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" …Coexist, lo dice la parola stessa e’ un disco tranculturale e transcontinentale, perennemente in bilico, assolutamente spirituale. Dentro c’e tutto quello che spera di ascoltare chi e’ pronto a saper gustare le spezie del Marocco, le cerimonie tribali e rituali Gnawa e Gahjuka di ascendenza Sufi, le programmazioni e i loop digitali, sradicati dai propri contesti, spogliati dei loro abiti orioginali e rivestiti con ritmi impuri: spaccati di mondo, scintille di musica tout- court…Uno schiaffo in faccia alle tante meteore delle nuove frontiere sonore, un segnale di elegante espressione."

Federico Scoppio – "Jam"

"Eccolo, il Marocco: credevate fosse lontano, dall’altra sponda del Mediterraneo, assolato, inafferabile, per taluni incomprensibile. Invece e’ tra di noi, insieme al flusso secolare e inarrestabile della sua musica…Nour Eddine ricongiunge le sue alle nostre radici, come un viaggiatore del tempo, e riavvolge il nastro della memoria arricchendolo di nuove e assortite malie… Al centro c ’e’ un’idea bella, forte e istintiva di trance, fra ritmi battenti e intrusioni jazz, sviluppi armonici creativi, la voce spericolata di Nour Eddine, che s’apre richiamandola, alla dimensione corale e la serena convivenza, tra strumenti a corda, fiati, percussioni , e ammennicoli tecnologici usati con discrezione."

Flavio Brighenti – " Musica" di Repubblica

" Suoni e movimenti di un mediterraneo in continua evoluzione: Nour eddine sa sovrastare il canto fatto d'echi per librarsi verso sonoritą sinuose, significanti di un coro fatto dalla gente, da una cultura che si distingue senza mezzi termini. Nel rispetto di un sud cercato e escludendo barriere ideologiche, va oltre la propria tradizione per immettersi in quella italiana, regalando una sospesa Notte in Calabria ed un colore disincantato fatto di brani come 2002 o Meet in Trance. Queste proposte di etnie filtrate attraverso la contaminazione non fanno che accrescere la voglia di conoscere e di spaziare oltre ogni sud. "

Marco Ranaldi – "Alias"  del Manifesto

"The songs are mostly ritually inspired, and the astute use of reverb not only fills out the sound but creates a haunted air just right for the remote setting being evoked. "Zri-Zrat", an album which is both well meaning and well judget".

Richard Lim - "Folk Roots"

"Almeno 1200 persone alla serata in onore della leggenda vivente della musica berbera, Nour-Eddine....."

"Il Messaggero"

"Sono i nuovi orizzonti musicali, al di lą del genere e di una possibile etichetta. Con uno stile che assapora i ritmi sudamericani, nordafricani, napoletani e che comprende il colore del jazz. Una mescolanza di suoni, reinventata da Nour-Eddine nell'ultimo appuntamento del folk festival dell'Onirica. [...] Un'esecuzione che non solo riproduce la tradizione, ma attraverso buone improvvisazioni combina miscele di diverso carattere culturale..."

"Gazzetta di Parma"

"Zri-Zrat: ecco sfilare come perle di una collana dodici magnifiche canzoni, che in gran parte riprendono temi religiosi. La bella voce di Nour-Eddine e le sonoritą degli antichi strumenti danno all'album un fascino che va ben al di lą del suo valore documentario".

Roberto Parmeggiani - "Famiglia Cristiana"

"In quel minuscolo mondo del deserto del Marocco c'č perņ tanta musica, vita di un luogo diventato ormai di culto, dove da sempre le tribł dei musicisti Jajouka si incontrano con i maestri del sud della Spagna. Una fusione di culture e di vite che dą origine ad una sonoritą arabo-berbera-andalusa di una sensibilitą profondissima. Ed č in questa situazione fortemente spirituale che la musica di Nour-Eddine (cantante, musicista e coreografo) nasce e riproduce con fedeltą la profonditą dell'anima berbera e di tutte le sfumature che l'avvolgono"

Cristiana Pumpo - "La Stampa"

"Dai rituali di trance alla espressione di una nostalgia che č sentimento universale, dalla celebrazione del viaggio del profeta al gnawa, blues del deserto in cui si incontrano le culture araba, berbera e africana...La strada percorsa da Nour-Eddine ci coinvolge in profonditą, intensa e magica. Zri Zrat, un CD vero e vivo dalla prima nota all'ultima"

Prafulla - "Re Nudo"

"…musicisti ben attenti al rigore dei suoni, delle voci, degli strumenti: impermeabili alle minacce dell'occidente, ecco un lavoro severo, verace che rifugge le contaminazioni dall'esterno"

"Jam"

"Musicista e cantante. La sua voce nitida e invadente, compie piccole e incantevoli acrobazie sul canovaccio musicale berbero, ritmato dalle imponenti percussioni e arricchito dai suoni del liuto, del violino e della ghaita...."

Koblan B. Amissah - "Gazzetta del Mondo"

"Musicista, cantante e coreografo, Nour Eddine, accompagnato dal suo gruppo propone musiche e canti tradizionali del Marocco ma anche sonoritą pił moderne, appartenenti al Nord-Africa. Il concerto č sottolineato da antiche danze berbere e andaluse...."

Sandra Cesarale - "Corriere della Sera"

".....E' difficile segnalare un brano in particolare in un album che si segnala soprattutto per il fascino del suo insieme..."

Paolo Giovanazzi - "Etnica e World Music"


                 

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Gnāwa & Jahjūka Trance

Zri Zrat