Nelle ultime settimane il bhangra e il nome
di Panjabi MC sono diventati come si dice
"lultima moda": come troppo spesso succede, trionfano comodamente
lattualità e la cronaca.
Noi, che, da sempre, preferiamo lesercizio della memoria, abbiamo invece una storia
da raccontarvi una storia che chi ci segue con un po di attenzione dovrebbe
conoscere già
ma poi, fra assenti, distratti, conformisti e ultimi arrivati, ci
sono tutti gli altri
Dunque, la nostra storia comincia più di cinque (sì, avete letto bene, cinque!) anni fa,
quando grazie allincontro con la Nachural Records abbiamo avuto la
fortuna e il piacere di scoprire la contagiosa vitalità della musica bhangra, un genere
fino a quel momento praticamente sconosciuto, almeno nellEuropa continentale, dove
peraltro alcuni artisti della poliedrica scena anglo-indiana cominciavano a riscuotere i
primi consensi.
Insomma: una musica meticcia, immediata, trascinante e comunicativa,
frutto di unibridazione culturale e di una sintesi stilistica riuscite, un universo
sonoro ricchissimo, diversificato e, in qualche modo, "vergine", che ci hanno
subito convinti e conquistati. Al punto da far uscire immediatamente nel 1998
una compilation intitolata The time is bhangra, nella quale, accanto
a diversi altri artisti, faceva la sua prima apparizione italiana e con diversi
brani proprio Panjabi MC, che dal primo momento ci è sembrato, se
non il più bravo di tutti, almeno il più interessante e potenzialmente
"vincente", anche da un punto di vista commerciale.
La facciamo breve. Risultati? "Di nicchia", come dicono gli esperti: qualche
distratta recensione, vendite discrete (il disco, comunque, oggi è esaurito), ma non
certo un travolgente consenso e successo planetario.
Eppure, ci abbiamo creduto ancora. E così, alla fine dellanno successivo (il 1999),
quando si è trattato di creare la track list per la nostra compilation
ufficiale quella alla quale è tradizionalmente affidato il compito di
rappresentare limmagine complessiva, i bilanci e le prospettive della Compagnia
per lunico inedito presente nel doppio CD si è scelto proprio un brano di Panjabi
MC: anzi, guarda caso, esattamente quel "Mundian to bach ke" che oggi
è diventato un simpatico tormentone.
E anche qui, poche reazioni.
Da questo punto in poi, la nostra perseveranza può cominciare ad apparire diabolica.
Nel 2000 non solo abbiamo inserito un altro brano di Panjabi MC
("Jaat ho giya sharabee") in unaltra compilation, intitolata Radici,
realizzata insieme a Transfair Italia e incentrata sul tema del commercio equo e solidale,
ma abbiamo fornito al Gruppo RCS tutti i materiali per una nuova raccolta monografica
dedicata al bhangra, da inserire allinterno della collana "Musiche dal
mondo" (migliaia di copie in vendita in edicola, e manco a dirlo sempre
Panjabi MC fra i protagonisti, con "Raat da na bole" e
"Yaaro kolon sik").
Nel 2001, ancora una compilation da realizzare, e ancora Panjabi MC
fra gli "eletti": nel CD Zone. Suoni e geografie del mondo (venduto
insieme allomonima rivista), per rappresentare latmosfera della Brixton Tube
di Londra scegliamo lennesimo inedito: "Challa part 2".
Ma non basta. Lanno dopo, Claude Challe e Ravin del Buddha Bar ci onorano con la
richiesta di inserire brani di nostri artisti nel quarto volume della loro già
leggendaria serie di compilation; noi da veri fissati scegliamo
ancora una volta (insieme ai più famosi Agricantus) Panjabi MC,
e ancora una volta "Mundian to bach ke". Da questo momento evidentemente,
solo da questo scatta qualcosa.
Buddha Bar IV ha il consueto successo e diventa, anzitutto per i dj e poi anche per
il pubblico, il solito aggiornato breviario delle tendenze: il brano esce dalla sua dorata
nicchia di genere, passa nei circuiti dance, viene a sua volta remixato da nomi
famosi e, a partire dalla Germania, esplode come singolo nelle top 10 di tutta Europa.
Il resto, come dicevamo, è cronaca, anche italiana da Radio DeeJay al Festival di
Sanremo, passando per il primo posto in classifica.
Finalmente, diciamo noi, che, a partire da quella lontana e felice intuizione, ci abbiamo
sempre creduto, nonostante tutto. Anche perché continuiamo a credere che larte
autentica sia comunque sempre un po inattuale, fuori dal (suo) tempo. Proprio come
le intuizioni.
E ora?
Ora, se guardate lassù, in alto a destra nella pagina, troverete una novità da fissare
bene in mente.
È la copertina del primo album interamente a nome di Panjabi MC che esce
in Italia sempre per la Compagnia. Oltre a "Mundian to bach ke", che dà
il nome allintero lavoro, contiene altri nove brani contagiosi, in puro stile
bhangra, che rappresentano lennesima testimonianza della grande creatività
dellartista anglo-indiano e sono per noi la logica prosecuzione di un percorso
iniziato tanto tempo fa.
Non vi diciamo altro. Un po di segreto non guasta. E poi, non vogliamo rovinarvi la
sorpresa.
Cercate bene. Sarà quel che si dice una "bella scoperta". |
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