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Siqiliah

"I Milagro Acustico sono un’orchestra mediterranea che a pieno organico arriva a comprendere una decina di elementi: voci, lira, violino, chitarra, contrabbasso, percussioni e poi un profluvio di timbri arabi e mediorientali. Santur, baglama, darbuka, che immaginiamo accompagnare il faticoso incedere delle carovane e un aroma stordente di spezie. Secondo capitolo di una trilogia sulla Sicilia araba, inaugurata dal precedente lavoro “Poeti arabi di Sicilia”, “Siqiliah” canta la nostalgia e la grandezza perduta. Di quando l’isola era sulla soglia della conquista normanna, dopo essere stata per quasi tre secoli l’Isola Giardino dell’Islam, attorno all’anno 1000 (dall’827 al 1091). La Sicilia islamica è un ricamo di convivenza tra costumi diversi, orientati verso il bello e soprattutto verso la coesistenza tollerante, ma tutto questo stava per finire, ed è questa dolorosa consapevolezza immortalata dai Milagro. Bob Salmieri ha raccolto le liriche dei poeti arabi siciliani e i  racconti di viaggio dei mercanti musulmani. Quelli che attraversarono il Mediterraneo quando la dominazione normanna era appena iniziata, mille anni fa. Del “Giardino” era ormai rimasto un incerto profumo e un triste  ricordo, come canta Patrizia Nasini in “Iardinu ammucciatu”, mentre piange la viola suonata da Carlo Cossu. Un disco frutto di studio accurato e certosino, com’è nello stile dei Milagro – al loro quinto album –, ricco di risonanze segrete e di suggestioni."

Gianluca Veltri - Fuori dal Mucchio

"Of all cultural fusions, the merging of Arabs and Italians may be one of the more intriguing. Sicily has long been a melting pot, with Greek and Romans first visiting, followed by a wave of Arabs and Normans, the latter taking hold of various cities in the 9th century before moving into the capital. The Normans booted them from power in the middle of the 11th century, though that does not mean Arab culture left no traces, or people. Milagro Acustieo is one consequence of this merging, exploring classical Arabian music in the context of their homeland. Hence you find the Italian organetto, an accordion-type instrument used in religious procession, as well as the lira calabra, which looks something like the Indian sarangi, merging effortlessly with the more traditional Middle Eastern ney, daf, riqq and duduk. As a whole it's impossible to discern where Italy ends and Arabia begins, which is the point --this is a fusion over a millennia in the making, and sounds right at home. The playing of these instruments, not to mention the exquisite vocals that occasionally appear, is first-rate. Upon first listen it appears to be a percussive- and woodwind-based collection of Arabian music, but the subtle shades of the aforementioned instruments, as well as the clarinet and viola, add a different dimension. A truly unique disc with an impressive roster of players."

Sing Out !

"Si precisa e affina la ricerca musicale dei Milagro Acustico, dopo le delicate avventure sonore dei Poeti Arabi di Sicilia. Il nucleo generatore, qui, sono poesie, racconti, resoconti di viaggio degli arabi che si trovarono nell'Isola di Federico tra l'827 ed il 1091, in pratica una sorta di "secondo capitolo" dei Poeti , a ribadire l'urgenza storica e culturale di un "recupero della memoria" fondamentale in epoca di grandi e mirate operazioni di oblio sul portato culturale "dell'altro". Al solito Bob Salmieri (impegnato in baglama, tambur, sax soprano, e diverse altre ance etniche, soprattutto di origine araba) lavora per sottrazione, mai saturando la polpa sonora di questa delicatissima sottrazione.' la danza di un ragno sulla sua ragnatela, Siqiliah , un intarsio strumentale e vocale che lascia suonare anche il silenzio: "Quanti poeti, letterati, matematici, quanti Ibn Hamdis saranno finiti nelle reti dei pescatori di Lampedusa o di Mazara?"

G. F. - World Music

"The Italian Milagro Acustico Ensemble are renowned for their works reflecting and researching the musical Arabic and Eastern traditions in Italy. Their latest album follows on from their 2005 release, “Poeti Arabi di Sicilia”. Again, they have collected texts from Arabic poems who were born and lived in Sicily between 800 and 1100, translated them into Sicilian dialects and put music to them. Entitled “Sicily – land of Islam”, the band interprets such poems with a range of Mediterranean traditional instruments, including darbuka, tambur, daf, baglam, plus classical guitar, double bass, violin etc. The result is, once again, intriguing and capturing."

Michael Moll - Folkworld.de
 

"El trabajo de calidad de Milagro Acustico, de la mano de Bob Salmieri, ha sido el de inspirarse en versos y cuentos de peregrinos de origen árabe que transitaron Sicilia entre el 800 y el 1000 de la era cristiana, rescatando así del frágil papel de pergamino a poetas y matemáticos de Medio Oriente.
Esos pensadores vuelven hoy para esparcir el perfume de sus lejanos jardines sobre la arena de nuestro desierto cultural, a través de la refinada musicalidad de un acústico milagro!. Este tipo de trabajo sólo puede llevarse a cabo a través de una extensa investigación histórica, apoyada en una firme intuición musical, y con una mirada sobre los pueblos más enfocada en su riqueza permeable que como identidades cerradas.
Para Bob Salmieri ir a fuentes tan profundas significó honrar la memoria: la de su padre tunisino, y la de un historiador que muchos reconocen como “unico e un po’ folle” (“único, y un poco loco”), Michele Amari (1806-1889), luchador de la causa de la independencia de Sicilia y de la confederación de los estados italianos.
Para algunos de nosotros “bucear tan hondo” es reabrir ese periodo del siglo 19 llamado Il Risorgimento, que para muchos otros, en realidad, nunca se cerró. Es La Causa del Sur de Italia, la causa meridionale.
Con su música cuenta la irreconciliable diversidad histórica representada por un Sur atrapado entre tradición, pobreza y religiosidad.
El ayer y el hoy son una sola historia musical en Milagro Acustico, que captura en “I Storie ó Café Di Lu Furestiero”, las voces de la migración que llegó hace un milenio a las playas sicilianas
Este grupo le pone musicalidad de lamento y celebración a la diaria conciencia de hombres, mujeres, jóvenes, viejos, cristianos y musulmanes, maleantes, exiliados o mendigos que se sientan en un café al paso, llevando en las dunas de sus oscuros ojos, la sed de vivir en justicia, y el horror de morir sin lograrla.
Milagro Acústico intenta abrir también nuestros oídos y ojos a las voces náufragas, que en nuestro milenio provienen de África del Norte y del litoral Balcánico,.
Sicilia, tierra de “infinitos éxodos”, como dice Bob.
Su último trabajo, “SIQILIAH, terra d'Islam", está nuevamente inspirado en aquellos poemas y cuentos de viaje de nobles y mercantes árabes, que comenzaron a cruzar la Sicilia medieval durante la dominación Islámica en el Mediterráneo. Versos que languidecen en la lejanía del ser amado, paisajes desolados que queman el alma del que llega, vidas que arden en las calles ansiando las frescas paredes de otros, vidas aprisionadas detrás de las sombras de una ventana ansiando la luz . A través de la voz de Patrizia Nasini y de excelentes músicos, representantes de la instrumentación de Oriente y Occidente, esa multitud de voces vuelven hoy a cantar sus deseos de siempre".

Claudia T. Acuña - Discos Argentinos

"Questo Siqiliah: Terra d'Islam è il secondo capitolo di una trilogia che i Milagro Acustico stanno dedicando ai poeti arabi di Sicilia. Un lavoro raffinato di ricerca ed elaborazione che poggia sulla primigenia fatica di Michele Amari, puntiglioso studioso della sua terra e responsabile della realizzazione della Biblioteca Arabo-Sicula, oltre che di una documentata storia dei musulmani in Sicilia. Le poesie, arrivate chissà come fino a noi su fragili pergamene, risalgono grosso modo all'anno 1000: magnificano lo splendore siciliano di allora e regalano una specie di testamento spirituale destinato a sopravvivere alla ferocia normanna, decisa a cancellare qualsiasi residuo di quella civiltà. I Milagro musicano stralci di questi testi, cantati rigorosamente in siciliano, utilizzando una strumentazione molto varia, ma di natura squisitamente mediterranea. Percussioni e cordofoni si compenetrano in modo delicato ed evocativo inducendoci a una sorta di oblio da cui ci si risveglia solo quando i ritmi cambiano di tempo. Le musiche di questo lavoro sono anche la colonna sonora dello spettacolo omonimo arricchito dalla presenza di danze dell'epoca e racconti di viagiatori appositamente rispolverati."

Roberto Caselli - JAM

"Appena arrivato a Favignana, isola del quale è originario, pare che Bob Salmieri si sia rivolto all' ufficio anagrafe e richiesto l' atto di nascita del padre. Voleva conservarlo. Ha trovato anche quello del nonno. «Perché le radici sono infinite - mi dice - e il viaggio al contrario riserva sorprese». Bob Salmieri, sassofonista romano, è il testimone di un miracolo molto terreno, compone musica e testi dei "Milagro acustico", un' ensemble che traspone in musica delle poesie dei poeti arabi vissuti in Sicilia durante la dominazione Islamica e usa la strumentazione acustica tipica della tradizione mediterranea. Bob e i Milagro contano su un passato di autoproduzione e di prodigiose scoperte da parte della critica statunitense, e soprattutto sulla continua ricerca nel periodo più fiorente della Sicilia medievale, tanto che sul medesimo argomento hanno già pubblicato con l' etichetta Compagnia Nuove Indye i cd "Poeti arabi di Sicilia" e "I Storie O Cafè' di lu Furestiero Novo". Con l' ultimo lavoro, "Siqiliah, terra d' Islam" (sempre per Compagnia Nuove Indye) - che è stato ufficialmente presentato al pubblico a Roma durante il ConTesti Festival al Teatro Orangerie - si intrecciano i racconti di viaggio dei mercanti arabi che attraversarono la Sicilia durante la dominazione Normanna. I Milagro Acustico riportano alla luce le pagine meno note della Sicilia islamica, alla ricerca delle radici comuni che hanno reso nei secoli l' Isola esempio di tolleranza e convivenza tra diverse culture e religioni. Lirismo, musica e racconti di viaggio dell' epoca, si mescolano in s uggestive sonorità dal forte sapore orientale, Fanno da eco le poesie dei poeti arabi vissuti in Sicilia durante la dominazione islamica che ne raccontano lo splendore, il tutto supportato dalla vasta pletora di strumenti musicali della tradizione Mediterranea usati dai musicisti come Baglama, Ney, Tambur, Daf, Darbuka, Chitarra. «Fonte delle nostre ricerche è stato in primo luogo Michele Amari che ha dedicato tutta la vita alla compilazione della "Storia dei Musulmani in Sicilia" e della "Biblioteca Arabo-Sicula", che ci ha introdotto nel mondo prezioso dei poeti arabi come Ibn-Hamdis, Al Qatta, Abd Al Rahman di Trapani e dei viaggiatori come Ibn Hawaqal, Ibn Gubayr, destinato all' oblio senza la sua dedizione», dice Bob, che insieme ai Milagro è promotore del progetto in itinere "Sicilia mediterranea project", un collettivo artistico che raccoglie intorno a sé le varie anime della nuova scuola siciliana attiva sul territorio nazionale e del panorama musicale e culturale del bacino mediterraneo. Nasce con l a finalità di diffondere la cultura mediterranea in tutte le sue forme. Monitorare le nuove realtà artistiche, e promuoverle."

Daniela Gambino - La Repubblica

"I believe that this is the fourth Milagro Acustico recording that I have listened to and reviewed in the past few years. Led by multi-instrumentalist and composer Bob Salmieri, Milagro Acustico Ensemble delves into the music of medieval Mediterranean, along with Arabic poetry of that same era. The poetry represents many emotions and views ranging from the secular to the sacred. I am reminded of the Sufi mystic poet, Rumi at times.

I do not know enough about the history of the Islamic rule of the Italian island of Sicily that took place between 827 and 1091 to go into details. Salmieri certainly has a fascination with the Sicilian-Arabic poetry of that era, as well as, knowing his way around Oriental instruments that include, ney baglama, tambur, udu, daf, darbuka, kanun, santur and other. The Arabic-Mediterranean percussion, exotic strings, the Armenian duduk, clarinet and other wind instruments create a tapestry that backs Patrizia Nasini's dramatic vocals. Mesmerizing would be one word to describe the beautiful sounds here. Captivating also works.

I am not sure if I would call this music relaxing, because it feels too compelling. I find that active listening works best when exploring to these multi-layered tracks. Bob provided me with English translation of the lyrics which adds to the listening pleasure. As always, Salmieri has worked with an ensemble of passionate musicians who seem up to the task of providing thought-provoking music. Certainly fans of Oriental music (Silk Road, Persian, Arabic, North African, Middle Eastern, Turkish, etc), will feel at home with this recording."

The Whole Music Experience

I storie o cafè di lu furestiero novo

" In 2002, when Tinder records released the album "I Storie O Café Di Lu Furestiero," it immediately became one of my favorite World Fusion albums. Four years later a new version of this album was released by the Italian CNI Music label, this time around marketed as "I Storie O Café Di Lu Furestiero Novo." It is not just a simple re-release of the album, but rather a new take on the same material featuring two new tracks in addition to slightly updated favorites from the 2002 release. Ultimately, this is the same 2002 vintage, but this time around it is a little more complex, a little more mature, and with a few nuances that make the album more complete than its predecessor.

The concept behind this album is the sound of an imaginary Sicilian café where immigrants from across the Mediterranean gather to converse, sing, have a cup of espresso, or maybe even a glass or two of wine. Track after track Milagro Acustico invites us to eavesdrop on various visitors of the café, providing us with bits of foreign speech and intermixed sounds of instruments from various Mediterranean cultures, poised against the backdrop of Daniela Barra's beautiful vocals, which provide a surreal dream-like atmosphere for the whole album.

The music of "I Storie O Café Di Lu Furestiero" is the ultimate immigrant music – though it’s impossible to pin point the exact origin of each individual song, some particular elements can be easily traced to Turkey, Morocco, Andalusia, Persia, and of course Sicily. For many centuries Sicily has been the crossroads of the Mediterranean. Phoenicians, Carthaginians, Greeks, Romans, Arabs, and even Vikings called this land home at some point of its turbulent history. Taking that into consideration, it’s hard to imagine a place that could provide a better locale for the "Foreigner Café."

"I Storie O Café Di Lu Furestiero Novo" is filled with seemingly nostalgic lamentations, so typical for immigrant music in general, interjected with happy memories of various homelands, ethnic instrumentals and otherworldly vocals, all of which create a truly beautiful setting for an occasional jazzy note or foreign spoken word monologue. The overall mood created by Milagro Acustico's godfather Bob Salmieri, could be described as dreamlike. Though I definitely would not call this meditation music, I find it extremely difficult whilst listening to this album to not close my eyes and imagine myself amidst the Café di lu Furestiero, letting the music be my guide through the melting pot of sounds, smells, and visuals, through the dreamscape created by Milagro Acustico and so skillfully captured in "I Storie O Café Di Lu Furestiero Novo."

Maximum Warp

"Si sono formati a Roma nel 1995 ed hanno alle spalle, un autoprodotto ("Onirico del '98), due album "americani" (tra cui la prima edizione di questo) e ora due album per la Compagnia Nuove Indye. Quarto album ufficiale, prende lo spunto da un libro di Bob Salmieri, anima del gruppo, su un viaggio a Tunisi, città in cui è nato suo padre, da una famiglia di Favignana. Il tema è sempre quello, a me caro, della convivenza e compenetrazioni tra popoli e culture, il tema del viaggio, il caffé come luogo centrale in cui si mescolano le esistenze degli autoctoni e dei forestieri. E' un disco sulla lunga scia delle opere che hanno come lontanissimo progentitore "Creuza de ma" ed è disco di ammaliante magia e sentori arabi, miscelati con venti balcanici e solo mediterraneo, grazie anche all'azione della trentina di strumenti adoperati da questo ensemble numerosissimo a cui si aggiungono quattro musicisti turchi, registrati in apposite session a Istanbul, oltre a voci della strada che vengono da Egitto, Colombia, Bangladesh e Filippine. Ottimo lavoro."

Bielle.org

"Un Cafè immaginario, su una piccola isola della Sicilia, accoglie le storie dei viandanti che qui si fermano il tempo di riprendere fiato prima di proseguire il viaggio. Questo il tema del disco dei Milagro Acustico. Il disco ospita numerosi musicisti italiani e internazionali che hanno collaborato alla realizzazione del disco che è stato registrato a Roma e a Istanbul con alcuni musicisti locali. Il Caffè è il luogo dove le culture in viaggio si incontrano e si confrontano. Così avviene per la musica di questo disco. Sonorità in viaggio quelle proposte, che trovano gli aromi, le contaminazioni, i sapori delle diverse terre che si affacciano sul Mediterraneo."

Gaetano Menna - Agrituristi

"Bob Salmieri affida alle note le memorie di un viaggio di formazione. Quello che fece da bambino a Tunisi, città in cui suo padre era nato nel 1920 da una famiglia di Favignana. Il disco, tratto dal volume omonimo di racconti dello stesso Salmieri, racconta del muoversi e dello stare. Se il viaggio è il cuore dell’idea di Mediterraneo come ponte che collega la Turchia alla Sicilia e i Balcani all’Africa, centrale è l’avamposto di Favignana, con la sua pigra sosta al Café, ritrovo di forestieri, viandanti, isolani, pellegrini. È lì che si ascoltano le storie, è li che ognuno può aggiungere la propria narrazione.

Come indicato già dal precedente percorso dei Milagro, è l’afro-siciliano il dominio culturale di Bob Salmieri, senza disdegnare escursioni turche ("Salvate Hasankeyf"). Genti che trasmigrano per riti da celebrare in "U spusaliziu", processioni senza un alito di vento in "Sanghe meu", mentre in "Dioulo" Pape Kanouté descrive con la kora i mercanti mentre tornano a casa in un tramonto di fuoco e sabbia. Affidandosi alla ricchezza di una vasta varietà timbrica portata dall’ensemble - djembe, trombe, tabla, Steinwey - Salmieri alterna kaval, sax, baglama, clarinetto. Il ney e il violino di Jamal Oussini piangono in "Profughi"; è rilassata dolcezza la voce di Daniela Barra in "Duci velenu".

Il Milagro disegna atmosfere di fatica e sogno allucinate in un dormiveglia crepuscolare, con un lavoro robusto, di scavo sulla tradizione senza calligrafie, che non cede alle mode"

Gianluca Veltri - Fuori dal Mucchio

"La Compagnia Nuove Indye produce in due anni due cd dei Milagro Acustico: l'anno scorso "Poeti Arabi di Sicilia" e ora "I Storie o Cafè di lu Forestiero Novo". Scelta importante e del tutto condivisibile, volta a sottolineare l'importanza di un ensemble musicale di grande qualità tecnica e di notevole spessore culturale.
Il cd del 2005 è centrato, come indicato dal titolo, su alcuni testi dei poeti arabi nati e vissuti in Sicilia durante la dominazione islamica, tra l'827 e il 1091, anno in cui il controllo politico passa a ai normanni. Le poesie sono state tradotte direttamente in siciliano con la collaborazione di Daniela Gambino e di Sharifa Hadj Sadok. Il nuovo cd è centrato su una analoga idea di fondo di dialogo interculturale tra la Sicilia e i paesi del Mediterraneo, che ha come riferimento ideale questa volta, un cafè di Favignana dove stranieri, emigranti, immigrati, pellegrini e viaggiatori si incontrano e si raccontano le loro storie, magari accompagnandosi con la musica. In entrambi i dischi prende vita un progetto aperto che vede incrociarsi tradizioni siciliane, arabe, balcaniche, turche e di altre parti del mondo, in un impasto tra i più riusciti negli ultimi anni. Impasto di voci e di suoni acustico ( ad eccezione di un basso elettrico) che vedono un gruppo numeroso con un nucleo costituito da Bob Salmieri (baglama, percussioni, fiati), Gianfranco Dezi (tromba e flicorno), Piero Piciucco (contrabbasso e mandolino), Andrea Pullone (chitarra), Francesco Con saga (fiati), Dario Esposito (batteria), Andrea Alberti (piano) e arricchito da varie collaborazioni come Abballa Mohamed (Ney, darbuka), Pachi Kalipada Adhikary (tabla), Nour Ed dine (percussioni), Jamal Ouassini (violino), Volkan Gucer (kaval) e tanti altri che non citiamo per questioni di spazio. E ovviamente la bravissima Daniela Barra, la cui voce entra nel cuore e costituisce il filo rosso di questo ricco e variegato progetto. "I Storie o Cafè" è la riedizione modificata e ampliata di un omonimo cd pubblicato nel 2002 negli Stati Uniti e si ispira all'omonimo libro di Bob Salmieri. Un viaggio musicale da cui non si vorrebbe più tornare."

Gianluca Barbieri - La Cronaca di Cremona

Poeti Arabi di Sicilia

"Mille anni fa gli Arabi regnavano sulla Sicilia – fino alla riconquista cristiana per mano dei Normanni. In una notte il loro leader, il conte Ruggero D’Altavilla distrusse 200 moschee solo a Palermo. Ma come sempre in questi casi, il dominatore non riuscì a farepiazza pulita della alta cultura dei sottomessi e dei loro scritti.Il quarto album dell’ensemble "Milagro Acustico" guarda indietro alla poesia dei poeti arabi, che vissero in Sicilia a quel tempo. "Poeti arabi di Sicilia" è fin'ora l’album più maturo del gruppo. Dove prima veniva talvolta orchestrato in maniera opulenta, vengono qui impiegati strumenti (Kanun, Ney, e altri flauti, sassofono e percussioni) in maniera dosata ma potente. Il canto poi, unito al dialetto siciliano e alla lingua araba riporta in vita la magia del testo.Il modo in cui le voci femminili e Fabio dell’Armi interpretano il brano di flamenco "Schiavu d’amuri" , è ineguagliabile e vale da solo l’acquisto del CD. Chi ama i suoni arabo andalusi in stile "Abed Azrié" o "Radio Tariffa" rimarrà stregato da questo gioiello arabo- siciliano."

Martin Steiner - Folker!

"All'esordio in Italia con questo lavoro, ma già battezzati discograficamente negli Stati Uniti (per uno di quei perversi meccanismi che vedono spesso le nostre band apprezzate per il loro valore più all'estero che a casa propria) Milagro Acustico ci piacciono prima di tutto per due aspetti introduttivi: la lunga lista di strumenti (e quindi di musicisti) partecipi al disco e il cospicuo elenco di testi saggistici cui le liriche dei brani devono ispirazione. Entrambi gli ambiti risaltano poi di onesta coerenza alla prova pratica: là dove gli strumenti acustici ed etnici, occidentali ed esotici, si intrecciano attraverso sessioni d'incisioni nostrane ed internazionali (Istanbul); in distillazione nelle liriche ispirate all'opera dei poeti arabi nella Sicilia medievale. Terminato l'ascolto, due cose ci sono piaciute di più: un vago sapore brass band (tra Banda Ionica e Goran Bregovic) che rendono più inedito e interessante il suono world di qualità e la volontà di non cedere a più facili e commerciali tendenze fusion, mantenendo il più possibile intatto il fascino di una musica altra che ci fa tanto bene gustare al naturale."

G.P.Scazzola - L'Isola che non c'era

"Per circa duecentosessanta anni è durato il dominio arabo sulla Sicilia. Un periodo forse non lungo in confronto alla plurimillenaria storia dell'isola, ma sufficiente a caratterizzare fortemente la cultura siciliana. Ed è all'opera di alcuni dei poeti di lingua araba che vissero nell'isola è dedicato il cd, raffinata operazione, coordinata da Bob Salmieri, diriproposta di loro liriche in forma di canzone. Raffinata, ma anche affascinante, per la grande forza espressiva di questi versi (tradotti in siciliano dalla scrittrice Daniela Gambino e da Sharifa Hadj Sadok), da cui si comprende i caratteri che sono passati nel canto e nella poesia siciliana: l'uso della metafora, il mondo, la natura e la stessa vita, sintetizzati da immagini minime, particolari che rimandano al tutto, come gli arabeschi e le trame di un tappeto nascondono- o svelano, per chi voglia o sappia legerli - significati universali. Lo stesso è per la musica, ricca di suggestioni e rimandi, con i suoni a costruire una trama i cui fili legano la Sicilia da una parte all'oriente (e ben oltre l'Arabia, giungendo forse fino in India) e dall'altra alla Spagna dei moriscos, in un corto-circuito culturale che si esplicita compiutamente attraverso gli accenti flamenchi di alcuni barni, in cui la voce (di Fabio Dell'Armi) segue i moduli tipici del cante hondo. Non mancano peraltro riferimenti a strutture musicali "altre", in primis il jazz, grazie alla voce solista di Francesca Brilli e ad alcuni passaggi pianistici. Registrato a Roma e Istanbul, il cd contiene undici pezzi, di cui quattro strumentali. Ricco l'organico, che vede insieme musicisti italiani e di lingua araba, e multietnico lo "strumentario": chitarre, baglama,, contrabbasso, nay, mandolino, zarb, tromba, flicorno, sax, clarinetto, flauti, udu, pianoforte e percussioni. Da citare infine la bella veste grafica di copertina e libretto, ricca di motivi arabi. Disco che richiede un ascolto attento per apprezzare appieno il binomio musica-testo, Poeti arabi di Sicilia ha il pregio, una volta assimilato, di poter essere ascolato a vari livelli di attenzione, fino anche a fungere ottimamente da sottofondo, senza per questo mai cadere nell'indistinto e nel banale."

Giacomo Arval - Folk Bulletin

" Terzo album per i Milagro Acustico, ensamble multiculturale e multietnica, con base in sicilia ma che ha registrato questo cd a Istambul, jammando con gli artisti locali per rendere il proprio sound ancora più meticcio (come se non bastassero chitarre, tamburi, mandolini, darkuba per creare il sound caldo del sud del Mediterraneo!). Terzo album che porta il gruppo (formato più o meno da quindici persone) ad un'ulteriore evoluzione nella propria consapevolezza dei propri mezzi, questa volta messi a disposizione delle traduzioni meticce delle poesie arabe in siciliano. Il sound che ne risulta è attraente, coinvolgente, anche per chi non capisce il dialetto stretto con cui vengono recitati i versi (probabilmente già ostici per i siciliani stessi, visto che le poesie risalgono alla fine del primo millennio). Una sorta di concept-album legato all'amore per la propria terra, sia essa araba o siciliana, e che maliziosamente strizza l'occhio al presente, con le proprie storie di moschee bruciate per ordine del cristianesimo, di esodi forzati nella speranza di una vita migliore, di guerre insensate e di alti tradimenti. La storia si ripete ciclicamente, purtroppo, ma lo stesso accade per la musica, che ora viene non modernizzata, quando piuttosto resa capace di diffondersi anche nella comodità di casa nostra, senza dover inventare macchine del tempo o acquistare biglietti per trovarsi in qualche sperduto paese arabo dove si suona ancora secondo la tradizione. Se un album di questo calibro è riuscito ad emozionare un metallaro fatto e finito cme me, vorrà pur dire qualcosa. Luci di lu iurnu, con le sue parti vocali femminili, è veramente coinvolgente, e alla fine dell'ascolto del cd vi troverete probabilmente sudati, come se aveste passato la notte nel deserto a danzare. Non male come risultato, per un freddo pezzo di plastica da infilare in uno strumento che proietta un raggio laser sulla sua superficie.
Menzione d'onore anche per la confezione, un lussuoso digipack a tinte "desertiche", molto evocativo e corredato di note per meglio comprendere il progetto. Un ottimo regalo, per voi o per chi vi sta vicino."

Paolo Bianco - MusicBoom

"Nel loro precedente lavoro, gli italiani Milagro Acustico avevano proposto un suono più generalmente mediterraneo. Questa volta il focus è più penetrante, concentrato (come dice il titolo) sul lavoro dei poeti arabi siciliani del periodo compreso tra l’827 ed il 1091. Solamente chi parla l’arabo o l’italiano potrà apprezzare la bellezza dei testi, che sono meravigliosamente distribuiti all’interno di arrangiamenti acustici che fanno largo uso di voci, con strumenti a fiato, flauti, chitarra, percussioni ed il baglama, una strumento simile all’oud. Musicalmente la band presenta le sue scelte fin dal brano d’apertura "Stannu Arrivannu", dove tutto contribuisce al lavoro di unione tra culture diverse piuttosto che al loro scontro. E’ una miscela perfettamente naturale, favorita dalla corta distanza tra il Nord-Africa e la Sicilia e che continua attraverso tutto il disco, anche nella strumentale "Alcantara". Le voci, sia nel canto che nelle parti recitate, diventano un ulteriore strumento a disposizione, che si intreccia con le grandiose e sinuose linee del sassofono. Più di tutto è un trionfo degli arrangiamenti e delle visioni, un posto dove l’Europa ed il Nord-Africa si uniscono, per una volta in maniera autentica, ed un rapido sguardo nella storia, quando il fiore dell’Islam era al suo apice sia nelle arti che nelle scienze. E’ interessante che molti dei nomi dei poeti sembra perso nel tempo, ma questo non diminuisce la bellezza del suono della loro poesia. Quel suono ispira e sicuramente ha ispirato Bob Salmieri, il leader del gruppo, che ha messo in musica quei versi. La storia rivive ancora."

CS - Sing Out!

"Romani, in attività da un decennio, i Milagro Acustico setacciano sonorità radicate nel bacino del Mediterraneo, scoprono poesie medievali da trasformare in testi per le loro canzoni, suonano strumenti acustici come chitarra, mandolino, darbuka, tamburo a cornice e baglama. La loro ultima avventura, di matrice filologica, intrapresa a Palermo e a Istanbul, si concentra sulle poesie dei letterati arabi nati e vissuti in Sicilia durante la dominazione islamica che si concretizzò nell'827 con la presa di Mazara del Vallo, per concludersi nel 1901 con l'arrivo dei Normanni. Il cd Poeti arabi di Sicilia racconta l'immenso amore per l'isola, la sua gente e la sua natura da parte di nobili cesellatori della parola. Veicola un sentimento appassionato, colmo di dolore e di rimpianto (si dice che Palermo contasse più di 200 moschee, fatte distruggere in una notte dal conte Ruggero d'Altavilla per riaffermare la leadership del Cristianesimo) che non può lasciare indifferenti: soprattutto se a manifestarlo sono i versi di poeti quali Ibn Hamdis, che visse proprio durante il periodo della riconquista normanna e fu costretto a lasciare la Sicilia per l'esilio, o il più nevrile e passionale Muhammad Ibn al-Qatta. I Milagro Acustico hanno voluto che le poesie fossero tradotte dall'arabo al siciliano, e dopo averle affidate alle amorevoli cure della scrittrice isolana daniela gambino le hanno impreziosite di musiche evocative dal forte impatto ritmico (il brano Ianchi capiddi), sospese su insinuanti melodie (Luci di lu iurnu), intrecciate ad atmosfere etniche (Ddi mura ddu silenziu), pervase di drammatico pathos (Prima da' battagghia).

Stefano Bianchi - Bell'Italia

"Il progetto nasce con l’intenzione di recuperare e coniugare in musica le opere dei principali poeti arabi vissuti in Sicilia tra il IX e l’XI secolo. Quasi come dissotterrare uno scrigno segreto e prezioso, sommerso dagli anni e dimenticato sotto la polvere, nascosto dalla paura di termini incomprensibili come "scontro di civiltà" e "guerra di religione". Un’operazione che si può immaginare non facile, che i Milagro acustico hanno deciso di edificare incoraggiati dall’amore per la propria terra, le sue tradizioni, la sua gente.
Poeti arabi di Sicilia è un omaggio all’ammeticciamento di culture e suoni, un gesto per non dimenticare una civiltà che oggi guardiamo con sospetto. Le poesie, tradotte in siciliano dall’arabo, sono inserite all’interno di sonorità acustiche costruite attorno l’uso di una strumentazione tipicamente mediterranea, come testimonia l’impiego del mandolino, del kaval o del darkuba. Il collettivo siciliano, per la realizzazione del cd, ha sentito la necessità di compiere un viaggio a Istanbul, dove il confronto con i musicisti locali ha restituito un suono fortemente influenzato dall’oriente: un contatto che non ha impedito a un certo addentellato di origine jazz di interferire e dare vita a melodie di forte impatto emotivo. Lontane da litanie e tentazioni ieratiche, le undici tracce presenti all’interno di "Poeti arabi di Sicilia" brillano per coraggio e per aver dato dignità a un filone lontano dalla massificazione culturale del giorno d’oggi. L’impressione è che i Milagro acustico abbiano centrato in pieno l’obiettivo."

Giuseppe Catani - Rockit

"Ai tempi della conquista normanna, nel 1091, la Sicilia era una fiorente isola araba. Così splendida che i Normanni e poi gli Svevi non seppero allontanarsi dal gusto moresco, e, pur prevalendo militarmente e politicamente sugli Arabi, ne furono soggiogati dal punto di vista culturale. Quasi tre secoli arabi avevano prodotto, a cavallo dell’anno Mille, arte, musica, architettura, poesia. A quest’ultima espressione - la poesia - attinge il Milagro Acustico, che riscopre il repertorio lirico arabo siciliano, per adattarlo alla lingua di Trinacria e musicarlo con buongusto e sensibilità. Per la trasposizione il Milagro si è avvalso della collaborazione di Sharifa Hadj Sadok e della scrittrice siciliana Daniela Gambino. Perché riscoprire quell’incrocio virtuoso, oggi? Troppo facile la risposta, sballottati come siamo in queste nuove orribili guerre di religione, armate con armi, persone e parole odiose e intolleranti. Al suo quarto lavoro, il gruppo di Bob Salmieri - autore di tutte le musiche - si affida alle malìe del ney di Turker Dinletir, che veste d’un sole mattutino desiderato "Luci di lu iurnu", al kaval di Volkan Gucer, che spruzza melodie struggenti su "Stanno arrivannu". Ben quattro poesie sono del poeta Ibn Hamdis, vissuto nella fase finale del periodo arabo-siciliano, le cui liriche contagiano la musica di nostalgia per l’esilio forzato e per la perdita di un paradiso pieno di luce e grazia. Le voci femminili, i canti arabi, le percussioni registrate sul campo, gli strumenti tradizionali del Mediterraneo, tutto fa di "Poeti arabi di Sicilia" un progetto meritevole e serio."

Gianluca Veltri - Mucchio Selvaggio

"Bob Salmieri, sassofonista e clarinettista di questo nuovo ensemble (che raccoglie però molti musicisti di provata esperienza) ha indagato a lungo sulle fonti letterarie, la straordinaria fioritura poetica lasciata dai letterati arabi nel corso di trecento anni di dominazione tutt'altro che rozza sull'Isola di Sicilia. Fonti ora reperibili con una certa facilità. Ha accostato poi ai testi (affrontati in siciliano ed in arabo con bella alternanza, come già sperimentato da altri gruppi) musiche pensose e dal passo quieto (fondamentali gli apporti di kaval, ney e oud), ben adatte ad incorniciare il contenuto lirico. Sedici musicisti e cantanti, con prevalenza di voci femminili, intervengono in questo ottimo lavoro, registrato in parte a Roma ed in parte ad Instanbul, con la collaborazione di Volkan Gucer, qui al kaval".

Guido Festinese - World Music Magazine

"Sedici musicisti e vocalist (siciliano e arabo le lingue testate) concorrono alla realizzazione di questo bel disco, inciso a Roma e Istanbul. Trecento anni di dominazione araba hanno lasciato nell'isola una scia scintillante di tracce di civiltà nell'isola: nella cultura materiale, nella cultura che si ritrova solo nei libri e nei manoscritti. Se siete alla ricerca di un antidoto salutare ai veleni razzisti "fallaci" qui ne avete una buona scorta: in un gioco prezioso di flauti ney e corde ronzanti, tocchi di percussione scanditi con solennità ma senza sfarzo, voci che sono di oggi, ma potrebbero essere di mille anni fa o di domani (Schiavu d'amuri). Il futuro, come diceva Joe Strummer, è ancora da scrivere."

G. Fe. - "Alias" de "Il Manifesto"

"Milagro Acustico è un settetto formatosi a Roma dieci anni fa. Questa è la loro quarta produzione che si avvale di una bella impaginazione e di un'ottima confezione e che punta l'obiettivo sulla poesia nata in Sicilia, circa mille anni fa, durante la dominazione araba. Uno splendido lavoro di ricerca letteraria e strumentale che è partito da Palermo e si è spinto sino ad Istanbul con l'incontro di strumenti e musicisti turchi (Volkan Gucer e Turker Dinletir). Ottima l'interpretazione dei protagonisti su strumenti originali e delle voci di Simona Ferriera e Francesca Brilli e davvero magnifica l'intera produzione curata da Bob Salmieri".

Paolo De Bernardin - ROCKSTAR

"Insolita e curiosa la proposta dell'ensemble Milagro Acustico con questo notevole Poeti arabi di Sicilia: far rivivere i versi scritti tra l'827 e il 1091, prima che gli arabi venissero cacciati dai normanni. Testi tradotti in siciliano, strumenti della tradizione mediterranea. Affascinante".

Roberto Casalini - "Io Donna" de "Il Corriere della Sera"

"Milagro Acustico è un ensemble siciliano di una quindicina di musicisti che per l'occasione si impegna in un lavoro quasi filologico di riscoperta musicale e letteraria. Poeti arabi di Sicilia è la riappropriazione di una cultura siciliana sopravvissuta a un millennio di restaurazione occidentale, quella relativa alla dominazione araba che aveva regalato all'isola splendide architetture e liriche di grande sensibilità. Milagro Acustico rivisitano le poesie di alcuni poeti arabi, nati e vissuti in Sicilia, in particolare Ibn hamdis, sorprendente per mla sua modernità, ad esempio in Ianchi capiddi che parla del tempo che passa e porta con sé la giovinezza delle persone, o in Schiavu d'amuri in cui si esprime con un'emotività commovente. ma c'è anche Muhammad Ibn Al-Qatta, forse più duro, quasi guerriero in Figli di Aghlab e Anni su anni. Musicalmente il gruppo si raccoglie intorno a sonorità mediterranee di grande respiro, ma sono le voci la vera sorpresa: voci recitanti, voci soprano, voci arabe che ci regalano deliziosi chiaroscuri sostenuti da fiati, corde e percussioni che disegnano quadretti quasi impressionisti."

Roberto Caselli - JAM

" Now Bob Salmieri is a man you don’t meet every day. This is a fellow who dances to his own drummer alright: he is very much "sui generis".
This is the third album of Milagro Acustico that I have reviewed. They are a multicultural ensemble who work under the direction of Salmieri. And I use the word "work" advisedly: because although their albums are wonderfully laid-back and easy on the ear, the truth is that Salmieri takes his colleagues down avenues that probably don’t come easy to them. This makes the "finished product" all the more commendable.

For instance, to work on the content of this album can hardly have been a burning ambition to most of the 15 musicians listed. Why? Well, I refuse to believe that more than a couple of them could have been enthusiasts for the Arabic poetry written in the years of the Moorish domination of Sicily: it really MUST have all been down to the powerful influence of Mr. Salmieri.
The poems have been translated into Sicilian by Daniela Gambino and Sharifa Hadj Sadok. And this CD fits the usual Milagro Acustico formula. The music is their usual imaginative and inventive mix. The instruments he has used are all seemingly running the gamut of mainly esoteric (well, "esoteric" to MY British ear, at least!) acoustic instruments like kaval, baglama, darbuka and ney. And the music seems very much in harmony with the poetry. It draws less heavily than usual on Milagro Acustico’s avant garde jazz sound, and instead is slightly more redolent of the music of the souk. And the "reason why" is indubitably due to the fact that in order to get the right sound, Salmieri took his group to Istanbul to work with local musicians.
In his notes that accompanied my review copy, Bob Salmieri talks of the Crusades as "the wars of religion". He does not draw parallels with today: he does not need to, the parallels are all-too-obvious. We have an Arab nation that was once the cradle of civilisation, a country that invented algebra, home to the hanging gardens of Babylon, ruthlessly invaded by a far more powerful coalition of forces. It is only right that in these days when Brits like me are constantly being told that WE are a civilising influence on a seemingly lesser breed of people, that we stop for a moment and consider the FACTS.
A great classic poet like Ibn Hamdis was one of many fine poets writing in Arabic during the Moorish occupation of Sicily. He was forced to leave Sicily in exile, for by the time he lived, the Norman invasion had started to "go wrong". But let it not be thought that the Normans had originally had contempt for Arabic text. Quite the contrary.
It is illustrative to realise that the Normans invaded Sicily at almost exactly the same time as they invaded my current homeland, England. But what happened in the two countries was markedly different. In England, the Normans had contempt for the local language, and quickly made Norman French the language of officialdom. Not so in Sicily. Such was their appreciation of Arabic, that they kept it as joint official language.
Indeed Roger the Second was fluent in it, and as for his Chief Minister, well, such was his love of the language that he used to pray to his Christian God in the language of the Moors!
The Palermo Cathedral of today used to be a mosque, and to this very day has the opening lines of the Koran on one of its pillars! And many of the buildings that nowadays LOOK Islamic, were actually built in the early 12th Century by NORMANS convinced in the superiority of Moorish architecture.
In 1154 Roger died, and with it came a change in attitude to Muslims. The days of tolerant understanding were now numbered. Eventually, Frederick the Second expelled all Muslims from Sicily in 1272.
But this album of Milagro Acustico recalls those heady days when the three major religions of Christianity, Islam and Judaism could live together in harmony. And it seems to me that such an album is what is needed today and not the "Heavy Metal" belligerent sound that American soldiers are playing in their tanks as they drive into a hell-hole of their Government’s making."

Dai Woosnam - Kevin's Celtic & Folk Music Cd Reviews

"Era l'827 d.C. quando gli Arabi diedero inizio alla conquista della Sicilia. Una colonizzazione durata quasi tre secoli, i cui influssi sono tutt'ora percepibili nella tradizione (non solo musicale) isolana. L'enesemble Milagro Acustico capitanato da Bob Salmieri si ispira a questa ricchissima eredità e in Poeti Arabi di Sicilia raccoglie una serie di poesie di autori arabi nati nella Sicilia musulmana, intessendole di musiche evocative, interpretate con strumenti acustici tipici del bacino Mediterraneo"

Daniela Zacconi - Film TV

"E' probabile che il nome Ibn Hamdis non risvegli memoria alcuna nelle menti dei più. Non un indizio che lo possa ricollegare a un ambito od evento di cui a scuola si sia distrattamente sentito parlare. Ma ha il sapore, questo nome, dell'importanza scontata, dell'originalità resa tale dal suo stesso carattere ricercato e ignorato: una nozione che si ha la sensazione di dover conoscere pur non avendone mai saputo nulla.
Eppure svelare subito l'identità di questo personaggio sarebbe alquanto banale e a dir poco offensivo. Meglio farla emergere dalla sua stessa natura, dal suo nome. Ibn è musulmano e ha un grande dono: riesce ad esprimere i tormenti del suo tempo e dell'intera società che di quel tempo è figlia. Osserva il disordine politico che stravolge gli equilibri storici ed umani, intrecciandosi con uno scontro di religioni che forse non ha ancora eguali in questo mondo. Racconta della sua terra e di come sia stato costretto ad abbandonarla, narrando il contatto delle culture attraverso semplici scorci di vita quotidiana.
Sembra sia un uomo del nostro mondo, della nostra storia, della nostra cultura ormai multietnica: tutte cose che di certo Ibn condividrebbe se non fosse per la loro errata collocazione nel tempo. Un tempo che si aggira intorno all'anno Mille, in una Sicilia islamica ormai sotto il giogo normanno, cristallizzato nei versi di un poeta di Allah.
E sono proprio le poesie di Hamdis a scandire questi ricorsi storici, a ricordarci che le contaminazioni in Italia ci sono sempre state e non sono una novità del nostro secolo
.
Quale modo migliore per riscoprirlo se non rileggendo i versi del siciliano Ibn? E se invece di rileggerli li ascoltassimo per la prima volta? E' quello che i Milagro Acustico, gruppo dalle sonorità mediterranee uso all'adattamento di poesie medievali come testi per arrangiamenti, hanno proposto nel loro ultimo album Poeti Arabi di Sicilia. Un esperimento all'insegna della contaminazione non solo culturale ma soprattutto storica e temporale che affascina per lo stile e il gusto antico ed è testimonianza di un'acuta attenzione per le radici non solo della Sicilia ma dell'Europa intera.
Così si scopre che le sonorità islamiche, legate dall'immaginario collettivo per lo più al Corano, sono in realtà tessuto vivo della nostra stessa produzione musicale, elementi sostanziali di quello che oggi appare così distante e distorto e che invece è il prodotto di una storia già scritta, compiuta.
Tracce nascoste, insomma, eppure forti. Messaggi sempre validi che ben si attagliano al notro mondo, al nostro tempo, alla nostra cultura."

Barbara D'Amico - RIVISTAONLINE

"Poeti Arabi di Sicilia risveglia fatti, misfatti ed antiche tradizioni del periodo di dominazione Araba della Sicilia dopo oltre un millennio dalla sua avvenuta. È sorprendente quanto ancora si riesca ad evocare musiche ed atmosfere così anticamente orientaleggianti con l’utilizzo di stumenti tradizionali e moderni e senza l’utilizzo di programmazione.
Il Milagro Acustico è al terzo album ufficiale, dopo un’autoproduzione datata 1998 e precedenti release timbrate USA da etichette quali Tinder Records e World Class, questo per confermare, sammai ce ne fosse bisogno, la bontà stilistica ed espressiva di questo affollato progetto. Quello che colpisce sono le atmosfere rese in modo tremendamente efficiente dalla maestria della band capace di trasportare il pensiero a remoti paesaggi. Le poesie tradotte in siciliano, il viaggio ad Istambul (dove è stato in parte registrato il cd), l’incontro con artisti locali e soprattutto l’amore per la propria terra creano un surreale viaggio indietro nel tempo dove storie d’incertezza e sofferenza dominano la scena, sfociando in brani splendidi quali "Standu Arrivannu" che apre il disco, "Schiavu d’Amuri", "Anni Su Anni" e soprattutto "Prima da battaglia" tagliente e davvero efficace attesa prima di una guerra. Indiscutibile il valore artistico di quest’opera che vedo più come forma di libro/reperto storico che come cd musicale. In ogni modo un affresco riscoperto da bravi archeologi che completa ed amplifica una storia passata."

Fabio Igor Tosi - SonicBands

"Questa è una gemma di disco, uno dei migliori del 2005. Per gli otto secoli della dominazione araba in Spagna del sud, la cultura araba ha pervaso il Mediterraneo, particolarmente la Sicilia. Su questo disco, l' ensemble italiano di world music, che precedentemente ha prodotto un album basato sulle Rubaiyyat di Omar Khayyam, i Poeti Arabi di Sicilia di epoca medioevale ispirano una musica spesso sontuosa e bella che disegna in chiave acustica tutti gli angoli del mare Mediorientale. "Alcantara," per esempio, respira con i modi africani del nord, mentre "Schiavu D’amuri" ammalia con un duetto flamenco. Ma sono le voci che brillano più luminose, piene di sensualità, morbide, occasionalmente eteree, balzando fuori dalle loro strutture. Anche se non capite una parola a causa del dialetto, le sensibilità, il "feeling" vi attraverserà".

Saudia Aramco World

"Poeti Arabi Di Sicilia is the third recording I have received by composer/musician Bob Salmieri and his ensemble, Milagro Acustico and like the other two recordings, this one is also an enjoyable listen. Salmieri delves into various Mediterranean musical traditions, often dating back to the Middle Ages and incorporating Silk Road traditions as well. Poeti Arabi brings in an array of musicians representing various cultures and performing on acoustic instruments ranging from familiar to exotic. Then all of this is topped of with gorgeous female and male vocals. On their previous recording, Rubaiyyat of Omar Khayyam, mystic Persian poetry along with a weave of Oriental music was highlighted. This time around, Salmieri focuses on Arabic poetry of Medieval Sicily from a time of the horrific Crusades and a period of uncertainty because one never knew when their homeland would be invaded or when they would be sent off to war.

Set amongst a tapestry of baglama, mandolino, tambur, ney, kaval, tambour, darbuka and Western instruments, the poetry represented doesn't speak of the glories of war. It would seem that these Arabic poets had enough of war and conquering. The lyrics to Walls of Silence would support that sentiment. "We are the sons of the frontier Those who smile if war shows a dark face. Our sons feed on milk flowing from the cut throats, reared in the arms of battle." Many of other poems speak of lost love, suffering and sadness. They speak of a Godless place or at least loveless, where battles are fought and people cry for their lost youth. Well, fast forward to the modern age, we know there is a God, and yet, bloody battles rage on in different parts of the world indifferent to love.

Salmieri refers to diplomacy in the press notes and this is in fact, a recording sporting diplomacy why else would an Italian musician composer bring out Arab poetry from a time when the Arabs invaded and ruled over Sicily (827-1091) if not for diplomacy? It's not as if poets and musicians support the mass consciousness of their times. Given their sensitivity to suffering of others, it's not an irony that they would express anti-war sentiments in their work (at least I interpret this poetry as such). Often you will find dissension among the ruling society because deep down we do wish to live in harmony with each other. According to Salmieri, "In that period, religion was used as the pretext since any one who was "different" was seen as a "threat" (not much has changed there), was a frontal attack and of course, war. Fortunately for us, people like Federico II di Svevia, demonstrated how powerful diplomacy can be."

Numerous Mediterranean musicians appear here and you will hear a bit of Arabic flamenco, some Silk Road sounds and Arabic flute and percussion. Track 5, Schuivu D'Amuri features stunning soprano and alto vocals by Francesca Brilli and Simona Ferriera with additional flamenco vocals by Fabio dell'Armi. It's an exceptional song on an absolutely gorgeous recording that marries contemporary with Medieval music, features Arab poetry and acoustic instruments. It is European world music at its best with lots of heart, soul and passion. A truly meaningful experience."

Cranky Crow World Music

"The latest album of Milagro Acustico, a multicultural ensemble from Italy around Bob Salmieri. Over fifteen musicians are involved in this colourful piece of work, with various male and female singers and a variety of only acoustic instruments, like guitar, baglama, mandolino, tambur, ney, kaval, tamburi a cornice and darbuka. Inspiration was found in the poetic legacy of the Poeti Arabi di Sicilia (827-1091). The poems refer to their love for Sicily, its people, nature and the earth.

These ancient texts, from classic poets like Ibn Hamdis, are given a musical treatment which combines traditional and more contemporary influences. Arabic, mediterranean and medieval music play an important role, but there are also jazzy and poppy elements. The songs make an organic, spontaneous impression, as if the musicans are jamming on a village square untill the sun goes down. I especially like the pieces with female vocals, like 'Luci di lu iurnu'. It's a pleasant summer album with a warm atmosphere."

Funprox webzine

Rubáiyyát of Omar Khayyám

Last year, I chose Rubáiyyát of Omar Khayyam as one of my 10 favorite recordings for 2004, and noted that the cover design had to be my favorite for the year. Now that Milagro Acustico has two recordings released on major labels, I hope their work will not fall into obscurity. It is exciting to know that they are hard at work on their next project, and I, for one, am looking forward to its completion. I highly recommend their releases, and recommend keeping a steady eye (and ear) out for future ones.

Gypsy Flores - POPMATTERS:COM (USA)

The Italian lead singer Fransesca Suriano Brilli has a lovely voice and sings mostly in a melancholic style, beautifully reflecting the background of the music. The Near Eastern music styles prevail on the album, most distinctive through melancholic chants and Eastern percussion. Music that might not be that accessible to friends of European music, but undoubtedly impressive and moving.

Michael Moll - FOLKWORLD (Germany)

…It has that edgy, modern Italian Opera feel that you sometimes hear on Cirque du Soleil soundtracks. Once again the santur takes center stage as well as lively percussion. The voice of Fabio Dell’Armi and Francesca Brilli’s sweet voice makes it a very memorable song. The music of Rubaiyyat of Omar Khayyam is the remarkable creation of World music composer Bob Salmieri. Combining the Sicilian and Persian cultures, he has made an album of unique beauty that defies description into a common genre. Along with thirteen other musicians and vocalists the music entertains as well as reminds us that not everything that comes from the Middle East is, was, or will be evil. I truly enjoyed listening to this music.

RJLannan - NEWAGEREPORT.com (USA)

…I especially enjoyed vocals by Francesca Suriano Brilli, Simona Ferreira and others. Salmieri is one of my favorite modern composers mixing world music with other genres. He possesses a vast imagination and I enjoy the spiritual overtones of his compositions.

Patty-Lynne Herlevi - WORLDMUSICCENTRAL (USA)

… "The Rubaiyyat of Omar Khayyam" is a meditative, dreamlike journey to a mythical place where cultures merge in peace. Perhaps a dream of what is possible?

JC Tripp - MUNDOVIBES (USA)

Music that transcends cultures (effectively) is rare. A simple, yet beautiful, mix of musical stylings from Italy. I would recommend headphones, at least for the first round, but no matter how you choose to listen to it, be sure to establish an environment that provides no interruptions. This gets a HIGHLY RECOMMENDED, & we hope to hear more from the group in the near future.

RotcodZzaj - Zzaj Productions (USA)

…This is a stunningly beautiful record at times, as befits the poetry, one which doesn't put any performer above any other, but utilizes the qualities and talents of the whole ensemble to create jewel-like settings. It's a reminder, not only of how lovely the words of the text are, but also that the music of the Mediterranean can contain crystalline melancholy as well as sunny vibrancy.

Chris Nickson - AllMusicGuide

…I suoni ondeggiano perciò tra una calma quasi trance e decise aperture in odore di etnojazz. L’equilibrio tra le parti non viene però mai meno e Milagro Acustico dimostra di superare la prova.

Blow Up (Italy)

The silk road featured on Milagro Acustico's latest recording, Rubaiyyat of Omar Khayyam acts more like a magic carpet ride than the famous trade route. The music on this CD can also be compared to an oriental rug that weaves strands of musical stories, in this case, Milagro Acustico founder and composer, Salmieri integrates Mediterranean, Middle Eastern, Indonesian and Magrebin cultures, (hence the Silk Road) in style dubbed "World Chamber Music." And the music here lives up to its intriguing description. It's truly cutting edge and acoustic.

Patty-Lynne Herlevi - Cranky Crow World Music (USA)

Another fantastic release by the adventurous group Milagro Acustico. This CD is set to poetry by Omar Khayyam - a Persian poet from the 11th century. The music weaves beautifully the various moods set by the poems. An enchanting release!

Zook Beat (USA)

…Melancholy in mood the music reveals influences from the Mediterranean and the Middle East. …lending the music an early music or chamber-folk character. The vocals are predominately in Sicilian, translated from the original Persian text.

CDRoots (USA)

…I have had some rum albums to review in my time, but this one perhaps is the most unusual to date. The instruments run the gamut, and the sound is (loosely) perhaps best described as "avant garde jazz".Methinks it will be a year or two before I get such an unusual album for review again.

Dai Woosman - FolkWorld (UK)

…this beautiful release is follow up to another concept project ‘I Storie O Cafe Di Lu Furestiero’. here the Mediterranean pools its musical influences and heritage to provide an enchanting setting for these graceful poems. Gorgeous.

Graham Radley - Netrhythms (UK)

Een nieuwe cd met muziek geïnspireerd door de kwatrijnen van Khayyám, vertaald uit het Perzisch in Siciliaans dialect door Bob Salmieri. De cd wordt in juli 2004 uitgebracht op het label Hearts of Space. Milagro Acustico omschrijft zichzelf als 'Mediterranean Ensemble Music' en maakt gebruikt van traditionele instrumenten uit het Middellandse Zeegebied en uit Perzië.

Omarkhayyamnederland.com

. A plethora of instruments including guitar, piano, trumpet, santoor, bass, sax, flute, mandolin, udu, and various other percussion instruments. The overall music contains Mediterranean and Middle Eastern infusions. A very accessible album for the world music listener!

P.E.Kirman - Insideworldmusic.com

…Salmieri’s efforts are listeners’ rewards.

Rubáiyyát of Omar Khayyám is seductive and compelling.

www.newageretailer.com

…Conclusie: vult u hier maar dat spreekwoord in met de woorden "grote boog" en "omheen lopen".

Bas Ickenroth - KINDAMUZIK (Holland)

…The music Milagro Acustico on this album is rather moody and melancholic. It's varied, accessible melodic world music, with of course the necessary ancient Arabic influences mixed with more contemporary and western elements.

FUNPROX.COM (The Netherlands)


I Storie ò Cafè di lu Furestiero

…Clever, fiery, moody and highly appealing. "I Storie ‘o Cafè di lu Furestiero" offers an exceptionally cohesive and seductive atmosphere that demands attentions. I’ll often listen to a hundred or so albums before catching one such as this. It’s well worth the wait.

Richard Dorsett - SING OUT! Vol.47 n. 1 Spring 2003 (USA)

…Milagro Acustico recuperates the immigrant saga. Indeed, that is one of the project's core assertions, really, along with a sure demonstration that a panoply of voices from many different lands can combine accents in an infinitely textured polyphonic statement whose penetrating effect beckons, testifies, saddens, provokes and lingers.

Michael Stone - ROOTSWORLD.COM (USA)

…Milagro Acustico also creates a rich tapestry of exoticism and stunning music. The overall effect presents a dream-like quality that conjures up gypsies and other nomads sharing slices of their lives and then moving on to the next adventureThis ambitious Italian CD embellishes a collection of music that includes jazz, classical and world.

PLH - CRANKY CROW WORLD MUSIC (USA)

…I Storie ò Cafè Di Lu Furestiero is a cohesive work that flows from beginning to end. We follow the musical stories the same way we would follow a great conversation or be captivated by a good book -- with interest, a little surprise, and with enough intrigue that we hope that this "good read" won't end too soon so that we can savor each tale.

Gypsy Flores - POPMATTERS.COM (USA)

... the music on this CD will make th' PERFECT accompaniement! World-music artists from (where else) the world over have joined forces to perform exciting pieces that will help you (easily) become caught up in a tangled web of gypsy dances, acoustic folk tunes & dreams that couldn't be topped by th' finest/richest Lebanese red. Shades of the mid-east influence the musical style(s), as you might expect. This would make a genuinely nice gift for someone wanting to re-enact Ali Baba's adventures. It gets a HIGHLY RECOMMENDED from us.

Rotcod Zzaj - Zzaj PRODUCTIONS (USA)

…Interesting concept, based around the tales of travelers in an imaginairy Sicilian cafe. The music, a mix of Mediterranean cultures, works well, with some light touches of jazz here and there. Leader Bob Salmieri has plenty of talent as a composer, although this seems more like a beginning than an end in itself.

GLOBALVILLAGEIDIOT.NET

…The premise of the recording is that each composition is in effect a setting for the telling of a story. The seductive atmosphere is infused with the contributions of guests Pape Kanoute, Jamal Ouassini and Nour-Eddine, among others. Milagro Acustico, based in Rome, uses a variety of traditional and ethnic instruments, as well as electronic media, to create a sound that epitomizes the characteristic Tinder blending of cultures and influences.

AFRICAMUSIC.COM

…What we hear on the CD is a representation of some of the conversations overheard. This CD is delightful to me now as it was when I heard it over two years ago. Sung mostly in Italian, this CD is a stew of sounds with spices from all over the world... and the great news is that it is now available to all the world!

Jason J. Hall - WIDR WORLD (USA)

…This is without a doubt the most interesting project I have heard so far this year.

Though this album has some fine moments, it never quite hits on all four cylinders and really does not suit my fancy. However, the work spearheaded by Italian composer and sax player Bob Salmieri is a bold exploration that places me into his brave new world of creative and artistic freedom. And that alone deserves kudos.

Michael Debbage - WIND AND WIRE.COM (USA)

…Led by Bob Salmieri, the musical travelers of Milagro Acustico take a magical rest stop in a fantasy café.

The cool exoticism of I Storie ò Cafè DI lu Furestiero is painted on the airwaves with voice, trumpet, mandolin, conga, darbuka, sax, kora, violin, djambe and more! I find Milagro Acustico's rootsy-yet-artsy brand of world music is invigorating, expertly-performed and just plain lovely. A zesty balance of sophistication and fun!

AMBIENTRANCE.COM (USA)

…Milagro Acustico, "I Storie o café di lu Furestiero" (Tinder). The Roman group, led by Sicilian saxophonist Bob Salmieri, is joined by African musicians Pape Kanouté, Nour-Eddine and others in an imagined evening in a Sicilian cafe. And for once, the fusion of genres actually works, with Italian melodies, African rhythms, Middle Eastern modes and a touch of Miles Davis-like trumpet blending into a compelling tapestry of boundary-less music.

Don Heckman - LOS ANGELES TIMES 13 dec 2002

…All in all, there's a languid beauty to this, and given its overall sense of being an oasis, it obviously succeeds in what it was trying to do. It will be interesting to see what Milagro Acustico will come up with next time and how well they might work outside a concept."

Chris Nickson - ALLMUSICGUIDE(USA)

"The music is set in an imaginary border cafe in Sicily where immigrants, emigrants, travellers and pilgrims pass through on their journeys. With guest musicians Nour Eddine, Pape Kanoute and others, the music generates an amazing 'sense of place' and visual imagery."

Nick Webb - AMBIENT MUSIC (England)

The overall style of the album is very smooth, jazz lounge-y. It is the kind of mood music that you put on when all that you want to do is curl up in a blanket, sit down in a cozy chair, sip a hot drink, and just relax.

Peter Way - THE WORLDLYMAG.COM

Musikken er hovedsagelig baseret pà akkustike instrumenter. Heraf er mange karakteristike repraesentater for de forskellinge musikalske udtryk, der indgàr som elementerne i denne gode musikalske samtale. Musikken vinder med tiden, ligesom risultaten af en god samtale forst viser sig efterfolgende i handling.

Omar Ingerslev - DJAMBE REVIEW N. 37 (Danmark)

…This explains the dark shadows and captivating spirits that arise within this 51 minute cd. Indeed, the tracks are as individual as individuals, as nations, walking musically, often instrumentally, as only specific personalities can develop.

This cd can't be recommended enough. It fills a void, a gap that is impossible to describe, but which has always been there in the World."

Ben Ohmart - MUSIC DISC.COM

…The stories are fascinating; the music is seductive. An array of instruments from clarinet to darbuka, kora, and grand piano animate tunes that draw on Mediterranean music both ancient and recent, from Ceuta to Istanbul and beyond. Let Milagro Acustico put you through some stylistic changes with "Tessekkur Arkadas," then sample the sensual atmosphere of "A Storia i mi Patri." A concept album that works.

PVV - BILLBOARD.COM (USA)

…An unusual recording as it gathers many musical flavors of the world set to Sicilian lyrics. From the Philippines, Egypt, Senegal, Colombia, Morocco, and Bangladesh many artists gathered to produce this eclectic release that has some very interesting mixes.

RHYTHMIC FUSION

…We follow the musical stories the same way we would follow a great conversation or be captivated by a good book--with interest, a little surprise, and with enough intrigue to hope that it won't end too soon so that we can savor each tale."

Gypsy Flores - KUSP RADIO SANTA CRUZ (USA)

…Fans of Mediterranean folk, jazz and classical music should acquire the latest effort from Milagro Acustico.

Matthew J. Forss - INSIDE WORLD MUSIC.COM

…It's a surprisingly well-crafted and intriguingly narrated affair, which constantly pushes the envelope of atmospheric crossover World Music.

Salmieri succeeds in capturing the lush and comforting feel of a quiet night out with friends, in some faraway place, and in making it matter. I Storie ó Café di lu Furestiero is an album of background music that's actually worth stopping up and listening to -- a grand and impressive feat.

Stein Haukland - INK19.COM

…Dat er musici zijn die zich hier tegen verzetten is goed en kan dan ook alleen maar aangemoedigd worden.

Bas van Heur - KINDAMUZIK.COM (NETHERLANDS)

A wide range of artists lent their talents to the making of this disc—and the variety of their backgrounds and musical influences makes for a unique and exciting compilation!..

ALLEGRO MUSIC (USA)

…In short, I Storie à Café di lu Furestiero isn't so much music to be listened to as music to go daydreaming by. It's suggestive, amorphously open-ended - different stories and viewpoints meeting in the span of an hour in a fictitious place "somewhere in Europe". You image the sounds of clanking silverware, the gurgling of emptying bottles, the smells of spices while total strangers become momentary friends. Not at all a bad recipe to spend a relaxing hour with!

SIXMOON.COM

… un interesse che ci ha immediatamente catturato sin dalle prime note e che pian piano, come per incanto, ci ha fatto viaggiare trasportandoci in luoghi dal calore mediterraneo. Le atmosfere quasi oniriche di ognuno degli 11 brani presenti in questo album sono caratterizzati da uno squisito sapore orientale miscelato al gusto tribale e contornato da una sonorità globale del tutto moderna e cristallina. Davvero un’ottima ricetta per un prodotto musicale che coinvolge diverse culture e che ha il potere di regalare all’ascoltatore una calda sensazione di benessere riempiendo l’anima di calma e serenità.

….Abbiamo ritenuto molto originale l’idea di base, le composizioni, e gli arrangiamenti i quali sono caratterizzati, tra l’altro, da ottime performances eseguite dai tanti musicisti che hanno partecipato alla realizzazione di questo interessante progetto. Degni di nota sono tutti i disegni ritmici eseguiti dalle percussioni, l’uso ponderato degli strumenti a fiato suonati in stile estremo-orientale e quei pochi interventi di pianoforte che mischiati al sound orientale regalano sensazioni musicali tutte da gustare ad occhi chiusi. I Milagro Acustico raggiungono pienamente lo scopo di portare l’ascoltatore nell’atmosfera onirica di quel "Cafè" ed inoltre trasportano lo spirito dello stesso ascoltatore in una dimensione quasi mistica e priva di tempo, molto vicina a quella dei sogni, i bei sogni…

Michele Antoniou - CUBASE MAGAZINE N. 54 (Italy)

This journey is one of rich instrumental passages, sensual vocals and occasional spoken word interludes, and by the time you reach the concluding track (which signifies the closing of the café for the evening), thoughts of how enjoyable the visit has been are at the forefront of your mind.

Tom Orr - GLOBAL RHYTHM (USA)

All in all, there's a languid beauty to this, and given its overall sense of being an oasis, it obviously succeeds in what it was trying to do...

MUSICSTACK.COM (CANADA)

Gosh, this proved a difficult album to review. This is a very unusual album. And, you really do have to applaud Bob Salmieri for at least trying something DIFFERENT. ..

Day Woosnam - FOLKWORLD (England)

An album which is absolutely recommended! Try it if you have an interest in world music or exotic sounds, but also if you can appreciate the more eastern sounding work of Dead Can Dance, Sarband, GOR or Ataraxia. I hope to be in the neighbourhood of the cafe one day, I will certainly pay a visit, though I'm not sure if my own tales are as colourful.

HD - FUNPROX.COM (Netherlands)

…Through the narrative voices heard on "I Storie ò cafe di lu furestiero" and its multifarious instrumentation one gets a sense of what it's like to live on the margins, where nothing is defined. It's a story that's revealed in as many layers as there are immigrant experiences.

JC Tripp - MUNDOVIBES (USA)

Im imaginaren sizilianeschen Cafè treffen sich Auslander aus Afrika, Asien, der Turkey und arabischen Welt und tragen so zur Vielfalt der sizilianesken kultur bei. Auf diesen Uberlegungen basierend entstand eine meist inspirierte, ausschlieBlich mit akustischen instrumenten gespielte Weltmusim-fusion.

FOLKER! (Germany)


                 

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Siqiliah
Terra d'Islam

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I storie o cafè di
lu furestiero novo

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Poeti arabi di Sicilia

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Rubáiyyát of
Omar Khayyám

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Onirico