Il progetto si ispira alle quartine di Omar Khayyam,
scienziato e poeta persiano vissuto fra lXI e il XII secolo. La realizzazione di
questo CD ha richiesto un periodo di lavoro di due anni e mezzo circa. La traduzione dei
testi in siciliano, la cui musicalità e immediatezza, si presta perfettamente ai
melanconici versi di Omar, è avvenuta direttamente dal persiano grazie alla
collaborazione della scrittrice siciliana Daniela Gambino e dei cantanti Iraniani Maryam
Borhani e Javad Ghaffari. Per due canzoni abbiamo mantenuto la lingua originale mentre in
altre due canzoni sono presenti i versi di Omar rintracciati casualmente in alcune antiche
ballate flamenco.
Omar Khayyam è nato a Nishapur in Persia nel 1040 circa. Visse nel
periodo di maggior splendore dellIslam. Arte, cultura, medicina, scienza e filosofia
vivono in questo periodo la stagione più florida lasciando testimonianze ancora tangibili
nelle terre e nei popoli del bacino del Mediterraneo. E anche il periodo di maggior
espansione, di rivalsa contro lOccidente, di fanatismo religioso che genera per la
prima volta nella storia, il fenomeno del terrorismo attraverso la setta degli Ashishiyyin
(Assassini). Il fondatore di questa setta, Hasan Sabbah, (il Vecchio della montagna) fu in
gioventù amico fraterno di Omar e sono numerose le leggende che li vedono protagonisti
insieme al vizir Nizam al Molk. Il nome Khayyam era conosciuto fino al 1800 in solo ambito
scientifico in quanto apprezzato matematico, astronomo e scienziato mentre la sua scoperta
come poeta si deve nella seconda metà dellottocento allinglese Edward
FitzGerald, che traduce un manoscritto delle quartine trovato casualmente nella biblioteca
di Oxford dallorientalista E.B. Cowell. Viene pubblicata una prima edizione delle
Rubaiyyat nel 1870 dando vita ad una controversia sul significato delle quartine ancora
viva.
La cultura occidentale, spesso, non lascia molto spazio alle culture
degli altri popoli specie se provengono da terre di forti contraddizioni come il
Medioriente. La Grazia o più semplicemente lumanità di cui sono pervase le rime di
Khayyam di Rumi, di Hafiz, di Al-Hallaj, ci mostrano un mondo completamente diverso da
quello che ci viene presentato ogni giorno dai media e sono parole che si accostano a
quelle dei grandi poeti e filosofi della tradizione.