Fabrizio
de Rossi Re
è uno dei compositori più interessanti e fertili delluniverso della musica colta
contemporanea. Influenzato dagli incontri con Umberto Cesari, Sylvano Bussotti; Salvatore
Sciarrino e Luciano Berio, ha sviluppato la sua iniziale formazione di stampo classico
verso percorsi stilisticamente multiformi, sempre in equilibrio tra una comunicazione
diretta e aperta e leredità linguistica delle avanguardie storiche, dando vita ad
una produzione davvero vasta e diversificata: opere di teatro musicale, composizioni per ensemble orchestrali e corali antichi e moderni,
nonché per la radio e per la danza. Eppure, nonostante una carriera già lunga e tutta
allinsegna delleclettismo di alto livello, lesperienza senza
rete e senza confini di SoloPiano è stata, per de Rossi Re, una novità emozionante, con il
sapore della sfida e dellesordio o quasi. In linea con le scelte ideologiche
del progetto Solo, il previsto della composizione pura ha lasciato
largo spazio allimprevisto dellimprovvisazione e degli estri
dellesecuzione in diretta, senza mai rinunciare ad una comunicazione
a banda larga, e dunque senza cadere negli equivoci della sperimentazione fine
a se stessa.
Tutto
questo avviene, anzitutto, grazie al talento e alla sensibilità innati di de Rossi Re,
che riesce a concatenare intuizioni sempre felici in un flusso ininterrotto di emozioni, e
poi grazie a precise scelte estetiche e sonore: linserimento, per i temi più
cantabili, di una vocalità molto particolare e della melodica (costanti richiami
alloriginarietà della phoné e
del flatus vocis), lapproccio disinvolto alla forma canzone e
luso della reminiscenza come attitudine sentimentale alla citazione (siamo dunque
lontani dal pastiche post-moderno), come strumento compositivo per attingere con
rara spontaneità alla tradizione (dallOttocento di Chopin e Schumann a quello
operistico, da Satie e Debussy al Jarrett solista). Un gioco che oggi riesce
davvero a pochi: il miglior Sakamoto e alle volte Michael Nyman.
SoloPiano,
colonna sonora di film ancora da scrivere, attraverso il punto di vista della nostalgia,
ci mostra in che modo la memoria possa farsi fantasia. |