“Saltimbanc” è il nuovo album di Fabio Turchetti, interprete ed autore dei testi in dialetto cremonese e delle musiche, pubblicato da CPC (Consorzio Produttori Cremonesi) e CNI. Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 15 maggio.
Le dieci canzoni che ne fanno parte ruotano attorno all'idea del sacrificio dell'artista e si ispirano ai testi di “O Grande Circo Místico" di Jorge de Lima, del “Funambolo” di Jean Genet , di “Morte nel pomeriggio” di Ernest Hemingway e “il simbolismo dell'acrobazia antica” di Waldemar Deonna.
Da sempre chi si dedica all'arte in generale deve affrontare difficoltà di ogni tipo.
Nell'arte circense o in quella taurina addirittura il rischio di morte fa parte dello spettacolo eppure l'arte acrobatica è vecchia come il mondo ed è spesso una metafora della vita.
A pochi chilometri da Cremona c'è Castelponzone, il “paese dei cordai”. In questa località si costruivano corde di canapa e i suoi abitanti erano per necessità girovaghi, a differenza dei contadini dei paesi vicini che erano legati alla terra. A Castelponzone storicamente si tenevano importanti fiere che richiamavano giostrai e saltimbanchi, come documentato nel museo del paese.
Turchetti, autore dei testi e delle musiche, ha suonato quasi tutti gli strumenti e per i cori ha invitato Simona Maffini (già protagonista nel 2011 dell’album “Corte aperta”) la cui presenza ha rafforzato il legame con la tradizione utilizzando un certo tipo di vocalità tipica della bassa cremonese.
Quasi tutte le canzoni hanno una parte cantata con una formula antifona voce/coro ed una breve parte recitata: il testo si rivolge ad un generico “tu” ma in alcuni canzoni il “tu” diventa “io” perchè il gesto circense è una metafora condivisibile.
1) Gira el fil
2) Dame na corda
3) Fil d'argent
4) Voltate mia
5) Ligame
6) Arlecchino
7) Vecia canson
8) Nod
9) Regina delle corde
10) Cadene