RASSEGNA STAMPA
"I Nidi d'Arac con Tarantulae mettono a punto un lavoro
partendo ancora dalla tradizione della loro terra per poi elaborare con la consapevolezza
del presente, una realtà che si muove al ritmo della tecnologia e delle influenze più
impensate. Niente di strano allora accorgersi che nelle loro canzoni possono coesistere la
magia della pizzica tarantata, perfettamente ripercorsa velocemente, con suoni
sintetizzati, groove drum'n'bass e trip-hop. Il percorso dei Nidi, lungi dall'essere
blasfemo, presta grande attenzione al rispetto della radizione che si può infatti
cogliere in tutta la sua multicromaticità, nonostante l'imperversare dell'elettronica. la
scelta del titolo, del resto, la dice lunga sul legame che esiste tra antico e
moderno"
Roberto Caselli "JAM"
"I Nidi d'Arac oggi, in Italia, rappresentano al meglio i contenuti
di quel genere che si va affermando come concreta realtà musicale, all'insegna della
ricerca, della tradizione popolare e della sperimentazione: l'etno-techno. Nonostante sia
una band giovane e di recente formazione in pochi anni ha conquistato critica e pubblico
con un sound aggressivo e appassionato dove antichi ritmi si affacciano tecnologicamente
al nuovo millennio..."
"Kult"
"Sicuramente i Nidi d'Arac sono una delle promesse dell'underground
italiano. Termine riduttivo forse per una band che fa della multiformità il proprio
marchio..."
Andrea Stracchi - "Ciao 2001"
"Da anni i techno-aracnidi inseguono il sogno di rendere la musica
popolare più fruibile e attuale - e nel loro caso - fondere la "pizzica"
salentina con ritmi iper-tecnologici, pur lasciando alla poesia del testo (anche
tradizionale) la musicalità del dialetto salentino..."
Giuseppe Palazzolo - "L'isola che non c'era"
"I Nidi d'Arac, "figli" spuri dell'etnomusicologia di De
Martino, propongono canzoni in cui convivono bene i suoni del Salento e le modernità
techno-jungle e drum'n'bass. Ronde Noe, seconda prova dopo Mmacarie,
ripropone il morso del ragno, mito ancestrale nella "terra del rimorso", ed
esalta il potere terapeutico della musica. Canti tradizionali, campioni elettronici, bei
timbri di fiati e violino..."
Federico Scoppio - "Musikbox"
"...Ronde Noe è un bel risultato di contaminazione, che lancia a
tutti i gruppi di questa corrente musicale un messaggio preciso: più forti sono i legami
veri, lineari, vissuti con le proprie origini e più ci si può permettere di lavorarci
sopra per costruire qualcosa di diverso, provocatorio, rivoluzionario ma
credibile..."
Enrico Lucchesi - "Folk Bullettin"
"Partecipare alla colonna sonora di Figli di Annibale di Davide
Ferrario ha dato ai Nidi d'Arac la possibilità di farsi conoscere a livello di massa, e
viste le loro notevoli capacità non è troppo ottimistico sperare in consensi ben
superiori a quelli che normalmente gratificano le band all'esordio una musica ricchissima
e originale che unisce mondi e modi diversi: ritmi che spaziano dal narcotico al
frenetico, dub e suoni mediterranei, tradizioni e modernità, tarantelle e tammuriate
suonate con strumenti tradizionali e campionatore"
Luca Trambusto - "Mucchio Selvaggio"
"Altra musica roots del futuro da un etichetta preferitaNidi d'Arac
esplorano un crossover tra le musiche tradizionali del Sud e le nuove tendenze musicali
come dub, reggae, rap e techno tarantamuffin? sicuramente qualcosa di buono sta accadendo
in Italia.."
Ian Anderson - "FolkRoots"
"...una musica quasi mistica dove l'ipnosi degli strumenti acustici
(violino, tamburello, fisarmonica, flauto, mandolino) incontra quello sintetico dei
campionatori, producendo sonorità neotribali, spesso legate alla musica popolare
salentina."
"Il Quotidiano" |