19 Ott

Officine Popolari Lucane di Pietro Cirillo vincono il premio "Mia Martini"...

Le Officine Popolari Lucane di Pietro Cirillo sono i vincitori assoluti del premio Mia Martini 2018 nella sezione Etnosong, con il brano “Anima lucana" nella finale che si è tenuta il 18 ottobre a Bagnara Calabra, città natìa della grande ed indimenticabile interprete della canzone italiana.   ...

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16 Ott

Il 15 Novembre all'Università degli studi di Macerata si svolgerà l'incontro "Per una...

Giovedì 15 novembre, dalle ore 14.00 alle 17.00, presso l’Aula Magna-Polo Didattico Luigi Bertelli dell’Università degli Studi di Macerata, si svolgerà l’incontro-dibattito “Per una storia della musica “leggera” fra discografie e diritti d’autore”, moderato dal Prof. Massimiliano Stramaglia...

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12 Ott

“AKOUSTIKOS” degli Agricantus è disponibile anche in vinile (normale e Limited Editio...

Il nuovo album degli Agricantus “Akoustikòs” è disponibile anche in vinile, con versioni diverse di alcuni brani, normale e “Limited edition” (500 copie numerate).   ...

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12 Ott

"Luci e suoni dell'anima" è il nuovo progetto del Coro di voci bianche dell'arcum dir...

La raccolta di musiche che compare in questi due album nasce dalla ricerca e dall’esplorazione del Maestro Paolo Lucci condotte sui repertori di ambito europeo: accanto alla statura indiscussa dei compositori qui rappresentati, vanno pure menzionate le ragioni del cuore e il legame affettivo che il Maestro e i suoi cantori nutrono per tutti i brani rip...

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Altre News

Il "giornale della musica" recensisce il nuovo album degli Agricantus “AKOUS...

“Una bella citazione dal grande Josè Saramago accompagna questo inatteso ed ennesimo ritorno per una delle band che hanno forgiato la world music italiana abbondantemente speziata di aromi mediterranei – e non solo, ovvero gli Agricantus. Scriveva il poderoso autore portoghese: «Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre».Così è andata per gli Agricantus, che all’anagrafe delle musiche di contaminazione fanno registrare sulla carta d’identità un significativo e lontano 1979 come primo nucleo d’aggregazione di musicisti del giro palermitano, ancora sulle piste di un folk revival che prendeva spunto da Rosa Balistreri, Taberna Mylaensis, Ignazio Buttitta, e poi, a partire dal 1993, una lunga e tormentata storia discografica, a partire dal notevole Gnanzù. Agricantus, dopo molti avvicendamenti d’organico e anche qualche spiacevole contrapposizione tra band nate dal medesimo nucleo, oggi è formato da Mario Crispi ai fiati e Mario Rivera alle corde, dal primissimo gruppo, Giovanni Lo Cascio alle percussioni, e il nuovo acquisto alla voce, Anita Vitale, ugola messinese (ma anche pianista e percussionista) formatasi alla scuola di Maria Pia De Vito e con molti altri importanti jazzisti, ascoltata anche con l’Orchestra Made in Sicily e con i Sud MM. Una figura senz’altro in grado di sostenere l’affascinante e stratificato percorso sonoro della band, spesso assai impervio anche in forza dei molti spazi lasciati alle timbriche umane nei momenti più “ambient”.Il titolo del nuovo lavoro non è da intendersi alla lettera: è un lavoro dal respiro e dal passo sostanzialmente acustico, ma qui e là compaiono tracce di altri suoni. E veniamo alla citazione da Saramago: Akoustikòs vol. I (a lasciar intendere che il percorso continuerà anche in questa direzione) ripercorre la lunga storia di Agricantus, dando nuove e ben ponderate vesti a undici brani che hanno fatto parte della storia delle “nuove musiche” mediterranee in Italia. Ci sono anche, per intendersi, "Istanbul Uyurken", che molti ricorderanno nel premiatissimo Hamam. Il bagno turco di Ferzan Ozpetek, e "Sentu", da Felicia Impastato di Gianfranco Albano. Un bel lavoro, che per molti versi mette un significativo “punto a capo” di una vicenda troppo preziosa per perdersi solo nei rivoli di memorie precarie. “Guido Festinese – Il Giornale della Musica  

Ciao Stelvio!...

Oggi il M° Stelvio Cipriani ci ha lasciato. Questo è avvenuto dopo un lungo, lunghissimo periodo di vita mantenuta artificialmente. Siamo quindi naturalmente addolorati, e ci mancherà molto, ma allo stesso tempo felici che quel piccolo grande Maestro sia finalmente libero. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di collaborare con lui. Lo scorso anno abbiamo pubblicato il suo ultimo album “Sognare Musica” che era anche il suo primo album nato senza l’esigenza di essere solamente una colonna sonora, un lavoro che abbiamo amato e che amiamo molto. Quindi vogliamo ricordarlo insieme alla sua Musica. con alcuni estratti dell’intervista che rilasciò a Ida Guglielmotti: “A George, te pensa a sonà la chitarra, che ai film ce penso io”. La battuta di un film anni settanta in salsa romanesca? No, la sintesi di un incontro, a New York, tra Stelvio Cipriani e un signore che aveva suonato la chitarra in una band di ragazzi di Liverpool, noti al mondo come Beatles. Sì, è proprio a George Harrison che Cipriani batte amichevolmente la mano sulla spalla, uscendo da uno studio cinematografico, a New York, dopo essersi aggiudicato la scrittura per la colonna sonora di un film, per cui erano rimasti in corsa lui e l’ex-beatle. E lo liquida con quella frase degna del migliore Tomas Milian al tempo dei suoi poliziotteschi romani.Ammettiamolo: se pensiamo ad “Anonimo Veneziano”, il nome che viene in mente è quello dell’autore della colonna sonora, più che quello del regista. E proviamo ad immaginare quella storia senza quella musica. Sarebbe stata altrettanto bella e ricordata nel mondo? Forse no e quelle lunghe sedute di introspezioni coniugali, in mezzo alle calli della laguna, tra il malinconico Musante e l’algida Bolkan, sarebbero state meno plausibili, coinvolgenti e romantiche di quanto generazioni di spettatori abbiano potuto apprezzare. In quel film la musica ha sovrastato potentemente il meccanismo di una sceneggiatura incastrata ad arte sullo sfondo di una Venezia scolorata e grondante grigiore e drammaticità. E allora pensiamo allo sforzo che ha dovuto fare il musicista per entrare perfettamente nel “mood” del film, a quante volte abbia dovuto vedere e rivedere quel racconto sofferto, per cogliere tutto lo struggimento dei protagonisti che si allontanano e si rincorrono, si amano e si detestano, per restituirlo in musica.Invece, con leggerezza disarmante, il Maestro rivela la magia del suo mestiere: “Ma guardi che io il film non l’avevo mica visto! Quando mi hanno messo di fronte alla pellicola, su un divano comodo, con un cappuccino e un cornetto, io mi sono addormentato. Sa com’è, la notte non avevo dormito, avevo fatto tardi a cena con amici, poi l’ansia dell’incontro col produttore e col regista del film mi aveva tolto completamente il sonno, così sono crollato e mi sono svegliato sulla scena finale. Mi sono chiesto: “E adesso?”. Avevo poche ore per consegnare la musica e allora ho barato: mi sono fatto raccontare la trama e con una foto di un primo piano degli occhi di Florinda Bolkan, mi sono seduto al pianoforte, mettendo insieme le poche impressioni che avevo raccolto, prima fra tutte la sensazione dello scandire inesorabile del tempo. Il suono del metronomo sul mio piano riproduceva esattamente i battiti di un orologio immaginario e sono partite le prime note. Così è nato Anonimo Veneziano”.

Bandorkestra - Best Seller...

Per festeggiare i 15 anni di attività della BandOrkestra diretta da Marco Castelli, pubblichiamo il loro nuovo album “Best seller”: un’antologia di brani tratti dai loro tre album precedenti e tre nuove tracce: “Dakar” e “Xela”, composte da Marco Castelli ed un medley, “Lotta Love”, che mescola frammenti tematici dei Led Zeppelin, dei Beatles, di Pharrell Williams, secondo una delle modalità tipiche di BandOrkestra.BandOrkestra è un’esperienza unica, un laboratorio creativo che sperimenta contemporaneamente tecniche di arrangiamento istantaneo e molta organizzazione. Un lavoro caratterizzato da una dose di anarchia, molta libertà nei procedimenti di creazione e poi rigore e precisione in fase di definizione e finalizzazione delle idee.  

Il Coro Città di Roma - InCantus...

InCantus è l’eleganza e la poesia dell’“O magnum mysterium” e dell’“Ubi caritas” di Lorenzo Donati; InCantus è il tuffo al cuore dello straziante “Canticum calamitatis maritimae” di Jakko Mantyjarvi, la sobrietà e la raffinatezza del trittico di Madrigali di Manolo Da Rold, la compostezza compositiva e la maturità di “Caecilia” di Federico Incitti; InCantus è il grido di dolore di David e il sogno di Leonardo nei brani di Eric Whitacre e l’incessante precisione ritmica e capacità compositiva del “Sanctus” di Michele Josia; InCantus è la fede, l’ispirazione e il senso sacro del “Credo” di Sven David Sandstrom. InCantus è il ringraziamento che vogliamo porgere a questi compositori per averci regalato queste belle pagine corali, composizioni che hanno tracciato un percorso intenso e carico di fascino ed una stagione di particolari emozioni per il Coro Città di Roma. La produzione corale - intesa in termini numerici di composizioni di qualità - ha raggiunto, oramai da qualche decennio, degli obiettivi un tempo insperati. Parimenti la “scuola corale”, nelle sue svariate forme di divulgazione, è cresciuta sensibilmente dal punto di vista della quantità e della qualità, grazie al crescente numero di cori ormai in piena attività in ogni angolo del nostro quotidiano. Cori associativi, scolastici ed universitari, cappelle musicali e varie altre forme di organici hanno quindi permesso il nascere di vere e proprie scuole di formazione non solo per direttori, ma anche per compositori di musica corale. Non è un caso, quindi, che più della metà delle composizioni di questo CD sia opera di giovani compositori italiani  - Donati, Da Rold, Incitti e Josia – che sono allo stesso tempo anche ottimi direttori di coro. Le loro composizioni rappresentano proprio quella completezza musicale data dal vero compositore di musica corale, quello che conosce fino in fondo lo strumento “coro”, e che riesce a viverlo in modo completo. Non stupiscono, quindi, la bellezza, la freschezza e quel pizzico di italianità, che si ritrovano nelle loro interessanti composizioni. Gli stessi compositori hanno avuto da sempre un legame molto forte con il Coro Città di Roma e, negli anni, molte delle loro composizioni sono entrate con eleganza nel repertorio della formazione romana. Alcune delle loro pagine corali sono state dedicate proprio al nostro coro e di questo siamo, ovviamente, lusingati. Il mio vuole essere un ringraziamento loro dovuto per tutto il lavoro, la passione e l’amore che traspare dalle pagine dei loro brani per la coralità. Mauro MarchettiDirettore del Coro Città di Roma

MBL Orkestra "Live in aquinum"...

“Live in Aquinum” è il nuovo album di MBL Orkestra che testimonia lo splendido concerto tenutosi nell’Area Archeologica di Aquinum.Il Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, Direttore degli Scavi archeologici di Aquinum, ha voluto scrivere una piccola presentazione di questo progetto:” È uno strano connubio quello che si è venuto a creare ad Aquinum,  tra “cantastorie”  - intesi nell’accezione più romantica e nobile che il termine esprime - musicisti e archeologi che cantano e raccontano storie, accomunati da un percorso di recupero e valorizzazione delle radici che affondano profonde in questa terra ricca di storia.Tante sono le storie che si possono raccontare attraverso il rapporto dinamico tra musica popolare e antiche rovine e questa unione sinergica può far rivivere con fierezza le tradizioni culturali di una comunità intera, l’identità di un popolo e del suo territorio.Da un lato la musica degli MBL, con il suo Maestro Benedetto Vecchio, così evocativa e strettamente connessa a questi luoghi, un legame emotivo e profondo che interpreta la memoria collettiva di chi queste terre le abita, le vive e le ama, e racconta quindi le suggestioni di una storia secolare. Dall’altra parte noi Archeologi, che in altri modi ma con le stesse emozioni e animati dalla stessa passione, proviamo a ricostruire per piccoli quadri l’operato serio dell’uomo e i capitoli di una storia ormai dimenticata: quella di Aquinum, una città un tempo ricca e fiorente che ha illuminato questi luoghi, che li ha plasmati e consegnati fino a noi.L’idea di organizzare il concerto in un luogo della cultura come l’Area archeologica di Aquinum è il risultato e la comunione di due anime, fuse insieme da uno stesso sentimento. Si tratta di un processo naturale, un incontro di esperienze, di cantastorie appunto, che raccontano emozioni da ricomporre nella loro essenza, da trasmettere in tutte le direzioni partendo da un luogo magico, da un reticolo misurato di campi ben organizzati, punto fermo e patrimonio incontaminato della nostra memoria storica.”

"Florindo e Carlotta", cortometraggio con le musiche di Vito Ranucci, è nell...

Il cortometraggio di Rossella Bergo “Florindo e Carlotta - La vita segreta delle chiocciole" è nella selezione ufficiale della 30° Edizione del “Girona Film Festival” e sarà proiettato venerdì 28 settembre 2018 ore 18.00 al Cinemes Albeniz Plaças de la Indipendencìa 10 (Girona). La colonna sonora del cortometraggio realizzata da Vito Ranucci, è disponibile su tutte le piattaforme digitali.