Ad Ottobre a Roma i "Release Party" dei nuovi album di Costanza, Socialez e Paolo Rig8

Categoria: News Creato: 22 Settembre 2020

Ad ottobre vi aspettiamo a Roma ("Le Mura", Via di Porta Labicana 24) per tre appuntamenti live con i nostri artisti che presenteranno i loro nuovi album:

Martedì 6 ottobre: SOCIALEYEZ – “Gathering”

Con Socialeyez, Pietro e Ryan hanno adottato un nuovo registro: fare musica ripartendo dalle fondamenta, dalle proprie basi musicali, dai propri miti degli anni passati ad ascoltare musicassette e vinili. Partire dalle immagini, i ricordi, le impressioni indelebili di cui non ci si ricorda quasi più l’inizio per arrivare a uno stile un po’ “punk” e un po’ “pura classe”, un mix AMERITALIANO che mette insieme rock, elettronica, folk, jazz, rap, blues…and more! per esprimere qualcosa di probabilmente pop, qualcosa di sicuramente underground.

Socialeyez nasce il 25 maggio del 2019, tra un garage e un gruppetto di locali del Pigneto, centro-periferia di Roma. È formato da due elementi, entrambi del ’77, che suonano insieme e separatamente da diversi anni e hanno deciso di iniziare un percorso nuovo, più asciutto e lineare.

Qualcosa che in inglese si definisce “streamlinde”. Inglese è pure la lingua cantata da Ryan che suona il sax ed è nato in Minnesota. Lì è cresciuto fino a 19 anni, quando ha deciso di trasferirsi in Italia per studiare belle arti, passando per Pavia, Milano e Napoli prima di fermarsi a Roma. Pietro è nato in Calabria, dove ha imparato a suonare la chitarra e il basso prima di emigrare nella capitale per immergersi nello studio della politica ma anche nei ritmi e nelle sonorità elettroniche del sottobosco metropolitano.

“Gathering” è il loro primo album, disponibile anche su tutte le piattaforme digitali a partire dal 6 ottobre.

Mercoledì 7 ottobre: COSTANZA – “A piedi nudi”

“A piedi nudi” è il debutto discografico della ventiduenne cantautrice toscana, disponibile dal 25 settembre, con la produzione di Paolo Dossena e Domenico Sisto per Compagnia Nuove Indye, che con il suo pop fresco e raffinato è entrata nella finale della XXXI edizione del Festival della canzone popolare e d’autore italiana Musicultura. Preziosa la collaborazione con Danilo Cherni, collaboratore di Antonello Venditti, e con Vito Ranucci, compositore di importanti colonne sonore da Mario Monicelli per il film “Le rose del deserto” a Rossella Bergo per il film “Florindo e Carlotta".

Costanza, all’anagrafe Costanza Motroni, inizia all’età di 14 anni a fare musica e da subito a mescolare le note con le parole, per raccontare i propri sogni, le fantasie, le irrequietezze e le tentazioni. Il suo obiettivo è semplice: portare la sua arte e la sua musica tra il pubblico, piccolo o grande che sia, per mostrare ciò che risuona nella sua mente e nel suo cuore. Firma il suo primo contratto con Compagnia Nuove Indye importante griffe simbolo di qualità e di indipendenza.

Costanza racconta la vita e le sue fragilità, intese non come debolezze, ma come punti di forza.

«“A piedi nudi” è nato tra le quattro mura della mia camera e tra i tasti del pianoforte – spiega Costanza – lasciandomi trasportare dai pensieri e dalle emozioni che mi hanno condotto nei diversi sentieri sui quali ho camminato, appunto, a piedi nudi e libera. L’album è un viaggio alla ricerca di me stessa, nella mia solitudine, nella mia fragilità umana, e con le mie speranze di un futuro emozionante. L’uscita del mio primo disco mi emoziona molto. Per la prima volta una piccola parte di me potrà diventare parte di chi mi ascolta».

L’album è anticipato dall’uscita del nuovo singolo “1000 Luci Spente”. «La canzone parla dello sgretolarsi di progetti a due, della fine di una storia che è stata portata avanti per molto tempo – continua Costanza – E’ il calare delle luci in una casa ricca di storie passate, fermarsi e soffiare su una candela fino a spegnerla».

Domenica 11 ottobre: PAOLO RIG8 – “Hikikomori”

“Hikikomori” è il nuovo album di Paolo Rig8. La versione disponibile su tutte le piattaforme digitali contiene una bonus track, “Scemi in Paradiso”, brano finalista della XXXI edizione di Musicultura.
Un anno e mezzo di registrazioni e composizioni realizzate in un periodo in cui tutto si poteva immaginare tranne che, di lì a qualche mese, ci si sarebbe ritrovati tutti nella più grottesca delle situazioni: diventare una particolare specie di Hikikomori.

Hikikomori è una galleria di disagi, quelli che ci creiamo per sentirci a nostro agio.

Ma anche quelli che non controlliamo.

Un disco sull'anomalia che ci rende normali, forse un moto di autoindulgenza verso le nostre paranoie quotidiane. E' autobiografico ma anche no, leggero ma anche no, positivo ma anche non sempre. Credo che sia sostanzialmente costituito di musiche con testi, e quindi a buon diritto si potrebbe dire che è fatto di canzoni.

Un invito a vedere il nostro cervello da un altro punto di vista, che non è detto sia meglio. Ma può essere necessario.