Cheb Khaled non ha certo bisogno di
presentazioni: è semplicemente uno dei pionieri delletno-world, uno
di quegli artisti che hanno saputo fare delle proprie delle tradizioni culturali un
linguaggio universale, capace di scavalcare ogni barriera geo-politica e di dar vita ad
opere popolari, nel senso più ampio del termine e cioè, al tempo stesso, legate
alle radici ed ascoltate in tutto il mondo da un pubblico vastissimo.
Per comprendere il valore artistico e
limpatto sonoro di The great Raï anche "a scatola
chiusa", prima di un ascolto che si rivela comunque sorprendente basterebbe
far riferimento a quanto, a riguardo, scrive la "mitica" Rough Guide
vera e propria Bibbia della World Music:
"La collaborazione fra il "Re del
Raï" e il nomade jazzista algerino Safy Boutella è una rivelazione, per la qualità
e la raffinatezza del sound prodotto. Il lavoro offre versioni incisive e scintillanti di
"standard" di Khaled come "Baroud" e "Chebba"".
Registrato fra Algeri e Londra con musicisti
nordafricani, questo lavoro ci restituisce un Khaled autentico e ispirato, lontano da ogni
trattamento occidentalizzante e "manierato" di sonorità che sono il frutto di
una creatività genuina e spontanea, ed incline semmai ad attualissime contaminazioni,
soprattutto di natura timbrica e ritmica. Proprio in questa chiave va letto il proficuo
incontro artistico con Safy Boutella (cofirmatario, tra laltro, di alcuni
brani e degli arrangiamenti), che intorno al grido urbano del Raï che si fa Parola
matura di un popolo intero, intorno alla vocalità di Khaled, potente, suasiva e sempre in
primo piano ha contribuito a costruire griglie melodiche e trame percussive
incalzanti e "contagiose", venate qua e là di sfumature jazzy, ma basate
soprattutto su un dosaggio intelligente e riuscito di tradizione e innovazione, di
originalità ed originarietà, di groove moderni franti e sincopati e di arabeschi
armonici che sanno deternità, di strumenti acustici e tradizionali da una parte (il
bendir, loud, il violino, la tromba, il sax), e di tastiere e drum programming
dallaltra. Il risultato è un album solare e tutto godibilissimo, in cui, oltre ai
già citati "Baroud" e "Chebba", ciascuno degli altri brani
dallinaugurale "Hana-Hana" a "La Camel", da "Chab
Rassi" a "Minuit" ha la forza trascinante di un hit single. |