18 Giu

BLOGFOOLK recensisce “Life” dei Kabìla...

Band italo-libanese composta da EmadShuman (voce, cori), Mirko Speranzi (voce, piano, tastiere, cori), Adriano Checcacci (batteria, drum machine, percussioni), Gabriele Polverini (chitarre elettriche, acustiche, cori), Cristiano Rossi (chitarra acustica, saz e 'oud) e Marco Chianucci (basso), i Kabìla vantano un ormai decennale percorso artistico intr...

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15 Giu

"Life is going on" è il nuovo video dei Kabila...

“Life isgoing on" è il nuovo video dei Kabìla, realizzato dal regista libanese Ibrahim Zeaiter, tratto dal loro ultimo album "Life": un concept album che parla di distruzione, perdita, crescita e rinascita. È la storia di un ragazzo che perde tutto a seguito del bombardamento della propria casa e che, dopo una serie di incontri, tr...

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14 Giu

Agricantus su Rai Radio Live nella "Set List" di Ugo Coccia...

Mario Rivera è stato ospite di RAI Radio Live per presentare il nuovo album degli Agricantus “Akoustikòs” e a questo link potete ascoltare l’intervista realizzata da Ugo Coccia nel suo programma "Set List". ...

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12 Giu

Andrea Vettoretti intervistato su "Il Gazzettino" in occasione del...

Parte dalla sua città, Treviso, dov’è nato e vive, il tour che lo porterà per la prima volta sul palco del teatro Comunale. Andrea Vettoretti, il chitarrista 43enne che ha saputo “sdoganare” la chitarra classica, cambia rotta e con “Wonderland”, ispirato al celebre romanzo “Alice nel Paese delle Meravi...

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Altre News

Agricantus e Davide Campisi in concerto a Palermo il 16 Giugno per la "Festa...

Sabato 16 giugno gli Agricantus saranno gli ospiti d'onore della "Festa della Musica" di Palermo con un concerto che si terrà alle ore 23.00 in Piazza Danisinni dove presenteranno il loro nuovo album “Akoustikòs”. Il concerto sarà aperto da Davide Campisi con il suo progetto "Democratica".

“AKOUSTIKOS” degli Agricantus recensito su "La Sicilia"...

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano... E’ azzardato citare un cantautore old style come Antonello Venditti per introdurre un ensemble di difficile collocazione ma la cui connotazione musicale è sempre stata fortemente caratterizzata dalla ricerca delle origini, dall’esaltazione delle tradizioni, dall’orgoglio di fare musica per affermare la propria sicilianità pur inserendola, spesso e volentieri, in contesti assolutamente internazionali. E così, come dal cilindro di un prestigiatore, ecco venir fuori - non è magia, non è illusionismo - gli Agricantus, senza dubbio uno dei gruppi più rappresentativi della scena musicale italiana degli ultimi trent’anni o forse più. Nati come gruppo di ricerca, gli Agricantus si sono evoluti tenendo sempre nel mirino un unico obiettivo: esaltare con la musica le proprie radici. Ecco perché hanno avuto il privilegio di girare il mondo, di suonare al fianco del fior fiore degli artisti di calibro mondiale, di sdoganare dialetto e strumenti della tradizione mischiandoli con il futuro. Certi amori, come detto, non finiscono. Mai. Magari li riponi in un angolo della libreria, tra i cd più ascoltati e, forse, più apprezzati. Di tanto in tanto osservi quel solco polveroso e ti accorgi che, forse, manca ancora qualcosa. Guardi “Etnosphere” e la mente si tuffa in uno spettacolare concerto al Teatro Antico di Taormina. Ripercorri con la mente i brani di “Tuareg”. Poi, scorgi “Placido Rizzotto” e la colonna sonora di “Felicia Impastato”. E ti rendi conto che gli Agricantus tanto hanno detto e tanto, forse, hanno ancora da dire. E allora, eccoli appena tornati dopo un periodo di silenzio, di pensieri e ripensamenti. Di terremoti fisici ed emotivi. E così, prendi in mano (perché a noi piace ancora il contatto fisico con la musica) questo nuovo “Akoustikòs Vol. 1”, ennesimo capitolo della storia che lega ormai da diversi anni gli Agricantus all’etichetta indipendente Cni Compagnia Nuove Indye, e ti accorgi che ti trovi davanti ad una musica che non ha età, che non ha confini. Ma a questo punto è necessario fare le presentazioni. Perché gli Agricantus sono sì, sempre loro, ma c’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi, nella musica. Ci sono Mario Crispi (archaic wind instruments, vocals), Mario Rivera (6 strings acoustica bass, double bass, guimbri, vocals) e Giovanni Lo Cascio (drum set, percussion). E ci alziamo in piedi per salutare l’arrivo di Anita Vitale «l’anima nuova, ma antica dello spirito ritrovato della band», voce, stavolta sicilianissima, chiamata al difficile ruolo di farci disamorare di tutto quel che è stato il passato degli Agricantus. Punto e a capo. E si ricomincia proprio dalla rilettura di alcuni piccoli capolavori dell’ensemble. Undici brani. Undici come i giocatori in campo di una formazione che gioca all’attacco, dove in un ipotetico, calcistico, 4-3-3, è sicuro che ad andare in gol potrebbero essere tutti gli elementi, portiere compreso. Crispi-Rivera-Lo Cascio, con la complicità di Anita, sono riusciti ad estrapolare dall’opera omnia degli Agricantus, undici perle, a partire da “Carizzi r’amuri” passando per “Azalai”, “Istanbul ururken” (scritta con la complicità di Pivio, De Scalzi e Ozpetek) e “Qanat”. “Ciavula” è tra i nostri brani preferiti in assoluto. Sempre bellissimo. Innovativo e conservatore allo stesso tempo in questa rilettura che lega tutto il disco con certe sonorità più schiette e temporalmente azzeccatissime. Scorrono ancora “Manu su manu”, “Cantu Errami”, “Sentimentu”, “Nsunnai” e “Sentu”, per chiudere con “Jura”, capitolo che vede, al fianco di Mastroeni, Crispi e Rivera, anche la firma di Anna Vitale. Ma vorremmo tornare su “Sentu”, stupenda canzone regalata alla fiction tv “Felicia Impastato” che, in breve tempo, è diventato brano simbolo degli Agricantus e forse, adesso, anche della loro rinascita. Una tempesta di sale e mare, facendo jusu e susu tra le onde, ci restituisce in tutto lo splendore, una band che merita ancora tanto spazio. E ascolto. Leonardo Lodato

Il Nuovo Album di Paolo RIG8 recensito su "Ondarock"...

Questa volta Rig8 decide di vestire gli abiti di un volontario sperimentale che nel 2039 decide di essere ibernato per poi essere scongelato nel futuro, in un 2106 che vede un mondo ormai completamente cambiato. Macchine e uomini lavorano in simbiosi per una Terra che sembra solo apparentemente in pace, dove la mera esistenza ha sostituito la vita. Tutto appare perfetto e calcolato, ogni cosa sembrerebbe al suo posto; eppure manca qualcosa, e la scienza scopre i suoi limiti. Lo capiamo sin da subito dai suoni sperimentali e dalle parole in libertà che danno l'abbrivio a "Backup", il risveglio dell'uomo ibernato che assume le sembianze di un big bang informatico. Uno dei punti di forza di "Fintascienza" è indubbiamente rappresentato dalla riuscita omeostasi tra sperimentazione e cantautorato, perché nel mezzo di interludi più free rimane sempre in prima linea la canzone, quella rigorosamente all'italiana, con ritornelli tutti da cantare. È questo il caso di "2106", non a caso scelta come singolo di lancio, divertissement in chiave pop che ben enuncia quali siano i temi del disco.Nonostante il sorriso, l'album offre anche risvolti estremamente seri, riflessi di un mondo in cui "c'è spazio solo per la tecnica" ("Non scherziamo") e in cui manca persino la condizione tanto terribile quanto umana de "La depressione" (apprezzabile il duetto con Maria Messina). Un mondo in cui "la terra si spopola/ ma i software si aggiornano", come proclama Rig8 con voce robotica nel miminal-synth-pop di "Dei". Continua a leggere su OndaRock

Gli Agricantus in concerto a Roma con il nuovo progetto “AKOUSTIKOS”...

“Akoustikòs Vol. I” è il nuovo CD degli Agricantus, disponibile da oggi in anteprima su iTunes (e Apple Music) e nel CNI Store, che verrà presentato con due concerti a Roma: questa sera, venerdì 25, alle ore 21.00 alla "Factory InFunzione" (c/o Lanificio Luciani - Via di Pietralata 157 - secondo piano) e domenica 27 maggio alle 11:30 al “Festival Popolare Italiano” al Teatro di Villa Pamphilj.“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre” (Josè Saramago). Lo sanno bene gli Agricantus, che sono andati e tornati e che tornano ancora, oggi, in questi primi mesi del 2018, con un nuovo appuntamento discografico che ci restituisce un percorso intensissimo di musica e suggestioni. Ci è mancato, in questi ultimi anni, il racconto dei loro viaggi musicali tra la Sicilia, l’Africa e il resto del mondo, con la fascinazione dei suoni, ma anche dei profumi che sembrano fluire in odorama da ogni traccia dei loro dischi. Ma, come in certi film, a volte tornano, per fortuna e l’happy end è servito. Perché certe passioni sono difficili da spegnere e le storie vissute insieme sono così forti che si fa fatica a nasconderle sotto il tappeto del già detto. “Akoustikòs” è l’album che continua il viaggio iniziato con CNI Compagnia Nuove Indye della più importante band di world music che il nostro paese abbia prodotto. Narrazioni sonore che hanno attraversato quasi quarant’anni. E’ più o meno intorno alla fine degli anni settanta, che un gruppo di ragazzini dotati di talento musicale e di sguardo lungo sul futuro, comincia a sperimentare suoni che non somigliavano a niente di conosciuto: i canti e gli strumenti della tradizione siciliana incontravano quelli della terra di fronte, attraversavano il mediterraneo per insinuarsi nei villaggi africani battuti dal ghibli, seguendo il cammino degli uomini blu e scoprendo che le cose che legano i codici musicali sono le stesse anche a latitudini diverse. Però gli Agricantus sono anche figli del loro tempo, quindi sì alla tradizione, ma la musica si presta ad essere manipolata e piegata alle regole della modernità, degli strumenti elettronici, dei bassi potenti, delle tastiere e dei sequencer, accanto ai tamburi, a strumenti della tradizione mediterranea, ma anche sudamericana, asiatica e mediorientale. Toccano ogni angolo del pianeta con i loro tour, entrano nelle classifiche di mezzo mondo, scrivono colonne sonore, si concedono collaborazioni eccellenti e producono dischi irrimediabilmente belli. Ma in una storia così lunga ci sta che arrivi anche la crisi, anzi più d’una. Perdono pezzi, si spaccano, tornano, si ricombinano. Non è un caso che uno dei loro lavori più recenti s’intitoli proprio “Turnari”, un destino e ancora un tributo alla lingua siciliana, a cui gli Agricantus, pur portabandiera della musica del mondo, hanno sempre reso omaggio. I padri fondatori sono sempre lì, con l’ispirazione a portata di strumento e l’incanto di voci femminili che si avvicendano a richiamare il potere evocativo dei vicoli di Palermo, pistacchi, mandorle e scirocco, l’immensità desertica attraversata dai nomadi, archeologie sonore e futuristiche intuizioni. Oggi c’è Anita Vitale, l’anima nuova, ma antica dello spirito ritrovato della band, c’è l’energia del ritmo sistole-diastole di basso e percussioni di Mario Rivera e Giovanni Lo Cascio e c’è il respiro profondo e il soffio vitale degli strumenti arcaici di Mario Crispi .  Da questa combinazione nasce Akoustikòs, il nuovo lavoro degli Agricantus, che, per il gran ritorno, decidono di rivisitare alcune pietre miliari del loro percorso, col supporto di altri amici arrivati anch’essi dalla Sicilia: Enzo Rao Camemi, violino e oud, Seby Burgio, pianoforte e tastiere e Massimo Laguardia, tamburi a cornice e voce.Un ritorno particolarmente significativo, quello di Laguardia, che del primo nucleo degli Agricantus è stato uno dei fondatori, nel 1979 e per anni nell’organico stabile del gruppo. Poi, nel moto perpetuo delle partenze e dei ritorni, anche lui ne è uscito per dedicarsi ad altre esperienze internazionali, ma tornando a casa, ogni tanto, per l’incisione di dischi o in qualche tour.Come suggerisce il titolo del nuovo capitolo discografico, tutte le proposte sono riviste in una chiave molto essenziale, in cui i suoni sono fedelmente coesi alla loro matrice naturale. Si ritrovano con piacere canzoni che risorgono dal passato in tutta la loro bellezza (Carizzi r’amuri, Ciavula, Istanbul Uyurken ed il recente successo “Sentu”, tratto dalla colonna sonora di “Felicia Impastato”, tra le altre) e magicamente ci si ritrova nel mezzo di una tempesta di sale e mare, di acqua e vento, di notti e sabbia, a condividere destini di gente errante, di eroi del nostro tempo e di storie passate. Sempre fedeli a se stessi e sempre diversi. E capaci di suggerire all’ascoltatore visioni di luoghi mai visti, ma che appaiono subito familiari. Il folgorante deja vu del viaggio perfetto. Un emozionante film on the road. Bentornati, Agricantus. (Ida Guglielmotti)

La "Fintascienza" su Rai Radio Live nella "Set List" di Ugo Coccia...

Mercoledì 23 maggio Paolo Rig8 sarà ospite di Ugo Coccia su Rai Radio Live dalle ore 21.00 in streaming.Sarà un'occasione per ascoltare "Fintascienza”, il suo nuovo album, e per conoscere meglio questo artista.

Paolo Rig8 ospite di Rai IsoRadio...

Paolo Rig8 sarà ospite di Ida Guglielmotti e Maria Cristina Manca a Rai Isoradio, nella notte tra lunedì 21 e martedì 22, a partire dalle 00.30. Sarà un'occasione per ascoltare "Fintascienza", il nuovo album di questo artista torinese, sorprendentemente multiforme e dissacrante.