, anche in Canada, America del Sud, Australia e Giappone. In poche settimane il disco raggiunge la vetta delle classifiche radiofoniche americane e australiane. Sempre nel 1999 esce Faiddi, una raccolta dei loro brani migliori riarrangiati e reinterpretati dal vivo, che diventa anche la colonna sonora della mostra fotografica "On Their Side" organizzata dall'Unicef, in occasione del decimo anniversario dell'approvazione, da parte dell'Onu, della Convenzione sui diritti dell'infanzia. Intensa anche l'attività per il cinema che frutta colonne sonore di successo, da quella acclamata per Il Bagno Turco diFerzan Ozpetek (insieme a Pivio e Aldo de Scalzi dei Trascendental), fino a I Giardini dell'Eden e Placido Rizzotto. Nel febbraio 2001 è la volta di Ethnosphere, ovvero due dischi distinti per due diverse visioni della vita: la spiritualità e la fisicità terrena, raccontate attraverso un viaggio, che stavolta è nelle eteree atmosfere del Tibet buddista. Un'opera che arricchisce ulteriormente il repertorio degli Agricantus, integrato dal vivo anche con originali cover di Franco Battiato, Patti Smith, Sinéad O'Connor. Calura (2002) è una raccolta di brani già editi ma rivitalizzati dal remixaggio realizzato - oltre che dagli stessi Agricantus - da Keir & Matthew e Dj Rocca. La dimensione ormai internazionale della band, riconosciuta anche in America come una delle migliori realtà world europee, si consolida in Habibi (2005). Viene inoltre data visibilità ad alcuni percorsi particolari, che non hanno coinvolto tutto il gruppo nel suo insieme, ma che sono il frutto di progetti discografici individuali. Come quello di Mario Crispi con Soffi, un omaggio alle tradizioni di vari popoli espresso con flauti, zufoli, clarinetti, launeddas, didjeridoo combinati tra loro per compiere un geniale percorso migratorio che viaggia dalla Lapponia alla Sardegna, dall’Egitto all’Anatolia, dalle Ande all’Australia. E quello di Mario Rivera  con Roots' n' Bass, contenente diversi remix di John Trudell, Dissidenten e gli stessi Agricantus e brani originali ("Deep Albánia", "Never Cry", "Su Dilluru"), realizzato con la collaborazione di Leo Cesari.