Il progetto parte dall'esigenza di
riappropriarsi della musica suonata in maniera istintiva, allontanando tutti gli artifici
ormai tanto cari alle produzioni musicali moderne, come l'intervento in un secondo tempo
di tagli strutturali all'interno del brano, o la registrazione di uno strumento su di una
base registrata.
L'organico - piano acustico, Fender Rhodes, clarinetti, sax soprano e batteria
(senza basso quindi) - è unico al mondo.
L'ambientazione musicale ricorda a tratti le sperimentazioni fatte negli anni '70
dalla musica afroamericana, mantenendo una pulsazione ritmica sempre molto chiara.
Tutto avviene in tempo reale: il disco è stato registrato in due giorni,
completamente live, tranne l'episodio che vede il "piano preparato"
come protagonista.
Il fine è quello di riavvicinarsi il più possibile al rapporto emotivo fra
strumentista e strumento, sviluppando insieme e nello stesso momento un'emozione e una
gioia nel/del suonare insieme.
Partendo da un terreno comune che sia stimolante per l'organico (Riccardo
Fassi, pianista e jazzista di fama internazionale; Gabriele Coen,
raffinato solista e creatore di progetti che spaziano dalla contemporanea al Jazz, Leo
Cesari, batterista e produttore che, iniziato dal padre al jazz, è arrivato al
primo posto nella classifica "HMV EASY LISTENING" giapponese), il linguaggio si
plasma sulla personalità dei musicisti. Il risultato è un raffinato mix, dove il jazz si
mescola a tratti al drum&bass, dove sonorità anni '70 trovano spazio su terreni più
minimali.
IL
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