Siqiliah
"I
Milagro Acustico sono un’orchestra mediterranea che a pieno organico
arriva a comprendere una decina di elementi: voci, lira, violino,
chitarra, contrabbasso, percussioni e poi un profluvio di timbri arabi e
mediorientali. Santur, baglama, darbuka, che immaginiamo accompagnare il
faticoso incedere delle carovane e un aroma stordente di spezie. Secondo
capitolo di una trilogia sulla Sicilia araba, inaugurata dal precedente
lavoro “Poeti arabi di Sicilia”, “Siqiliah” canta la nostalgia e la
grandezza perduta. Di quando l’isola era sulla soglia della conquista
normanna, dopo essere stata per quasi tre secoli l’Isola Giardino
dell’Islam, attorno all’anno 1000 (dall’827 al 1091). La Sicilia
islamica è un ricamo di convivenza tra costumi diversi, orientati verso
il bello e soprattutto verso la coesistenza tollerante, ma tutto questo
stava per finire, ed è questa dolorosa consapevolezza immortalata dai
Milagro. Bob Salmieri ha raccolto le liriche dei poeti arabi siciliani e
i racconti di viaggio dei mercanti musulmani. Quelli che attraversarono
il Mediterraneo quando la dominazione normanna era appena iniziata,
mille anni fa. Del “Giardino” era ormai rimasto un incerto profumo e un
triste ricordo, come canta Patrizia Nasini in “Iardinu ammucciatu”,
mentre piange la viola suonata da Carlo Cossu. Un disco frutto di studio
accurato e certosino, com’è nello stile dei Milagro – al loro quinto
album –, ricco di risonanze segrete e di suggestioni."
Gianluca
Veltri - Fuori dal Mucchio
"Of all cultural fusions, the
merging of Arabs and Italians may be one of the more intriguing. Sicily
has long been a melting pot, with Greek and Romans first visiting,
followed by a wave of Arabs and Normans, the latter taking hold of
various cities in the 9th century before moving into the capital. The
Normans booted them from power in the middle of the 11th century, though
that does not mean Arab culture left no traces, or people. Milagro
Acustieo is one consequence of this merging, exploring classical Arabian
music in the context of their homeland. Hence you find the Italian
organetto, an accordion-type instrument used in religious procession, as
well as the lira calabra, which looks something like the Indian sarangi,
merging effortlessly with the more traditional Middle Eastern ney, daf,
riqq and duduk. As a whole it's impossible to discern where Italy ends
and Arabia begins, which is the point --this is a fusion over a
millennia in the making, and sounds right at home. The playing of these
instruments, not to mention the exquisite vocals that occasionally
appear, is first-rate. Upon first listen it appears to be a percussive-
and woodwind-based collection of Arabian music, but the subtle shades of
the aforementioned instruments, as well as the clarinet and viola, add a
different dimension. A truly unique disc with an impressive roster of
players."
Sing Out !
" Si
precisa e affina la ricerca musicale dei Milagro Acustico, dopo le
delicate avventure sonore dei Poeti Arabi di Sicilia. Il nucleo
generatore, qui, sono poesie, racconti, resoconti di viaggio degli arabi
che si trovarono nell'Isola di Federico tra l'827 ed il 1091, in pratica
una sorta di "secondo capitolo" dei Poeti , a ribadire l'urgenza storica
e culturale di un "recupero della memoria" fondamentale in epoca di
grandi e mirate operazioni di oblio sul portato culturale "dell'altro".
Al solito Bob Salmieri (impegnato in baglama, tambur, sax soprano, e
diverse altre ance etniche, soprattutto di origine araba) lavora per
sottrazione, mai saturando la polpa sonora di questa delicatissima
sottrazione.' la danza di un ragno sulla sua ragnatela, Siqiliah , un
intarsio strumentale e vocale che lascia suonare anche il silenzio:
"Quanti poeti, letterati, matematici, quanti Ibn Hamdis saranno finiti
nelle reti dei pescatori di Lampedusa o di Mazara?"
G. F. -
World Music
"The Italian Milagro Acustico Ensemble are renowned for their works
reflecting and researching the musical Arabic and Eastern traditions in
Italy. Their latest album follows on from their 2005 release, “Poeti
Arabi di Sicilia”. Again, they have collected texts from Arabic poems
who were born and lived in Sicily between 800 and 1100, translated them
into Sicilian dialects and put music to them. Entitled “Sicily – land of
Islam”, the band interprets such poems with a range of Mediterranean
traditional instruments, including darbuka, tambur, daf, baglam, plus
classical guitar, double bass, violin etc. The result is, once again,
intriguing and capturing."
Michael
Moll - Folkworld.de
"El trabajo de calidad de Milagro
Acustico, de la mano de Bob Salmieri, ha sido el de inspirarse en versos
y cuentos de peregrinos de origen árabe que transitaron Sicilia entre el
800 y el 1000 de la era cristiana, rescatando así del frágil papel de
pergamino a poetas y matemáticos de Medio Oriente.
Esos pensadores vuelven hoy para esparcir el perfume de sus lejanos
jardines sobre la arena de nuestro desierto cultural, a través de la
refinada musicalidad de un acústico milagro!. Este tipo de trabajo sólo
puede llevarse a cabo a través de una extensa investigación histórica,
apoyada en una firme intuición musical, y con una mirada sobre los
pueblos más enfocada en su riqueza permeable que como identidades
cerradas.
Para Bob Salmieri ir a fuentes tan profundas significó honrar la
memoria: la de su padre tunisino, y la de un historiador que muchos
reconocen como “unico e un po’ folle” (“único, y un poco loco”), Michele
Amari (1806-1889), luchador de la causa de la independencia de Sicilia y
de la confederación de los estados italianos.
Para algunos de nosotros “bucear tan hondo” es reabrir ese periodo del
siglo 19 llamado Il Risorgimento, que para muchos otros, en realidad,
nunca se cerró. Es La Causa del Sur de Italia, la causa meridionale.
Con su música cuenta la irreconciliable diversidad histórica
representada por un Sur atrapado entre tradición, pobreza y religiosidad.
El ayer y el hoy son una sola historia musical en Milagro Acustico, que
captura en “I Storie ó Café Di Lu Furestiero”, las voces de la migración
que llegó hace un milenio a las playas sicilianas
Este grupo le pone musicalidad de lamento y celebración a la diaria
conciencia de hombres, mujeres, jóvenes, viejos, cristianos y musulmanes,
maleantes, exiliados o mendigos que se sientan en un café al paso,
llevando en las dunas de sus oscuros ojos, la sed de vivir en justicia,
y el horror de morir sin lograrla.
Milagro Acústico intenta abrir también nuestros oídos y ojos a las voces
náufragas, que en nuestro milenio provienen de África del Norte y del
litoral Balcánico,.
Sicilia, tierra de “infinitos éxodos”, como dice Bob.
Su último trabajo, “SIQILIAH, terra d'Islam", está nuevamente inspirado
en aquellos poemas y cuentos de viaje de nobles y mercantes árabes, que
comenzaron a cruzar la Sicilia medieval durante la dominación Islámica
en el Mediterráneo. Versos que languidecen en la lejanía del ser amado,
paisajes desolados que queman el alma del que llega, vidas que arden en
las calles ansiando las frescas paredes de otros, vidas aprisionadas
detrás de las sombras de una ventana ansiando la luz . A través de la
voz de Patrizia Nasini y de excelentes músicos, representantes de la
instrumentación de Oriente y Occidente, esa multitud de voces vuelven
hoy a cantar sus deseos de siempre".
Claudia T.
Acuña - Discos Argentinos
"Questo
Siqiliah: Terra d'Islam è il secondo capitolo di una trilogia che
i Milagro Acustico stanno dedicando ai poeti arabi di Sicilia. Un lavoro
raffinato di ricerca ed elaborazione che poggia sulla primigenia fatica
di Michele Amari, puntiglioso studioso della sua terra e responsabile
della realizzazione della Biblioteca Arabo-Sicula, oltre che di una
documentata storia dei musulmani in Sicilia. Le poesie, arrivate chissà
come fino a noi su fragili pergamene, risalgono grosso modo all'anno
1000: magnificano lo splendore siciliano di allora e regalano una specie
di testamento spirituale destinato a sopravvivere alla ferocia normanna,
decisa a cancellare qualsiasi residuo di quella civiltà. I Milagro
musicano stralci di questi testi, cantati rigorosamente in siciliano,
utilizzando una strumentazione molto varia, ma di natura squisitamente
mediterranea. Percussioni e cordofoni si compenetrano in modo delicato
ed evocativo inducendoci a una sorta di oblio da cui ci si risveglia
solo quando i ritmi cambiano di tempo. Le musiche di questo lavoro sono
anche la colonna sonora dello spettacolo omonimo arricchito dalla
presenza di danze dell'epoca e racconti di viagiatori appositamente
rispolverati."
Roberto Caselli - JAM
"Appena arrivato a Favignana,
isola del quale è originario, pare che Bob Salmieri si sia rivolto all'
ufficio anagrafe e richiesto l' atto di nascita del padre. Voleva
conservarlo. Ha trovato anche quello del nonno. «Perché le radici sono
infinite - mi dice - e il viaggio al contrario riserva sorprese». Bob
Salmieri, sassofonista romano, è il testimone di un miracolo molto
terreno, compone musica e testi dei "Milagro acustico", un' ensemble che
traspone in musica delle poesie dei poeti arabi vissuti in Sicilia
durante la dominazione Islamica e usa la strumentazione acustica tipica
della tradizione mediterranea. Bob e i Milagro contano su un passato di
autoproduzione e di prodigiose scoperte da parte della critica
statunitense, e soprattutto sulla continua ricerca nel periodo più
fiorente della Sicilia medievale, tanto che sul medesimo argomento hanno
già pubblicato con l' etichetta Compagnia Nuove Indye i cd "Poeti arabi
di Sicilia" e "I Storie O Cafè' di lu Furestiero Novo". Con l' ultimo
lavoro, "Siqiliah, terra d' Islam" (sempre per Compagnia Nuove Indye) -
che è stato ufficialmente presentato al pubblico a Roma durante il
ConTesti Festival al Teatro Orangerie - si intrecciano i racconti di
viaggio dei mercanti arabi che attraversarono la Sicilia durante la
dominazione Normanna. I Milagro Acustico riportano alla luce le pagine
meno note della Sicilia islamica, alla ricerca delle radici comuni che
hanno reso nei secoli l' Isola esempio di tolleranza e convivenza tra
diverse culture e religioni. Lirismo, musica e racconti di viaggio dell'
epoca, si mescolano in s uggestive sonorità dal forte sapore orientale,
Fanno da eco le poesie dei poeti arabi vissuti in Sicilia durante la
dominazione islamica che ne raccontano lo splendore, il tutto supportato
dalla vasta pletora di strumenti musicali della tradizione Mediterranea
usati dai musicisti come Baglama, Ney, Tambur, Daf, Darbuka, Chitarra.
«Fonte delle nostre ricerche è stato in primo luogo Michele Amari che ha
dedicato tutta la vita alla compilazione della "Storia dei Musulmani in
Sicilia" e della "Biblioteca Arabo-Sicula", che ci ha introdotto nel
mondo prezioso dei poeti arabi come Ibn-Hamdis, Al Qatta, Abd Al Rahman
di Trapani e dei viaggiatori come Ibn Hawaqal, Ibn Gubayr, destinato
all' oblio senza la sua dedizione», dice Bob, che insieme ai Milagro è
promotore del progetto in itinere "Sicilia mediterranea project", un
collettivo artistico che raccoglie intorno a sé le varie anime della
nuova scuola siciliana attiva sul territorio nazionale e del panorama
musicale e culturale del bacino mediterraneo. Nasce con l a finalità di
diffondere la cultura mediterranea in tutte le sue forme. Monitorare le
nuove realtà artistiche, e promuoverle."
Daniela Gambino - La
Repubblica
"I believe that this is the
fourth Milagro Acustico recording that I have listened to and reviewed
in the past few years. Led by multi-instrumentalist and composer Bob
Salmieri, Milagro Acustico Ensemble delves into the music of medieval
Mediterranean, along with Arabic poetry of that same era. The poetry
represents many emotions and views ranging from the secular to the
sacred. I am reminded of the Sufi mystic poet, Rumi at times.
I do not know enough about the history of the
Islamic rule of the Italian island of Sicily that took place between 827
and 1091 to go into details. Salmieri certainly has a fascination with
the Sicilian-Arabic poetry of that era, as well as, knowing his way
around Oriental instruments that include, ney baglama, tambur, udu, daf,
darbuka, kanun, santur and other. The Arabic-Mediterranean percussion,
exotic strings, the Armenian duduk, clarinet and other wind instruments
create a tapestry that backs Patrizia Nasini's dramatic vocals.
Mesmerizing would be one word to describe the beautiful sounds here.
Captivating also works.
I am not sure if I would call this music relaxing,
because it feels too compelling. I find that active listening works best
when exploring to these multi-layered tracks. Bob provided me with
English translation of the lyrics which adds to the listening pleasure.
As always, Salmieri has worked with an ensemble of passionate musicians
who seem up to the task of providing thought-provoking music. Certainly
fans of Oriental music (Silk Road, Persian, Arabic, North African,
Middle Eastern, Turkish, etc), will feel at home with this recording."
The Whole Music Experience
I storie o cafè di lu furestiero novo
" In 2002, when Tinder records released the album "I Storie O
Café Di Lu Furestiero," it immediately became one of my favorite World Fusion
albums. Four years later a new version of this album was released by the Italian CNI Music
label, this time around marketed as "I Storie O Café Di Lu Furestiero Novo." It
is not just a simple re-release of the album, but rather a new take on the same material
featuring two new tracks in addition to slightly updated favorites from the 2002 release.
Ultimately, this is the same 2002 vintage, but this time around it is a little more
complex, a little more mature, and with a few nuances that make the album more complete
than its predecessor.
The concept behind this album is the sound of an
imaginary Sicilian café where immigrants from across the Mediterranean gather to
converse, sing, have a cup of espresso, or maybe even a glass or two of wine. Track after
track Milagro Acustico invites us to eavesdrop on various visitors of the café, providing
us with bits of foreign speech and intermixed sounds of instruments from various
Mediterranean cultures, poised against the backdrop of Daniela Barra's beautiful vocals,
which provide a surreal dream-like atmosphere for the whole album.
The music of "I Storie O Café Di Lu Furestiero" is the
ultimate immigrant music though its impossible to pin point the exact origin
of each individual song, some particular elements can be easily traced to Turkey, Morocco,
Andalusia, Persia, and of course Sicily. For many centuries Sicily has been the crossroads
of the Mediterranean. Phoenicians, Carthaginians, Greeks, Romans, Arabs, and even Vikings
called this land home at some point of its turbulent history. Taking that into
consideration, its hard to imagine a place that could provide a better locale for
the "Foreigner Café."
"I Storie O Café Di Lu Furestiero Novo" is filled with
seemingly nostalgic lamentations, so typical for immigrant music in general, interjected
with happy memories of various homelands, ethnic instrumentals and otherworldly vocals,
all of which create a truly beautiful setting for an occasional jazzy note or foreign
spoken word monologue. The overall mood created by Milagro Acustico's godfather Bob
Salmieri, could be described as dreamlike. Though I definitely would not call this
meditation music, I find it extremely difficult whilst listening to this album to not
close my eyes and imagine myself amidst the Café di lu Furestiero, letting the music be
my guide through the melting pot of sounds, smells, and visuals, through the dreamscape
created by Milagro Acustico and so skillfully captured in "I Storie O Café Di Lu
Furestiero Novo."
Maximum Warp
"Si
sono formati a Roma nel 1995 ed hanno alle spalle, un autoprodotto ("Onirico del
'98), due album "americani" (tra cui la prima edizione di questo) e ora due
album per la Compagnia Nuove Indye. Quarto album ufficiale, prende lo spunto da un libro
di Bob Salmieri, anima del gruppo, su un viaggio a Tunisi, città in cui è nato suo
padre, da una famiglia di Favignana. Il tema è sempre quello, a me caro, della convivenza
e compenetrazioni tra popoli e culture, il tema del viaggio, il caffé come luogo centrale
in cui si mescolano le esistenze degli autoctoni e dei forestieri. E' un disco sulla lunga
scia delle opere che hanno come lontanissimo progentitore "Creuza de ma" ed è
disco di ammaliante magia e sentori arabi, miscelati con venti balcanici e solo
mediterraneo, grazie anche all'azione della trentina di strumenti adoperati da questo
ensemble numerosissimo a cui si aggiungono quattro musicisti turchi, registrati in
apposite session a Istanbul, oltre a voci della strada che vengono da Egitto, Colombia,
Bangladesh e Filippine. Ottimo lavoro."
Bielle.org
"Un Cafè immaginario, su una piccola isola
della Sicilia, accoglie le storie dei viandanti che qui si fermano il tempo di riprendere
fiato prima di proseguire il viaggio. Questo il tema del disco dei Milagro Acustico. Il
disco ospita numerosi musicisti italiani e internazionali che hanno collaborato alla
realizzazione del disco che è stato registrato a Roma e a Istanbul con alcuni musicisti
locali. Il Caffè è il luogo dove le culture in viaggio si incontrano e si confrontano.
Così avviene per la musica di questo disco. Sonorità in viaggio quelle proposte, che
trovano gli aromi, le contaminazioni, i sapori delle diverse terre che si affacciano sul
Mediterraneo."
Gaetano Menna - Agrituristi
"Bob Salmieri affida alle note le memorie di un viaggio di formazione. Quello
che fece da bambino a Tunisi, città in cui suo padre era nato nel 1920 da una famiglia di
Favignana. Il disco, tratto dal volume omonimo di racconti dello stesso Salmieri, racconta
del muoversi e dello stare. Se il viaggio è il cuore dellidea di Mediterraneo come
ponte che collega la Turchia alla Sicilia e i Balcani allAfrica, centrale è
lavamposto di Favignana, con la sua pigra sosta al Café, ritrovo di forestieri,
viandanti, isolani, pellegrini. È lì che si ascoltano le storie, è li che ognuno può
aggiungere la propria narrazione.
Come indicato già dal precedente percorso dei Milagro, è
lafro-siciliano il dominio culturale di Bob Salmieri, senza disdegnare escursioni
turche ("Salvate Hasankeyf"). Genti che trasmigrano per riti da celebrare in
"U spusaliziu", processioni senza un alito di vento in "Sanghe meu",
mentre in "Dioulo" Pape Kanouté descrive con la kora i mercanti mentre tornano
a casa in un tramonto di fuoco e sabbia. Affidandosi alla ricchezza di una vasta varietà
timbrica portata dallensemble - djembe, trombe, tabla, Steinwey - Salmieri alterna
kaval, sax, baglama, clarinetto. Il ney e il violino di Jamal Oussini piangono in
"Profughi"; è rilassata dolcezza la voce di Daniela Barra in "Duci
velenu".
Il Milagro disegna atmosfere di fatica e sogno allucinate in un
dormiveglia crepuscolare, con un lavoro robusto, di scavo sulla tradizione senza
calligrafie, che non cede alle mode"
Gianluca Veltri - Fuori dal Mucchio
"La Compagnia Nuove Indye produce in due
anni due cd dei Milagro Acustico: l'anno scorso "Poeti Arabi di Sicilia" e ora
"I Storie o Cafè di lu Forestiero Novo". Scelta importante e del tutto
condivisibile, volta a sottolineare l'importanza di un ensemble musicale di grande
qualità tecnica e di notevole spessore culturale.
Il cd del 2005 è centrato, come indicato dal titolo, su
alcuni testi dei poeti arabi nati e vissuti in Sicilia durante la dominazione islamica,
tra l'827 e il 1091, anno in cui il controllo politico passa a ai normanni. Le poesie sono
state tradotte direttamente in siciliano con la collaborazione di Daniela Gambino e di
Sharifa Hadj Sadok. Il nuovo cd è centrato su una analoga idea di fondo di dialogo
interculturale tra la Sicilia e i paesi del Mediterraneo, che ha come riferimento ideale
questa volta, un cafè di Favignana dove stranieri, emigranti, immigrati, pellegrini e
viaggiatori si incontrano e si raccontano le loro storie, magari accompagnandosi con la
musica. In entrambi i dischi prende vita un progetto aperto che vede incrociarsi
tradizioni siciliane, arabe, balcaniche, turche e di altre parti del mondo, in un impasto
tra i più riusciti negli ultimi anni. Impasto di voci e di suoni acustico ( ad eccezione
di un basso elettrico) che vedono un gruppo numeroso con un nucleo costituito da Bob
Salmieri (baglama, percussioni, fiati), Gianfranco Dezi (tromba e flicorno), Piero
Piciucco (contrabbasso e mandolino), Andrea Pullone (chitarra), Francesco Con saga
(fiati), Dario Esposito (batteria), Andrea Alberti (piano) e arricchito da varie
collaborazioni come Abballa Mohamed (Ney, darbuka), Pachi Kalipada Adhikary (tabla), Nour
Ed dine (percussioni), Jamal Ouassini (violino), Volkan Gucer (kaval) e tanti altri che
non citiamo per questioni di spazio. E ovviamente la bravissima Daniela Barra, la cui voce
entra nel cuore e costituisce il filo rosso di questo ricco e variegato progetto. "I
Storie o Cafè" è la riedizione modificata e ampliata di un omonimo cd pubblicato
nel 2002 negli Stati Uniti e si ispira all'omonimo libro di Bob Salmieri. Un viaggio
musicale da cui non si vorrebbe più tornare."
Gianluca Barbieri - La
Cronaca di Cremona
Poeti Arabi di Sicilia
"Mille anni fa gli Arabi regnavano sulla Sicilia
fino alla riconquista cristiana per mano dei Normanni. In una notte il loro leader,
il conte Ruggero DAltavilla distrusse 200 moschee solo a Palermo. Ma come sempre in
questi casi, il dominatore non riuscì a farepiazza pulita della alta cultura dei
sottomessi e dei loro scritti.Il quarto album dellensemble "Milagro
Acustico" guarda indietro alla poesia dei poeti arabi, che vissero in Sicilia a quel
tempo. "Poeti arabi di Sicilia" è fin'ora lalbum più maturo del gruppo.
Dove prima veniva talvolta orchestrato in maniera opulenta, vengono qui impiegati
strumenti (Kanun, Ney, e altri flauti, sassofono e percussioni) in maniera dosata ma
potente. Il canto poi, unito al dialetto siciliano e alla lingua araba riporta in vita la
magia del testo.Il modo in cui le voci femminili e Fabio dellArmi interpretano il
brano di flamenco "Schiavu damuri" , è ineguagliabile e vale da solo
lacquisto del CD. Chi ama i suoni arabo andalusi in stile "Abed Azrié" o
"Radio Tariffa" rimarrà stregato da questo gioiello arabo- siciliano."
M artin Steiner - Folker!
"All'esordio in Italia con questo lavoro, ma già battezzati
discograficamente negli Stati Uniti (per uno di quei perversi meccanismi che vedono spesso
le nostre band apprezzate per il loro valore più all'estero che a casa propria) Milagro
Acustico ci piacciono prima di tutto per due aspetti introduttivi: la lunga lista di
strumenti (e quindi di musicisti) partecipi al disco e il cospicuo elenco di testi
saggistici cui le liriche dei brani devono ispirazione. Entrambi gli ambiti risaltano poi
di onesta coerenza alla prova pratica: là dove gli strumenti acustici ed etnici,
occidentali ed esotici, si intrecciano attraverso sessioni d'incisioni nostrane ed
internazionali (Istanbul); in distillazione nelle liriche ispirate all'opera dei poeti
arabi nella Sicilia medievale. Terminato l'ascolto, due cose ci sono piaciute di più: un
vago sapore brass band (tra Banda Ionica e Goran Bregovic) che rendono più inedito e
interessante il suono world di qualità e la volontà di non cedere a più facili e
commerciali tendenze fusion, mantenendo il più possibile intatto il fascino di una musica
altra che ci fa tanto bene gustare al naturale."
G.P.Scazzola - L'Isola che
non c'era
"Per circa duecentosessanta anni è durato il dominio
arabo sulla Sicilia. Un periodo forse non lungo in confronto alla plurimillenaria storia
dell'isola, ma sufficiente a caratterizzare fortemente la cultura siciliana. Ed è
all'opera di alcuni dei poeti di lingua araba che vissero nell'isola è dedicato il cd,
raffinata operazione, coordinata da Bob Salmieri, diriproposta di loro liriche in forma di
canzone. Raffinata, ma anche affascinante, per la grande forza espressiva di questi versi
(tradotti in siciliano dalla scrittrice Daniela Gambino e da Sharifa Hadj Sadok), da cui
si comprende i caratteri che sono passati nel canto e nella poesia siciliana: l'uso della
metafora, il mondo, la natura e la stessa vita, sintetizzati da immagini minime,
particolari che rimandano al tutto, come gli arabeschi e le trame di un tappeto
nascondono- o svelano, per chi voglia o sappia legerli - significati universali. Lo stesso
è per la musica, ricca di suggestioni e rimandi, con i suoni a costruire una trama i cui
fili legano la Sicilia da una parte all'oriente (e ben oltre l'Arabia, giungendo forse
fino in India) e dall'altra alla Spagna dei moriscos, in un corto-circuito
culturale che si esplicita compiutamente attraverso gli accenti flamenchi di alcuni barni,
in cui la voce (di Fabio Dell'Armi) segue i moduli tipici del cante hondo. Non
mancano peraltro riferimenti a strutture musicali "altre", in primis il jazz,
grazie alla voce solista di Francesca Brilli e ad alcuni passaggi pianistici. Registrato a
Roma e Istanbul, il cd contiene undici pezzi, di cui quattro strumentali. Ricco
l'organico, che vede insieme musicisti italiani e di lingua araba, e multietnico lo
"strumentario": chitarre, baglama,, contrabbasso, nay, mandolino, zarb, tromba,
flicorno, sax, clarinetto, flauti, udu, pianoforte e percussioni. Da citare infine la
bella veste grafica di copertina e libretto, ricca di motivi arabi. Disco che richiede un
ascolto attento per apprezzare appieno il binomio musica-testo, Poeti arabi di Sicilia ha
il pregio, una volta assimilato, di poter essere ascolato a vari livelli di attenzione,
fino anche a fungere ottimamente da sottofondo, senza per questo mai cadere
nell'indistinto e nel banale."
Giacomo Arval - Folk Bulletin
" Terzo album
per i Milagro Acustico, ensamble multiculturale e multietnica, con base in sicilia
ma che ha registrato questo cd a Istambul, jammando con gli artisti locali per rendere il
proprio sound ancora più meticcio (come se non bastassero chitarre, tamburi, mandolini,
darkuba per creare il sound caldo del sud del Mediterraneo!). Terzo album che porta il
gruppo (formato più o meno da quindici persone) ad un'ulteriore evoluzione nella propria
consapevolezza dei propri mezzi, questa volta messi a disposizione delle traduzioni
meticce delle poesie arabe in siciliano. Il sound che ne risulta è attraente,
coinvolgente, anche per chi non capisce il dialetto stretto con cui vengono recitati i
versi (probabilmente già ostici per i siciliani stessi, visto che le poesie risalgono
alla fine del primo millennio). Una sorta di concept-album legato all'amore per la propria
terra, sia essa araba o siciliana, e che maliziosamente strizza l'occhio al presente, con
le proprie storie di moschee bruciate per ordine del cristianesimo, di esodi forzati nella
speranza di una vita migliore, di guerre insensate e di alti tradimenti. La storia si
ripete ciclicamente, purtroppo, ma lo stesso accade per la musica, che ora viene non
modernizzata, quando piuttosto resa capace di diffondersi anche nella comodità di casa
nostra, senza dover inventare macchine del tempo o acquistare biglietti per trovarsi in
qualche sperduto paese arabo dove si suona ancora secondo la tradizione. Se un album di
questo calibro è riuscito ad emozionare un metallaro fatto e finito cme me, vorrà pur
dire qualcosa. Luci di lu iurnu, con le sue parti vocali femminili, è veramente
coinvolgente, e alla fine dell'ascolto del cd vi troverete probabilmente sudati, come se
aveste passato la notte nel deserto a danzare. Non male come risultato, per un freddo
pezzo di plastica da infilare in uno strumento che proietta un raggio laser sulla sua
superficie.
Menzione d'onore anche per la confezione, un lussuoso digipack a tinte
"desertiche", molto evocativo e corredato di note per meglio comprendere il
progetto. Un ottimo regalo, per voi o per chi vi sta vicino."
Paolo Bianco - MusicBoom
"Nel loro precedente lavoro, gli italiani Milagro
Acustico avevano proposto un suono più generalmente mediterraneo. Questa volta il focus
è più penetrante, concentrato (come dice il titolo) sul lavoro dei poeti arabi siciliani
del periodo compreso tra l827 ed il 1091. Solamente chi parla larabo o
litaliano potrà apprezzare la bellezza dei testi, che sono meravigliosamente
distribuiti allinterno di arrangiamenti acustici che fanno largo uso di voci, con
strumenti a fiato, flauti, chitarra, percussioni ed il baglama, una strumento simile
alloud. Musicalmente la band presenta le sue scelte fin dal brano dapertura
"Stannu Arrivannu", dove tutto contribuisce al lavoro di unione tra culture
diverse piuttosto che al loro scontro. E una miscela perfettamente naturale,
favorita dalla corta distanza tra il Nord-Africa e la Sicilia e che continua attraverso
tutto il disco, anche nella strumentale "Alcantara". Le voci, sia nel canto che
nelle parti recitate, diventano un ulteriore strumento a disposizione, che si intreccia
con le grandiose e sinuose linee del sassofono. Più di tutto è un trionfo degli
arrangiamenti e delle visioni, un posto dove lEuropa ed il Nord-Africa si uniscono,
per una volta in maniera autentica, ed un rapido sguardo nella storia, quando il fiore
dellIslam era al suo apice sia nelle arti che nelle scienze. E interessante
che molti dei nomi dei poeti sembra perso nel tempo, ma questo non diminuisce la bellezza
del suono della loro poesia. Quel suono ispira e sicuramente ha ispirato Bob Salmieri, il
leader del gruppo, che ha messo in musica quei versi. La storia rivive ancora."
CS - Sing Out!
"Romani, in attività da un decennio, i Milagro
Acustico setacciano sonorità radicate nel bacino del Mediterraneo, scoprono poesie
medievali da trasformare in testi per le loro canzoni, suonano strumenti acustici come
chitarra, mandolino, darbuka, tamburo a cornice e baglama. La loro ultima avventura, di
matrice filologica, intrapresa a Palermo e a Istanbul, si concentra sulle poesie dei
letterati arabi nati e vissuti in Sicilia durante la dominazione islamica che si
concretizzò nell'827 con la presa di Mazara del Vallo, per concludersi nel 1901 con
l'arrivo dei Normanni. Il cd Poeti arabi di Sicilia racconta l'immenso amore per
l'isola, la sua gente e la sua natura da parte di nobili cesellatori della parola. Veicola
un sentimento appassionato, colmo di dolore e di rimpianto (si dice che Palermo contasse
più di 200 moschee, fatte distruggere in una notte dal conte Ruggero d'Altavilla per
riaffermare la leadership del Cristianesimo) che non può lasciare indifferenti:
soprattutto se a manifestarlo sono i versi di poeti quali Ibn Hamdis, che visse proprio
durante il periodo della riconquista normanna e fu costretto a lasciare la Sicilia per
l'esilio, o il più nevrile e passionale Muhammad Ibn al-Qatta. I Milagro Acustico hanno
voluto che le poesie fossero tradotte dall'arabo al siciliano, e dopo averle affidate alle
amorevoli cure della scrittrice isolana daniela gambino le hanno impreziosite di musiche
evocative dal forte impatto ritmico (il brano Ianchi capiddi), sospese su
insinuanti melodie (Luci di lu iurnu), intrecciate ad atmosfere etniche (Ddi
mura ddu silenziu), pervase di drammatico pathos (Prima da' battagghia).
Stefano Bianchi - Bell'Italia
"Il progetto nasce con lintenzione di recuperare
e coniugare in musica le opere dei principali poeti arabi vissuti in Sicilia tra il IX e
lXI secolo. Quasi come dissotterrare uno scrigno segreto e prezioso, sommerso dagli
anni e dimenticato sotto la polvere, nascosto dalla paura di termini incomprensibili come
"scontro di civiltà" e "guerra di religione". Unoperazione che
si può immaginare non facile, che i Milagro acustico hanno deciso di edificare
incoraggiati dallamore per la propria terra, le sue tradizioni, la sua gente.
Poeti arabi di Sicilia è un omaggio allammeticciamento di culture e suoni,
un gesto per non dimenticare una civiltà che oggi guardiamo con sospetto. Le poesie,
tradotte in siciliano dallarabo, sono inserite allinterno di sonorità
acustiche costruite attorno luso di una strumentazione tipicamente mediterranea,
come testimonia limpiego del mandolino, del kaval o del darkuba. Il collettivo
siciliano, per la realizzazione del cd, ha sentito la necessità di compiere un viaggio a
Istanbul, dove il confronto con i musicisti locali ha restituito un suono fortemente
influenzato dalloriente: un contatto che non ha impedito a un certo addentellato di
origine jazz di interferire e dare vita a melodie di forte impatto emotivo. Lontane da
litanie e tentazioni ieratiche, le undici tracce presenti allinterno di "Poeti
arabi di Sicilia" brillano per coraggio e per aver dato dignità a un filone lontano
dalla massificazione culturale del giorno doggi. Limpressione è che i Milagro
acustico abbiano centrato in pieno lobiettivo."
Giuseppe Catani - Rockit
"Ai tempi della conquista normanna, nel 1091, la
Sicilia era una fiorente isola araba. Così splendida che i Normanni e poi gli Svevi non
seppero allontanarsi dal gusto moresco, e, pur prevalendo militarmente e politicamente
sugli Arabi, ne furono soggiogati dal punto di vista culturale. Quasi tre secoli arabi
avevano prodotto, a cavallo dellanno Mille, arte, musica, architettura, poesia. A
questultima espressione - la poesia - attinge il Milagro Acustico, che riscopre il
repertorio lirico arabo siciliano, per adattarlo alla lingua di Trinacria e musicarlo con
buongusto e sensibilità. Per la trasposizione il Milagro si è avvalso della
collaborazione di Sharifa Hadj Sadok e della scrittrice siciliana Daniela Gambino. Perché
riscoprire quellincrocio virtuoso, oggi? Troppo facile la risposta, sballottati come
siamo in queste nuove orribili guerre di religione, armate con armi, persone e parole
odiose e intolleranti. Al suo quarto lavoro, il gruppo di Bob Salmieri - autore di tutte
le musiche - si affida alle malìe del ney di Turker Dinletir, che veste dun sole
mattutino desiderato "Luci di lu iurnu", al kaval di Volkan Gucer, che spruzza
melodie struggenti su "Stanno arrivannu". Ben quattro poesie sono del poeta Ibn
Hamdis, vissuto nella fase finale del periodo arabo-siciliano, le cui liriche contagiano
la musica di nostalgia per lesilio forzato e per la perdita di un paradiso pieno di
luce e grazia. Le voci femminili, i canti arabi, le percussioni registrate sul campo, gli
strumenti tradizionali del Mediterraneo, tutto fa di "Poeti arabi di Sicilia" un
progetto meritevole e serio."
Gianluca Veltri - Mucchio Selvaggio
"Bob Salmieri, sassofonista e clarinettista di questo
nuovo ensemble (che raccoglie però molti musicisti di provata esperienza) ha indagato a
lungo sulle fonti letterarie, la straordinaria fioritura poetica lasciata dai letterati
arabi nel corso di trecento anni di dominazione tutt'altro che rozza sull'Isola di
Sicilia. Fonti ora reperibili con una certa facilità. Ha accostato poi ai testi
(affrontati in siciliano ed in arabo con bella alternanza, come già sperimentato da altri
gruppi) musiche pensose e dal passo quieto (fondamentali gli apporti di kaval, ney e oud),
ben adatte ad incorniciare il contenuto lirico. Sedici musicisti e cantanti, con
prevalenza di voci femminili, intervengono in questo ottimo lavoro, registrato in parte a
Roma ed in parte ad Instanbul, con la collaborazione di Volkan Gucer, qui al kaval".
Guido Festinese - World Music
Magazine
"Sedici musicisti e vocalist (siciliano e arabo le
lingue testate) concorrono alla realizzazione di questo bel disco, inciso a Roma e
Istanbul. Trecento anni di dominazione araba hanno lasciato nell'isola una scia
scintillante di tracce di civiltà nell'isola: nella cultura materiale, nella cultura che
si ritrova solo nei libri e nei manoscritti. Se siete alla ricerca di un antidoto salutare
ai veleni razzisti "fallaci" qui ne avete una buona scorta: in un gioco prezioso
di flauti ney e corde ronzanti, tocchi di percussione scanditi con solennità ma senza
sfarzo, voci che sono di oggi, ma potrebbero essere di mille anni fa o di domani (Schiavu
d'amuri). Il futuro, come diceva Joe Strummer, è ancora da scrivere."
G. Fe. - "Alias" de
"Il Manifesto"
"Milagro Acustico è un settetto formatosi a Roma
dieci anni fa. Questa è la loro quarta produzione che si avvale di una bella
impaginazione e di un'ottima confezione e che punta l'obiettivo sulla poesia nata in
Sicilia, circa mille anni fa, durante la dominazione araba. Uno splendido lavoro di
ricerca letteraria e strumentale che è partito da Palermo e si è spinto sino ad Istanbul
con l'incontro di strumenti e musicisti turchi (Volkan Gucer e Turker Dinletir). Ottima
l'interpretazione dei protagonisti su strumenti originali e delle voci di Simona Ferriera
e Francesca Brilli e davvero magnifica l'intera produzione curata da Bob Salmieri".
Paolo De Bernardin - ROCKSTAR
"Insolita e curiosa la proposta dell'ensemble Milagro
Acustico con questo notevole Poeti arabi di Sicilia: far rivivere i versi scritti
tra l'827 e il 1091, prima che gli arabi venissero cacciati dai normanni. Testi tradotti
in siciliano, strumenti della tradizione mediterranea. Affascinante".
Roberto Casalini - "Io
Donna" de "Il Corriere della Sera"
"Milagro Acustico è un ensemble siciliano di una
quindicina di musicisti che per l'occasione si impegna in un lavoro quasi filologico di
riscoperta musicale e letteraria. Poeti arabi di Sicilia è la riappropriazione
di una cultura siciliana sopravvissuta a un millennio di restaurazione occidentale, quella
relativa alla dominazione araba che aveva regalato all'isola splendide architetture e
liriche di grande sensibilità. Milagro Acustico rivisitano le poesie di alcuni poeti
arabi, nati e vissuti in Sicilia, in particolare Ibn hamdis, sorprendente per mla sua
modernità, ad esempio in Ianchi capiddi che parla del tempo che passa e porta
con sé la giovinezza delle persone, o in Schiavu d'amuri in cui si esprime con
un'emotività commovente. ma c'è anche Muhammad Ibn Al-Qatta, forse più duro, quasi
guerriero in Figli di Aghlab e Anni su anni. Musicalmente il gruppo si
raccoglie intorno a sonorità mediterranee di grande respiro, ma sono le voci la vera
sorpresa: voci recitanti, voci soprano, voci arabe che ci regalano deliziosi chiaroscuri
sostenuti da fiati, corde e percussioni che disegnano quadretti quasi
impressionisti."
Roberto Caselli - JAM
" Now Bob Salmieri is a man you dont meet every
day. This is a fellow who dances to his own drummer alright: he is very much "sui
generis".
This is the third album of Milagro Acustico that I have reviewed. They are a multicultural
ensemble who work under the direction of Salmieri. And I use the word "work"
advisedly: because although their albums are wonderfully laid-back and easy on the ear,
the truth is that Salmieri takes his colleagues down avenues that probably dont come
easy to them. This makes the "finished product" all the more commendable.
For instance, to work on the content of this album can hardly
have been a burning ambition to most of the 15 musicians listed. Why? Well, I refuse to
believe that more than a couple of them could have been enthusiasts for the Arabic poetry
written in the years of the Moorish domination of Sicily: it really MUST have all been
down to the powerful influence of Mr. Salmieri.
The poems have been translated into Sicilian by Daniela
Gambino and Sharifa Hadj Sadok. And this CD fits the usual Milagro Acustico formula. The
music is their usual imaginative and inventive mix. The instruments he has used are all
seemingly running the gamut of mainly esoteric (well, "esoteric" to MY British
ear, at least!) acoustic instruments like kaval, baglama, darbuka and ney. And the music
seems very much in harmony with the poetry. It draws less heavily than usual on Milagro
Acusticos avant garde jazz sound, and instead is slightly more redolent of the music
of the souk. And the "reason why" is indubitably due to the fact that in order
to get the right sound, Salmieri took his group to Istanbul to work with local musicians.
In his notes that accompanied my review copy, Bob Salmieri
talks of the Crusades as "the wars of religion". He does not draw parallels with
today: he does not need to, the parallels are all-too-obvious. We have an Arab nation that
was once the cradle of civilisation, a country that invented algebra, home to the hanging
gardens of Babylon, ruthlessly invaded by a far more powerful coalition of forces. It is
only right that in these days when Brits like me are constantly being told that WE are a
civilising influence on a seemingly lesser breed of people, that we stop for a moment and
consider the FACTS.
A great classic poet like Ibn Hamdis was one of many fine
poets writing in Arabic during the Moorish occupation of Sicily. He was forced to leave
Sicily in exile, for by the time he lived, the Norman invasion had started to "go
wrong". But let it not be thought that the Normans had originally had contempt for
Arabic text. Quite the contrary.
It is illustrative to realise that the Normans invaded Sicily
at almost exactly the same time as they invaded my current homeland, England. But what
happened in the two countries was markedly different. In England, the Normans had contempt
for the local language, and quickly made Norman French the language of officialdom. Not so
in Sicily. Such was their appreciation of Arabic, that they kept it as joint official
language.
Indeed Roger the Second was fluent in it, and as for his Chief
Minister, well, such was his love of the language that he used to pray to his Christian
God in the language of the Moors!
The Palermo Cathedral of today used to be a mosque, and to
this very day has the opening lines of the Koran on one of its pillars! And many of the
buildings that nowadays LOOK Islamic, were actually built in the early 12th Century by
NORMANS convinced in the superiority of Moorish architecture.
In 1154 Roger died, and with it came a change in attitude to
Muslims. The days of tolerant understanding were now numbered. Eventually, Frederick the
Second expelled all Muslims from Sicily in 1272.
But this album of Milagro Acustico recalls those heady days
when the three major religions of Christianity, Islam and Judaism could live together in
harmony. And it seems to me that such an album is what is needed today and not the
"Heavy Metal" belligerent sound that American soldiers are playing in their
tanks as they drive into a hell-hole of their Governments making."
Dai Woosnam - Kevin's Celtic &
Folk Music Cd Reviews
"Era l'827 d.C. quando gli Arabi diedero inizio alla
conquista della Sicilia. Una colonizzazione durata quasi tre secoli, i cui influssi sono
tutt'ora percepibili nella tradizione (non solo musicale) isolana. L'enesemble Milagro
Acustico capitanato da Bob Salmieri si ispira a questa ricchissima eredità e in Poeti
Arabi di Sicilia raccoglie una serie di poesie di autori arabi nati nella Sicilia
musulmana, intessendole di musiche evocative, interpretate con strumenti acustici tipici
del bacino Mediterraneo"
Daniela Zacconi - Film TV
"E' probabile che il nome Ibn Hamdis non
risvegli memoria alcuna nelle menti dei più. Non un indizio che lo possa ricollegare a un
ambito od evento di cui a scuola si sia distrattamente sentito parlare. Ma ha il sapore,
questo nome, dell'importanza scontata, dell'originalità resa tale dal suo stesso
carattere ricercato e ignorato: una nozione che si ha la sensazione di dover conoscere pur
non avendone mai saputo nulla.
Eppure svelare subito l'identità di questo personaggio sarebbe alquanto banale e a dir
poco offensivo. Meglio farla emergere dalla sua stessa natura, dal suo nome. Ibn è
musulmano e ha un grande dono: riesce ad esprimere i tormenti del suo tempo e dell'intera
società che di quel tempo è figlia. Osserva il disordine politico che stravolge gli
equilibri storici ed umani, intrecciandosi con uno scontro di religioni che forse non ha
ancora eguali in questo mondo. Racconta della sua terra e di come sia stato costretto ad
abbandonarla, narrando il contatto delle culture attraverso semplici scorci di vita
quotidiana.
Sembra sia un uomo del nostro mondo, della nostra storia, della nostra cultura ormai
multietnica: tutte cose che di certo Ibn condividrebbe se non fosse per la loro errata
collocazione nel tempo. Un tempo che si aggira intorno all'anno Mille, in una Sicilia
islamica ormai sotto il giogo normanno, cristallizzato nei versi di un poeta di Allah.
E sono proprio le poesie di Hamdis a scandire questi ricorsi storici, a ricordarci che le
contaminazioni in Italia ci sono sempre state e non sono una novità del nostro secolo.
Quale modo migliore per riscoprirlo se non rileggendo i versi del
siciliano Ibn? E se invece di rileggerli li ascoltassimo per la prima volta? E' quello che
i Milagro Acustico, gruppo dalle sonorità mediterranee uso all'adattamento di poesie
medievali come testi per arrangiamenti, hanno proposto nel loro ultimo album Poeti Arabi
di Sicilia. Un esperimento all'insegna della contaminazione non solo culturale ma
soprattutto storica e temporale che affascina per lo stile e il gusto antico ed è
testimonianza di un'acuta attenzione per le radici non solo della Sicilia ma dell'Europa
intera.
Così si scopre che le sonorità islamiche, legate dall'immaginario collettivo per lo più
al Corano, sono in realtà tessuto vivo della nostra stessa produzione musicale, elementi
sostanziali di quello che oggi appare così distante e distorto e che invece è il
prodotto di una storia già scritta, compiuta.
Tracce nascoste, insomma, eppure forti. Messaggi sempre validi che ben si attagliano al
notro mondo, al nostro tempo, alla nostra cultura."
Barbara D'Amico - RIVISTAONLINE
"Poeti Arabi di Sicilia risveglia
fatti, misfatti ed antiche tradizioni del periodo di dominazione Araba della Sicilia dopo
oltre un millennio dalla sua avvenuta. È sorprendente quanto ancora si riesca ad evocare
musiche ed atmosfere così anticamente orientaleggianti con lutilizzo di stumenti
tradizionali e moderni e senza lutilizzo di programmazione.
Il Milagro Acustico è al terzo album ufficiale, dopo unautoproduzione datata 1998 e
precedenti release timbrate USA da etichette quali Tinder Records e World Class, questo
per confermare, sammai ce ne fosse bisogno, la bontà stilistica ed espressiva di questo
affollato progetto. Quello che colpisce sono le atmosfere rese in modo tremendamente
efficiente dalla maestria della band capace di trasportare il pensiero a remoti paesaggi.
Le poesie tradotte in siciliano, il viaggio ad Istambul (dove è stato in parte registrato
il cd), lincontro con artisti locali e soprattutto lamore per la propria terra
creano un surreale viaggio indietro nel tempo dove storie dincertezza e sofferenza
dominano la scena, sfociando in brani splendidi quali "Standu Arrivannu" che
apre il disco, "Schiavu dAmuri", "Anni Su Anni" e soprattutto
"Prima da battaglia" tagliente e davvero efficace attesa prima di una guerra.
Indiscutibile il valore artistico di questopera che vedo più come forma di
libro/reperto storico che come cd musicale. In ogni modo un affresco riscoperto da bravi
archeologi che completa ed amplifica una storia passata."
Fabio Igor Tosi - SonicBands
"Questa
è una gemma di disco, uno dei migliori del 2005. Per gli otto secoli della dominazione
araba in Spagna del sud, la cultura araba ha pervaso il Mediterraneo, particolarmente la
Sicilia. Su questo disco, l' ensemble italiano di world music, che precedentemente ha
prodotto un album basato sulle Rubaiyyat di Omar Khayyam, i Poeti Arabi di Sicilia di
epoca medioevale ispirano una musica spesso sontuosa e bella che disegna in chiave
acustica tutti gli angoli del mare Mediorientale. "Alcantara," per esempio,
respira con i modi africani del nord, mentre "Schiavu Damuri" ammalia con
un duetto flamenco. Ma sono le voci che brillano più luminose, piene di sensualità,
morbide, occasionalmente eteree, balzando fuori dalle loro strutture. Anche se non capite
una parola a causa del dialetto, le sensibilità, il "feeling" vi
attraverserà".
Saudia Aramco World
"Poeti
Arabi Di Sicilia is the third recording I have received by composer/musician Bob
Salmieri and his ensemble, Milagro Acustico and like the other two recordings, this one is
also an enjoyable listen. Salmieri delves into various Mediterranean musical traditions,
often dating back to the Middle Ages and incorporating Silk Road traditions as well. Poeti
Arabi brings in an array of musicians representing various cultures and performing on
acoustic instruments ranging from familiar to exotic. Then all of this is topped of with
gorgeous female and male vocals. On their previous recording, Rubaiyyat of Omar Khayyam,
mystic Persian poetry along with a weave of Oriental music was highlighted. This time
around, Salmieri focuses on Arabic poetry of Medieval Sicily from a time of the horrific
Crusades and a period of uncertainty because one never knew when their homeland would be
invaded or when they would be sent off to war.
Set amongst a tapestry of baglama,
mandolino, tambur, ney, kaval, tambour, darbuka and Western instruments, the poetry
represented doesn't speak of the glories of war. It would seem that these Arabic poets had
enough of war and conquering. The lyrics to Walls of Silence would support that
sentiment. "We are the sons of the frontier Those who smile if war shows a dark face.
Our sons feed on milk flowing from the cut throats, reared in the arms of battle."
Many of other poems speak of lost love, suffering and sadness. They speak of a Godless
place or at least loveless, where battles are fought and people cry for their lost youth.
Well, fast forward to the modern age, we know there is a God, and yet, bloody battles rage
on in different parts of the world indifferent to love.
Salmieri refers to diplomacy in the press notes and
this is in fact, a recording sporting diplomacy why else would an Italian musician
composer bring out Arab poetry from a time when the Arabs invaded and ruled over Sicily
(827-1091) if not for diplomacy? It's not as if poets and musicians support the mass
consciousness of their times. Given their sensitivity to suffering of others, it's not an
irony that they would express anti-war sentiments in their work (at least I interpret this
poetry as such). Often you will find dissension among the ruling society because deep down
we do wish to live in harmony with each other. According to Salmieri, "In that
period, religion was used as the pretext since any one who was "different" was
seen as a "threat" (not much has changed there), was a frontal attack and of
course, war. Fortunately for us, people like Federico II di Svevia, demonstrated how
powerful diplomacy can be."
Numerous Mediterranean musicians appear here and you will hear a bit
of Arabic flamenco, some Silk Road sounds and Arabic flute and percussion. Track 5, Schuivu
D'Amuri features stunning soprano and alto vocals by Francesca Brilli and Simona
Ferriera with additional flamenco vocals by Fabio dell'Armi. It's an exceptional song on
an absolutely gorgeous recording that marries contemporary with Medieval music, features
Arab poetry and acoustic instruments. It is European world music at its best with lots of
heart, soul and passion. A truly meaningful experience."
Cranky Crow World Music
"The latest album of Milagro Acustico, a
multicultural ensemble from Italy around Bob Salmieri. Over fifteen musicians are involved
in this colourful piece of work, with various male and female singers and a variety of
only acoustic instruments, like guitar, baglama, mandolino, tambur, ney, kaval, tamburi a
cornice and darbuka. Inspiration was found in the poetic legacy of the Poeti Arabi di
Sicilia (827-1091). The poems refer to their love for Sicily, its people, nature and the
earth.
These ancient texts, from classic poets like Ibn Hamdis, are given a musical treatment
which combines traditional and more contemporary influences. Arabic, mediterranean and
medieval music play an important role, but there are also jazzy and poppy elements. The
songs make an organic, spontaneous impression, as if the musicans are jamming on a village
square untill the sun goes down. I especially like the pieces with female vocals, like
'Luci di lu iurnu'. It's a pleasant summer album with a warm atmosphere."
Funprox webzine
Rubáiyyát of Omar Khayyám
Last year, I chose Rubáiyyát of Omar Khayyam as one
of my 10 favorite recordings for 2004, and noted that the cover design had to be my
favorite for the year. Now that Milagro Acustico has two recordings released on major
labels, I hope their work will not fall into obscurity. It is exciting to know that they
are hard at work on their next project, and I, for one, am looking forward to its
completion. I highly recommend their releases, and recommend keeping a steady eye (and
ear) out for future ones.
Gypsy Flores -
POPMATTERS:COM (USA)
The Italian lead singer Fransesca Suriano Brilli has a lovely voice
and sings mostly in a melancholic style, beautifully reflecting the background of the
music. The Near Eastern music styles prevail on the album, most distinctive through
melancholic chants and Eastern percussion. Music that might not be that accessible to
friends of European music, but undoubtedly impressive and moving.
Michael Moll - FOLKWORLD
(Germany)
It has that edgy, modern Italian Opera feel that you sometimes
hear on Cirque du Soleil soundtracks. Once again the santur takes center stage as well as
lively percussion. The voice of Fabio DellArmi and Francesca Brillis sweet
voice makes it a very memorable song. The music of Rubaiyyat of Omar Khayyam is the
remarkable creation of World music composer Bob Salmieri. Combining the Sicilian and
Persian cultures, he has made an album of unique beauty that defies description into a
common genre. Along with thirteen other musicians and vocalists the music entertains as
well as reminds us that not everything that comes from the Middle East is, was, or will be
evil. I truly enjoyed listening to this music.
RJLannan - NEWAGEREPORT.com
(USA)
I especially enjoyed vocals by Francesca Suriano Brilli,
Simona Ferreira and others. Salmieri is one of my favorite modern composers mixing world
music with other genres. He possesses a vast imagination and I enjoy the spiritual
overtones of his compositions.
Patty-Lynne Herlevi -
WORLDMUSICCENTRAL (USA)
"The Rubaiyyat of Omar Khayyam" is a meditative,
dreamlike journey to a mythical place where cultures merge in peace. Perhaps a dream of
what is possible?
JC Tripp - MUNDOVIBES (USA)
Music that transcends cultures (effectively) is rare. A simple, yet
beautiful, mix of musical stylings from Italy. I would recommend headphones, at least for
the first round, but no matter how you choose to listen to it, be sure to establish an
environment that provides no interruptions. This gets a HIGHLY RECOMMENDED, & we hope
to hear more from the group in the near future.
RotcodZzaj - Zzaj
Productions (USA)
This is a stunningly beautiful record at times, as befits the
poetry, one which doesn't put any performer above any other, but utilizes the qualities
and talents of the whole ensemble to create jewel-like settings. It's a reminder, not only
of how lovely the words of the text are, but also that the music of the Mediterranean can
contain crystalline melancholy as well as sunny vibrancy.
Chris Nickson -
AllMusicGuide
I suoni ondeggiano perciò tra una calma quasi trance e decise
aperture in odore di etnojazz. Lequilibrio tra le parti non viene però mai meno e
Milagro Acustico dimostra di superare la prova.
Blow Up (Italy)
The silk road featured on Milagro Acustico's latest recording,
Rubaiyyat of Omar Khayyam acts more like a magic carpet ride than the famous trade route.
The music on this CD can also be compared to an oriental rug that weaves strands of
musical stories, in this case, Milagro Acustico founder and composer, Salmieri integrates
Mediterranean, Middle Eastern, Indonesian and Magrebin cultures, (hence the Silk Road) in
style dubbed "World Chamber Music." And the music here lives up to its
intriguing description. It's truly cutting edge and acoustic.
Patty-Lynne Herlevi - Cranky
Crow World Music (USA)
Another fantastic release by the adventurous group Milagro Acustico.
This CD is set to poetry by Omar Khayyam - a Persian poet from the 11th century. The music
weaves beautifully the various moods set by the poems. An enchanting release!
Zook Beat (USA)
Melancholy in mood the music reveals influences from the
Mediterranean and the Middle East.
lending the music an early music or chamber-folk
character. The vocals are predominately in Sicilian, translated from the original Persian
text.
CDRoots (USA)
I have had some rum albums to review in my time, but this one
perhaps is the most unusual to date. The instruments run the gamut, and the sound is
(loosely) perhaps best described as "avant garde jazz".Methinks it will be a
year or two before I get such an unusual album for review again.
Dai Woosman - FolkWorld (UK)
this beautiful release is follow up to another concept project
I Storie O Cafe Di Lu Furestiero. here the Mediterranean pools its musical
influences and heritage to provide an enchanting setting for these graceful poems.
Gorgeous.
Graham Radley - Netrhythms
(UK)
Een nieuwe cd met muziek geïnspireerd door de kwatrijnen van
Khayyám, vertaald uit het Perzisch in Siciliaans dialect door Bob Salmieri. De cd wordt
in juli 2004 uitgebracht op het label Hearts of Space. Milagro Acustico omschrijft
zichzelf als 'Mediterranean Ensemble Music' en maakt gebruikt van traditionele
instrumenten uit het Middellandse Zeegebied en uit Perzië.
Omarkhayyamnederland.com
. A plethora of instruments including guitar, piano, trumpet,
santoor, bass, sax, flute, mandolin, udu, and various other percussion instruments. The
overall music contains Mediterranean and Middle Eastern infusions. A very accessible album
for the world music listener!
P.E.Kirman -
Insideworldmusic.com
Salmieris efforts are listeners rewards.
Rubáiyyát of Omar Khayyám is seductive and compelling.
www.newageretailer.com
Conclusie: vult u hier maar dat spreekwoord in met de woorden
"grote boog" en "omheen lopen".
Bas Ickenroth - KINDAMUZIK
(Holland)
The music Milagro Acustico on this album is rather moody and
melancholic. It's varied, accessible melodic world music, with of course the necessary
ancient Arabic influences mixed with more contemporary and western elements.
FUNPROX.COM (The Netherlands)
I Storie ò Cafè di lu Furestiero
Clever, fiery, moody and highly appealing.
"I Storie o Cafè di lu Furestiero" offers an exceptionally cohesive and
seductive atmosphere that demands attentions. Ill often listen to a hundred or so
albums before catching one such as this. Its well worth the wait.
Richard Dorsett - SING OUT!
Vol.47 n. 1 Spring 2003 (USA)
Milagro Acustico recuperates the immigrant saga. Indeed, that
is one of the project's core assertions, really, along with a sure demonstration that a
panoply of voices from many different lands can combine accents in an infinitely textured
polyphonic statement whose penetrating effect beckons, testifies, saddens, provokes and
lingers.
Michael Stone -
ROOTSWORLD.COM (USA)
Milagro Acustico also creates a rich tapestry of exoticism and
stunning music. The overall effect presents a dream-like quality that conjures up gypsies
and other nomads sharing slices of their lives and then moving on to the next
adventureThis ambitious Italian CD embellishes a collection of music that includes jazz,
classical and world.
PLH - CRANKY CROW WORLD
MUSIC (USA)
I Storie ò Cafè Di Lu Furestiero is a cohesive work that
flows from beginning to end. We follow the musical stories the same way we would follow a
great conversation or be captivated by a good book -- with interest, a little surprise,
and with enough intrigue that we hope that this "good read" won't end too soon
so that we can savor each tale.
Gypsy Flores -
POPMATTERS.COM (USA)
... the music on this CD will make th' PERFECT accompaniement!
World-music artists from (where else) the world over have joined forces to perform
exciting pieces that will help you (easily) become caught up in a tangled web of gypsy
dances, acoustic folk tunes & dreams that couldn't be topped by th' finest/richest
Lebanese red. Shades of the mid-east influence the musical style(s), as you might expect.
This would make a genuinely nice gift for someone wanting to re-enact Ali Baba's
adventures. It gets a HIGHLY RECOMMENDED from us.
Rotcod Zzaj - Zzaj
PRODUCTIONS (USA)
Interesting concept, based around the tales of travelers in an
imaginairy Sicilian cafe. The music, a mix of Mediterranean cultures, works well, with
some light touches of jazz here and there. Leader Bob Salmieri has plenty of talent as a
composer, although this seems more like a beginning than an end in itself.
GLOBALVILLAGEIDIOT.NET
The premise of the recording is that each composition is in
effect a setting for the telling of a story. The seductive atmosphere is infused with the
contributions of guests Pape Kanoute, Jamal Ouassini and Nour-Eddine, among others.
Milagro Acustico, based in Rome, uses a variety of traditional and ethnic instruments, as
well as electronic media, to create a sound that epitomizes the characteristic Tinder
blending of cultures and influences.
AFRICAMUSIC.COM
What we hear on the CD is a representation of some of the
conversations overheard. This CD is delightful to me now as it was when I heard it over
two years ago. Sung mostly in Italian, this CD is a stew of sounds with spices from all
over the world... and the great news is that it is now available to all the world!
Jason J. Hall - WIDR WORLD
(USA)
This is without a doubt the most interesting project I have
heard so far this year.
Though this album has some fine moments, it never quite hits on all
four cylinders and really does not suit my fancy. However, the work spearheaded by Italian
composer and sax player Bob Salmieri is a bold exploration that places me into his brave
new world of creative and artistic freedom. And that alone deserves kudos.
Michael Debbage - WIND AND
WIRE.COM (USA)
Led by Bob Salmieri, the musical travelers of Milagro Acustico
take a magical rest stop in a fantasy café.
The cool exoticism of I Storie ò Cafè DI lu Furestiero is painted
on the airwaves with voice, trumpet, mandolin, conga, darbuka, sax, kora, violin, djambe
and more! I find Milagro Acustico's rootsy-yet-artsy brand of world music is invigorating,
expertly-performed and just plain lovely. A zesty balance of sophistication and fun!
AMBIENTRANCE.COM (USA)
Milagro Acustico, "I Storie o café di lu
Furestiero" (Tinder). The Roman group, led by Sicilian saxophonist Bob Salmieri, is
joined by African musicians Pape Kanouté, Nour-Eddine and others in an imagined evening
in a Sicilian cafe. And for once, the fusion of genres actually works, with Italian
melodies, African rhythms, Middle Eastern modes and a touch of Miles Davis-like trumpet
blending into a compelling tapestry of boundary-less music.
Don Heckman - LOS ANGELES
TIMES 13 dec 2002
All in all, there's a languid beauty to this, and given its
overall sense of being an oasis, it obviously succeeds in what it was trying to do. It
will be interesting to see what Milagro Acustico will come up with next time and how well
they might work outside a concept."
Chris Nickson -
ALLMUSICGUIDE(USA)
"The music is set in an imaginary border cafe in Sicily where
immigrants, emigrants, travellers and pilgrims pass through on their journeys. With guest
musicians Nour Eddine, Pape Kanoute and others, the music generates an amazing 'sense of
place' and visual imagery."
Nick Webb - AMBIENT MUSIC
(England)
The overall style of the album is very smooth, jazz lounge-y. It is
the kind of mood music that you put on when all that you want to do is curl up in a
blanket, sit down in a cozy chair, sip a hot drink, and just relax.
Peter Way - THE
WORLDLYMAG.COM
Musikken er hovedsagelig baseret pà akkustike instrumenter. Heraf
er mange karakteristike repraesentater for de forskellinge musikalske udtryk, der indgàr
som elementerne i denne gode musikalske samtale. Musikken vinder med tiden, ligesom
risultaten af en god samtale forst viser sig efterfolgende i handling.
Omar Ingerslev - DJAMBE
REVIEW N. 37 (Danmark)
This explains the dark shadows and captivating spirits that
arise within this 51 minute cd. Indeed, the tracks are as individual as individuals, as
nations, walking musically, often instrumentally, as only specific personalities can
develop.
This cd can't be recommended enough. It fills a void, a gap that is
impossible to describe, but which has always been there in the World."
Ben Ohmart - MUSIC DISC.COM
The stories are fascinating; the music is seductive. An array
of instruments from clarinet to darbuka, kora, and grand piano animate tunes that draw on
Mediterranean music both ancient and recent, from Ceuta to Istanbul and beyond. Let
Milagro Acustico put you through some stylistic changes with "Tessekkur
Arkadas," then sample the sensual atmosphere of "A Storia i mi Patri." A
concept album that works.
PVV - BILLBOARD.COM (USA)
An unusual recording as it gathers many musical flavors of the
world set to Sicilian lyrics. From the Philippines, Egypt, Senegal, Colombia, Morocco, and
Bangladesh many artists gathered to produce this eclectic release that has some very
interesting mixes.
RHYTHMIC FUSION
We follow the musical stories the same way we would follow a
great conversation or be captivated by a good book--with interest, a little surprise, and
with enough intrigue to hope that it won't end too soon so that we can savor each
tale."
Gypsy Flores - KUSP RADIO
SANTA CRUZ (USA)
Fans of Mediterranean folk, jazz and classical music should
acquire the latest effort from Milagro Acustico.
Matthew J. Forss - INSIDE
WORLD MUSIC.COM
It's a surprisingly well-crafted and intriguingly narrated
affair, which constantly pushes the envelope of atmospheric crossover World Music.
Salmieri succeeds in capturing the lush and comforting feel of a
quiet night out with friends, in some faraway place, and in making it matter. I Storie ó
Café di lu Furestiero is an album of background music that's actually worth stopping up
and listening to -- a grand and impressive feat.
Stein Haukland - INK19.COM
Dat er musici zijn die zich hier tegen verzetten is goed en
kan dan ook alleen maar aangemoedigd worden.
Bas van Heur -
KINDAMUZIK.COM (NETHERLANDS)
A wide range of artists lent their talents to the making of this
discand the variety of their backgrounds and musical influences makes for a unique
and exciting compilation!..
ALLEGRO MUSIC (USA)
In short, I Storie à Café di lu Furestiero isn't so much
music to be listened to as music to go daydreaming by. It's suggestive, amorphously
open-ended - different stories and viewpoints meeting in the span of an hour in a
fictitious place "somewhere in Europe". You image the sounds of clanking
silverware, the gurgling of emptying bottles, the smells of spices while total strangers
become momentary friends. Not at all a bad recipe to spend a relaxing hour with!
SIXMOON.COM
un interesse che ci ha immediatamente catturato sin dalle
prime note e che pian piano, come per incanto, ci ha fatto viaggiare trasportandoci in
luoghi dal calore mediterraneo. Le atmosfere quasi oniriche di ognuno degli 11 brani
presenti in questo album sono caratterizzati da uno squisito sapore orientale miscelato al
gusto tribale e contornato da una sonorità globale del tutto moderna e cristallina.
Davvero unottima ricetta per un prodotto musicale che coinvolge diverse culture e
che ha il potere di regalare allascoltatore una calda sensazione di benessere
riempiendo lanima di calma e serenità.
.Abbiamo ritenuto molto originale lidea di base, le
composizioni, e gli arrangiamenti i quali sono caratterizzati, tra laltro, da ottime
performances eseguite dai tanti musicisti che hanno partecipato alla realizzazione di
questo interessante progetto. Degni di nota sono tutti i disegni ritmici eseguiti dalle
percussioni, luso ponderato degli strumenti a fiato suonati in stile
estremo-orientale e quei pochi interventi di pianoforte che mischiati al sound orientale
regalano sensazioni musicali tutte da gustare ad occhi chiusi. I Milagro Acustico
raggiungono pienamente lo scopo di portare lascoltatore nellatmosfera onirica
di quel "Cafè" ed inoltre trasportano lo spirito dello stesso ascoltatore in
una dimensione quasi mistica e priva di tempo, molto vicina a quella dei sogni, i bei
sogni
Michele Antoniou - CUBASE
MAGAZINE N. 54 (Italy)
This journey is one of rich instrumental passages, sensual vocals
and occasional spoken word interludes, and by the time you reach the concluding track
(which signifies the closing of the café for the evening), thoughts of how enjoyable the
visit has been are at the forefront of your mind.
Tom Orr - GLOBAL RHYTHM
(USA)
All in all, there's a languid beauty to this, and given its overall
sense of being an oasis, it obviously succeeds in what it was trying to do...
MUSICSTACK.COM (CANADA)
Gosh, this proved a difficult album to review. This is a very
unusual album. And, you really do have to applaud Bob Salmieri for at least trying
something DIFFERENT. ..
Day Woosnam - FOLKWORLD
(England)
An album which is absolutely recommended! Try it if you have an
interest in world music or exotic sounds, but also if you can appreciate the more eastern
sounding work of Dead Can Dance, Sarband, GOR or Ataraxia. I hope to be in the
neighbourhood of the cafe one day, I will certainly pay a visit, though I'm not sure if my
own tales are as colourful.
HD - FUNPROX.COM
(Netherlands)
Through the narrative voices heard on "I Storie ò cafe
di lu furestiero" and its multifarious instrumentation one gets a sense of what it's
like to live on the margins, where nothing is defined. It's a story that's revealed in as
many layers as there are immigrant experiences.
JC Tripp - MUNDOVIBES (USA)
Im imaginaren sizilianeschen Cafè treffen sich Auslander aus
Afrika, Asien, der Turkey und arabischen Welt und tragen so zur Vielfalt der sizilianesken
kultur bei. Auf diesen Uberlegungen basierend entstand eine meist inspirierte,
ausschlieBlich mit akustischen instrumenten gespielte Weltmusim-fusion.
FOLKER! (Germany) |