1984-2016

Kunsertu nasce nel 1979.
Nel 1995, dopo 4 dischi, 2 singoli e tournée in tutto il mondo, si interruppe l’attività del gruppo per innumerevoli ragioni storiche, umane, artistiche e contrattuali.
Un ciclo si chiudeva definitivamente.
Le varie anime presero così differenti percorsi artistici e personali.
Nascevano progetti di respiro internazionale come Dounia (con Faisal Taher) e Nemas Project (con Maurizio Nello Mastroeni, Giacomo Farina, Roberto De Domenico, Egidio La Gioia), ma un filo invisibile li teneva vicini alla casa comune dei Kunsertu.  Anzi, l’esperienza maturata rafforzava il loro legame artistico, umano e di stima reciproca.
OGGI il gruppo si rimette in piedi come nuova piattaforma artistica, dove confluisce l’eredità di un passato pregnante dal punto di vista politico, sociale, culturale e dove il consolidato melting pot esprime una nuova visione musicale.
Non è un caso se lo storico cantante arabo è nel gruppo, perché con Faisal Taher si continua a parlare della bruciante ferita della Palestina e del fenomeno immigrazione. Non è un caso se l’autore di quasi tutti i brani dei Kunsertu, Maurizio “Nello” Mastroeni, è chiamato con la sua sensibilità artistica a raccontarci della Turchia e dell’Africa, esperienze che in prima persona gli hanno permesso di creare brani di struggente bellezza. Non è un caso se Giacomo Farina, fondatore, artista, manager e direttore artistico del gruppo mette a disposizione un’esperienza trentennale per continuare la testimonianza sui problemi legati alla mafia, alla corruzione, alla malapolitica. E che dire dello storico e vulcanico percussionista Roberto De Domenico, del talentuoso batterista Franco Barresi (componente stabile dal 1993 al 1995) con all’attivo decine di collaborazioni con artisti del panorama italiano e non solo. A questi si aggiunge Egidio La Gioia che in passato a collaborato con Kunsertu nel ruolo di batterista, fonico e backvocal, oggi voce leader e la grande esperienza e passione del fonico Gaetano Leonardi, asse portante fin dagli esordi, grazie al quale il gruppo ha potuto inventare e calibrare il proprio sound originale.
Il coinvolgimento infine di Fabio Sodano ai fiati etnici, di Matteo Brancato alle tastiere e di Massimo Pino al basso chiude una cordata di fenomenale potenza musicale capace ancora di suonare e cantare in tutte le lingue del mondo.